Capracotta, regina delle nevi dell’alto Molise

Capracotta, a confine con l’Abruzzo, è il comune più alto del centro-sud con i suoi 1421 m s.l.m. nonché uno dei più nevosi (da qui l’appellativo “Regina delle nevi“). Il punto più alto, dato che è circondato da verdi montagne, è la vetta di Monte Campo a 1730 metri.

Riguardo la neve è da ricordare che Capracotta é presente nel libro del Guinness World Record per la più cospicua nevicata nell’arco di 24 ore registrata nel marzo del 2015.

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Cenni storici

Il nome Capracotta risale al Medioevo, dalla tradizione dei Longobardi di sacrificare una testa di capra, prima di insediarsi in un luogo appena conquistato. L’origine dell’attuale paese, infatti, nonostante alcuni ritrovamenti del periodo sannitico e romano in varie aree periferiche del territorio comunale, sembrerebbe risalire ai primi anni della conquisa del Mezzogiorno da parte dei Longobardi di Benevento contro i Bizantini nel VII secolo d.C.

Il territorio fu abitato in età preistorica e poi successivamente vi sono stati altri insediamenti come testimoniano i reperti trovati; da ricordare la presenza dei Sanniti, in epoca normanna fu feudo dei Borrello, in quella angioina dei della Posta, dalla metà del ‘400 dei D’Evoli, poi dei Cantelmo, dei Caracciolo e dei De Riso.

Cosa vedere

Per gli amanti dell’arte è da visitare la chiesa di Santa Maria in Cielo Assunta che sorge nella parte alta del paese. L’interno, a tre navate, presenta un altare con la balaustra e un fonte battesimale con copertura lignea di fattura pregevole; oltre ciò, un gruppo scultoreo, la Visitazione, davvero interessante.

A Monte Cavallerizzo ci sono tracce di mura e di fortificazioni sannite e, a Fonte Romito, nel 1848, fu rinvenuta una Tavola Osca, ora conservata nel British Museum di Londra.

Meravigliose sono le località di Prato Gentile, della Guardata e del Giardino della Flora Appenninica. Situato nel centro di un sistema montuoso delimitato da Molte Capraro e Monte Campo, si impone per la fitta vegetazione che ricopre le montagne.

I pascoli sono rigogliosi, d’estate è il verde che domina mentre d’inverno è il bianco della neve; piste da sci si snodano dai luoghi più alti verso la valle ed offrono a numerosi atleti e appassionati di sci di fondo la possibilità di praticare questo sport.

Tradizioni e gastronomia

Bella e suggestiva è la festa della Madonna di Loreto che ricorre il 7, 8 e 9 settembre, richiama tutti i paesani lontani per la processione che si snoda lungo le vie del paese. Nel periodo natalizio si svolgono le Maitunate: cantatori girano per le case augurando buon anno e ricevendo in cambio doni vari. Importantissima e notissima è la Pezzata, sagra della carne di pecora, cotta alla brace o in umido, che si svolge la prima domenica di agosto sulla verde distesa di Prato Gentile dove il turista può gustare anche i prelibati formaggi e poi passeggiare nelle abetaie e nei querceti.

Per ciò che concerne la festa patronale, invece, la Chiesa ricorda San Sebastiano il 20 gennaio, ma la comunità capracottese, soprattutto nel passato quando mancavano i mezzi e le attrezzature per fronteggiare le insidie invernali, ben difficilmente poteva tributare, in pieno inverno, i dovuti onori al suo Santo Patrono sia in senso religioso che con una festa civile. La festa fu allora “rimandata” prima al 13 luglio e poi alla seconda domenica di luglio, quando lontani dai rigori invernali, si era ragionevolmente sicuri di poter celebrare la festa patronale.

Riguardo la gastronomia offre sagre e manifestazioni religiose e culturali che parlano della tradizione capracottese. Detto già per la famosissima Pezzata, in inverno invece un piatto tipico è la polenta alla pecorara o cotta con le cotiche e i fagioli.

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