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Spinete | Foto Paolo Pasquale

Spinete: cosa vedere e cosa fare?

Spinete: cosa vedere e cosa fare in paese? Scopriamo un paese ricco di storia e leggende

Te truov ‘ngoppa a na cullina addò ru sol ce gira tuorn tuorn”, così recita una vecchia poesia dialettale che parla di Spinete, paese di origine medievale che si estende su un insieme di collinette, a ridosso del Molise, ricche di boschi fertili e vallate. Baciata dal sole ad ogni ora del giorno, Spinete è il prossimo paese in cui faremo capolino con la rubrica “ScopriaAMO il MOLISE”. …e stavolta non solo col solito Paolo Pasquale ma anche con Rossella Vitarelli, co fondatrice di Discover Molise, pagina Instagram nata con lo scopo di diffondere le bellezze e le curiosità della nostra preziosissima regione. Siete curiosi di saperne di più? Seguiteci!

Storia

La zona dove sorge Spinete ospitò un insediamento di Sanniti lungo il tratturo Pescasseroli-Candela fino a quando i Romani li sottomisero e, secondo alcuni ritrovamenti archeologici, furono costretti a trasferirsi in contrada Masseria Strada Vecchia.  Dopo una serie di successioni e passaggi di proprietà, l’ultima famiglia feudataria proprietaria di Spinete fu quella degli Imperato, che fu titolare del feudo spinetese fino al sovvertimento del feudalesimo.

Pochi anni dopo l’Unità d’Italia, a seguito della ricezione di un documento della prefettura di Campobasso indirizzato ai sindaci della provincia, venne data esecuzione alla ripartizione delle terre demaniali ai più poveri. I contadini ai quali vennero affidati i terreni vivevano tutti in paese e, con grande fatica, si recavano ogni giorno a lavorare le terre dei signori distanti anche 3km. Quindi per necessità di cose molti di loro si trasferirono nei pressi dei campi da coltivare dando vita alle tante borgate (ben tredici) che oggi caratterizzano il territorio comunale.

Spinete inoltre fu occupata militarmente dall’esercito tedesco a partire dal 3 ottobre 1943 e sperimentò la ferocia dei bombardamenti aerei che causarono ingenti danni.

Il paese venne liberato da un’avanguardia canadese dell’ottava armata inglese nella notte fra il 23 e il 24 ottobre che, dopo aver attraversato a guado il fiume Biferno, diede il comando strategico di interrompere il bombardamento a tappeto previsto per il giorno successivo.

Cosa vedere

  • PALAZZO MARCHESALE

Il palazzo marchesale, per la sua imponenza e le sue caratteristiche strutturali, è l’edificio più prestigioso e di attrazione del paese.

Con estrema probabilità, originariamente era una piccola fortezza voluta dai normanni e successivamente divenne una residenza signorile di proprietà della famiglia Imperato. La struttura subì notevoli danni a causa dei forti terremoti verificatisi nella zona matesina, in particolare con il terremoto del 1805. Infatti, dallo stato attuale del palazzo, si evince che esso è costituito da due parti: quella più antica (situata in basso), costruita con piccole pietre scure e, quella recente (situata in alto), costruita con grandi pietre chiare.

La struttura quadrangolare conserva un’interessante corte interna, delimitata da una serie di arcate che sostengono un loggiato, creando un ambiente molto suggestivo. In alto, sul lato destro del porticato, è visibile la figura di una sirena con doppia coda scolpita nella pietra. L’immagine è in posizione frontale con le braccia che sollevano le due code squamose; un fiore traforato raffigura l’ombelico, mentre i bellissimi capelli ricci sembrano richiamare le onde del mare. Si pensa che questa figura abbia il potere di respingere le forze maligne.

  • CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Chiesa di Santa Maria Assunta fu edificata nel 1241, come si può dedurre dai reperti archeologici del campanile. Nel corso degli anni, a causa del tempo e dei terremoti, la struttura ha subito molte ristrutturazioni. È ubicata accanto al palazzo marchesale degli Imperato, in Piazza Tommasi. Leggenda narra che l’ultima erede della famiglia dei marchesi, Elisa Francipani, seguiva le celebrazioni liturgiche dal coretto di casa sua (murato in seguito alla sua morte), che comunicava con la navata sinistra della Chiesa Madre. Quest’ultima, nel ‘700, fu portata a tre navate e nell’800 venne ingrandita e abbellita con coro e sagrestia. Recentemente, in seguito al terremoto del 2001, è stata riportata al suo vecchio splendore con numerosi lavori di ristrutturazione e restaurazione.

  • CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO

La stessa antichità della Chiesa Madre può essere attribuita alla Chiesa di San Pietro Apostolo, poiché già nel 1309 fu citata in un autorevolissimo documento dell’archivio Vaticano. Essa fu costruita per venire incontro all’esigenze di una parte della popolazione spinetese, spostatasi nella parte bassa del paese. Si tratta di una struttura semplice, ad una sola navata, ma molto coinvolgente ed accogliente.

  • CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

“Essere di Spinete vuol dire avere devozione per San Giovanni Battista”; da questa grande venerazione, nacque l’esigenza di costruire una chiesa in suo onore (attualmente la chiesa di campagna più grande del Molise).

Tramandata di generazione in generazione la storia, ricca di testimonianze, narra che “i contadini che lavoravano la terra intorno all’attuale chiesa, videro su un olmo una colomba bianca la quale comparve in sogno a molti di loro. Questa spiegò che era San Giovanni Battista da Gallo Matese. L’indomani i contadini trovarono, ai piedi dell’albero, la statua di San Giovanni vecchio (portata lì da qualcuno o arrivata miracolosamente sulla nostra collina) e decisero di trasferirla nella chiesa di Spinete. Gli abitanti di Gallo Matese però vennero a riprendersi la statua ma miracolosamente la mattina dopo la vecchia statua fu ritrovata di nuovo a Spinete. Questo fenomeno si verificò per ben due volte. Successivamente gli spinetesi trovarono una lettera indirizzata agli abitanti di Gallo Matese con su scritto: “Non venitemi a prendere più, perché voglio essere adorato a Spinete”.

In seguito al verificarsi di questi fatti prodigiosi, gli spinetesi decisero di costruire, nel luogo dove si trovava l’olmo, una chiesa dedicata al santo. I muratori cominciarono a costruirla con la facciata rivolta verso la borgata, ma la mattina seguente trovarono tutto a terra. Allora, riniziarono i lavori e misero alcune guardie a sorvegliare; senza volerlo, quest’ultime si addormentarono e la mattina trovarono di nuovo tutto distrutto. A quel punto, San Giovanni fece trovare una nuova lettera nella quale diceva che la sua chiesa doveva essere costruita con la facciata rivolta verso il paese; solo così la chiesa fu portata a completamento.

Numerosi sono i miracoli attribuiti al grande santo: tra tutti, quelli compiuti durante la Seconda Guerra Mondiale, quando San Giovanni salvò la chiesa dai bombardamenti e limitò a due il numero dei morti.

Tradizioni e gastronomia

Gli spinetesi hanno a cuore la festa del santo patrono, San Giovanni Battista, onorata il 24 giugno. Tra le feste laiche è da ricordare l’estate Spinetese che ogni anno organizza la Pro-loco ad inizio agosto.

In merito alle prelibatezze spinetesi, il comune di Spinete è rinominato per essere una zona particolarmente florida di produzione e raccolta del tartufo, in particolare il tartufo bianco. Inoltre quando sarete a Spinete chiedete di provare i piatti tipi del posto tra cui l’impaniccia e le taccuzzelle e fagioli.

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