Una strada stranamente tortuosa per un paese, Santa Croce di Magliano, così dolcemente adagiato sulla collina basso molisana. Una posizione perfetta per godere a tutto tondo del Molise, dalle montagne al vicino mare, e dei primi paesi pugliesi.

Insomma, è un paese che regala in ogni periodo dell’anno bei panorami, tanta storia e anche diverse manifestazioni e tradizioni davvero interessanti oltre che una chicca culinaria davvero particolare.

Continuate la lettura per scoprire di più e visitate i social per restare sempre aggiornati:
    • TurismoinMoliseFacebook – Instagram

Cenni storici

Riguardo la nascita di Santa Croce di Magliano pare che gli abitanti di alcuni casali si riunirono intorno ad una chiesa e diedero vita al primo nucleo abitato. Successivamente vi si stanziò una colonia di albanesi. La prima vera testimonianza è riferita in documenti del XIII secolo

Per certo si sa che nel 1266 divenne feudo del monastero di Sant’Eustachio in Pantasia e lo rimase fino alla prima metà del XVI secolo. Appartenne poi ai Caldora, agli Acciapaccio, ai Ceva Grimaldi e, in ultimo, a Rocco Stella di Modugno.

santa croce di magliano

Cosa vedere

Passeggiando per i vicoli tante sono le testimonianze di un paese ricco ed importante. Di interesse storico-artistico sono la Chiesa Greca, la Chiesa Madre “Sant’Antonio”, la Chiesa di San Giacomo Apostolo e, fuori paese, i resti della torre di Magliano.

Merita una visita anche la badia benedettina di Melanico a 17 km dall’abitato. Questa, di epoca romanica e con una facciata abbellita da mensoline con figure di animali e protomi umani, presenta anche una torre campanaria adorna di archetti pensili.

Di recente realizzazione sono anche i murales che si possono ammirare su muri e facciate delle case e che fanno riferimento al Premio Antonio Giordano. Nei pressi della Chiesa Greca, inoltre, si trova una targa in ricordo di Raffaele Capriglione, “medico insigne poeta che in pittoreschi versi ritrasse uomini e costumi del suo paese ed all’amore dell’arte unì un’esemplare modestia”.

Tradizioni e gastronomia

Il paese è sempre vivo e fortemente legato alle numerose tradizioni. Tra queste c’è la benedizione degli animali, l’ultimo sabato di aprile, in cui i possessori compiono tre giri attorno alla chiesa di San Giacomo per ricevere poi la benedizione.

Il 13 giugno, in onore di Sant’Antonio, si svolge una sfilata di carri trainati da buoi. Durante i festeggiamenti viene fatta la “questua” con gli abitanti che offrono denaro, oggetti e cibarie che, al termine, vengono messi all’asta. La tradizione vuole anche che i bambini vengano vestiti da Santo. Nel periodo natalizio, invece, si svolge “La Pasquetta“, un canto tradizionale che gruppi di amici eseguono di casa in casa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Il 19 marzo, in onore di San Giuseppe, si tiene “U Marauasce“, fuoco tradizionale.

Altra tradizione molto sentita ma poco conosciuta è quella de la “Quarantana“. Si tratta di bambole di pezza che, durante la quaresima, sono appese ai balconi e che presentano una patata infilzata da sette penne. Queste hanno lo scopo di scandire il tempo che manca al giorno di Pasqua togliendone una ogni domenica. Per approfondire potete leggere l’articolo dedicato “Quarantana, la bambola di pezza della quaresima“.

Anche sotto il profilo gastronomico Santa Croce non si fa mancare nulla. Prodotto tipico è la “treccia“, formaggio di latte bovino a pasta filata, lavorato per dargli l’aspetto di un nastro intrecciato. La lunghezza può superare il metro mentre la larghezza è di circa 20cm. Come deve essere mangiata? Rigorosamente con le mani. Durante l’ultimo sabato di aprile viene indossata a tracolla come ornamento per i pastori e relativi animali che ricevono la benedizione.

Condividi su: