Sant'Elena Sannita
Sant'Elena Sannita | ph. Paolo Pasquale

Sant’Elena Sannita, passeggiata tra i “profumi” del paese

Sant’Elena Sannita, passeggiata tra i “profumi” del paese. Alla scoperta del borgo, delle cose da fare, da vedere e da gustare

Sant’Elena Sannita, paese nel cuore del Molise e del Sannio, come ci ricorda il nome, viene troppo spesso dimenticato ma ha davvero tanto da regalare al visitatore. Allora venite con noi per scoprirne bellezze, storia e tradizioni accompagnati dai profumi del paese… Foto Rossella Recchia, Antonio Vinciguerra e Paolo Pasquale.

La storia

Le origini del paese sono certamente di epoca medievale; le prime notizie, infatti, risalgono a dopo l’anno mille e viene citata in documenti del XIII secolo con il nome di Cameni. In epoca più moderna è stato chiamato Castello delli Camilli evolutosi poi in Li Cameli e, infine, in Sant’Elena Sannita in onore della principessa Elena di Montenegro, moglie del futuro sovrano Vittorio Emanuele. 

Quest’ultimo passaggio avvenne con decreto autorizzativo di Re Umberto I° del 7 novembre 1896 con il quale si accoglieva l’istanza espressa dal consiglio comunale il 3 ottobre precedente su proposta del consigliere anziano dr Ettore Verdile, “di mutarsi a questo comune il nome, da secoli mantenuto, di Cameli in quello di Sant’Elena Sannita”.

Il perché del primo nome del paese, Cameli, Giambattista Masciotta così si esprimeva:

«Alcuni volevano attribuire tal nome all’eccessiva dabbenaggine dei primevi abitatori: motteggiati e presi a beffe dai vicini, indicati per “cameli” — cioè cammelli o uomini sciocchi — ma crediamo si tratta di una stupida malignità, poiché in vero in Sant’Elena il cervello degli uomini è affinato non meno di quanto i suoi arrotini girovaghi sanno affinare gli arnesi da taglio».

Cosa vedere

Passeggiando tra le vie del paese si torna indietro nel tempo tornando all’epoca medievale. Da visitare sono la Chiesa di San Michele Arcangelo, ad una sola navata con affreschi del De Tollis e una statua del XVI secolo, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, quella dell’Addolorata con la Deposizione del De Lisio, la chiesa dei SS. Cosma e Damiano e il palazzo baronale, antica fortezza, residenza degli Orsini.

Da vedere anche la fontana dell’Ortapiana che costituiva, in passato, il principale punto di incontro della comunità. Le ragazze vi si recavano, con la tina sulla testa, per attingere l’acqua che serviva per preparare da mangiare o per svolgere le faccende domestiche. La fontana prende il nome della zona presso la quale è stata edificata, Ortapiana per l’appunto.

Altra particolarità di Sant’Elena Sannita sono i profumi…e i profumieri. In pochi infatti sanno che in paese vi è il Museo del Profumo, ma per questo vi rimandiamo all’articolo dedicato: Museo del Profumo di Sant’Elena Sannita: storia, odori e sensazioni.

Tradizioni e gastronomia

Varie sono le feste e le sagre che si organizzano in paese, spesso legate alla gastronomia con tanti piatti da assaggiare: petacce e fagioli povere, agnello al gratin di Cameli, Casciaova povero, baccalà e patate alla coppa, baccalà e cipolle sotto la coppa, coratella e cipolle, polenta e formaggio fritto, polenta povera, pancotto di Cameli, casciatelli e i biscotti di Pasqua.

Per tutte le ricette vi rimandiamo alla relativa pagina del Comune.

Paolo Pasquale

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