Esistono luoghi, nel mondo ed anche in Molise, perfetti per coniugare voglia di camminare nella natura, storia, panorami ed anche votati all’astroturismo; Gerione, in territorio di Casacalenda, è uno di questi.

Posto sulla cima di una collina, come era solito fare ai Sanniti (Frentani e non Pentri trovandoci più vicini al mare), Gerione sovrastava la vallata del Biferno mantenendo un occhio anche sulle vicine colline basso-molisane e fino al mare.

gerione

La storia

La storia di Gerione, l’antica Gereonium, inizia nel IV secolo a.C., quando si avviò la costruzione dell’abitato originario con grosse pietre cementate con argilla. La prima, e forse più importante nota storica, risale al 217 a.C. allorquando, alla vigilia della battaglia di Canne, il generale cartaginese Annibale passò in territorio molisano e si fermò a Gerione, conquistandola, uccidendo gli abitanti ed adibendola a magazzino.

Perduta importanza nel periodo romano l’abitato trovò nuova vita nell’alto medioevo grazie ai Longobardi. In seguito arrivarono i Normanni che dapprima la distrussero incendiandola e poi la fecero tornare all’antico splendore con nuove costruzioni tra le quali una torre, il donjon, e un palazzo.

La città col tempo crebbe a tal punto da addossarsi alle muri e dovendo costruire la nuova chiesa, dedicata a Maria, al di fuori di esse. Con la chiesa arrivò anche il cimitero e le sepolture, di cui molte rinvenute durante gli scavi. La massima espansione si ebbe con Federico II quando le mura vennero allargate fino ad inglobare la chiesa. Al contempo si ingrandì anche il palazzo che guadagnò un’altra torre a nord.

Un primo declino si visse a causa della peste nera che raggiunse il massimo nel 1350 circa; nello stesso periodo il definitivo colpo di grazia dovuto al terremoto del 1349.

Itinerario

Per chi, oltre alla storia, fosse in cerca di una gradevolissima passeggiata con arrivo panoramico, il sentiero è indicato, tracciato e facile da percorrere.

Lasciato il paese prendere la strada che va verso Larino e al km III e 187 prendere la strada che scende sulla destra; dopo poche curve si arriverà ad uno svincolo con cartello “Gerione”. Da qui lasciare l’auto e proseguire a piedi seguendo i cartelli e la strada tracciata. Dopo un primo tratto con pendenza abbastanza forte la passeggiata diventa davvero piacevole regalando panorami mozzafiato in ogni stagione con vista su Morrone del Sannio, il lago di Guardialfiera e fino al mar Adriatico.

In cima, poi, tra paesi, campagna e i resti del sito archeologico ci si potrebbe restare per ore a contemplare tanta bellezza.

Astroturismo e mitologia

Gerione, trovandosi in un luogo lontano da fonti luminose, risulta perfetto non solo per una passeggiata diurna, ma anche notturna. Con la visione delle stelle e delle costellazioni, poi, si fa subito a parlare di mitologia greca; ed è qui che entra in gioco il nome del sito.

Gerione, infatti, era un gigante con tre teste, tre busti e sei braccia ma un solo bacino e, quindi, due gambe. Era figlio di Crisaore, gigante armato di una spada d’oro, nato dalla morte di Medusa, una delle Gorgoni, famosa per riuscire a pietrificare con lo sguardo.

E da qui il passaggio alle stelle è immediato in quanto quest’ultima fu uccisa da Perseo, nota costellazione del cielo estivo in stretta correlazione con molte altre. Ma per queste storie vi invito a partecipare a qualche evento di astroturismo o chiamarmi per una serata privata.

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