sant'angelo del pesco
Sant'Angelo del Pesco | Foto Paolo Pasquale

Sant’Angelo del Pesco

Sant’Angelo del Pesco, scopriamo il paese, la sua storia, le cose da vedere e le tradizioni

Per la rubrica “ScopriAmo il Molise”, oggi parliamo di Sant’Angelo del Pesco. Sorge a 805 m s.l.m. su un rilievo che si affaccia sulla media Valle del Sangro. Incuneato nell’Abruzzo confina, facendogli da cerniera il fiume Sangro, con i comuni della provincia di Chieti (Pizzoferrato, Gamberale e Borrello) e con Pescopennataro, Capracotta e Castel del Giudice. Paese circondato dalla natura, facente parte della Comunità Montana Alto Molise di Agnone, dà la possibilità di inoltrarsi nei boschi e di scoprire la bellezza della selva degli abeti, soprattutto dell’abete bianco, che è oggetto di studio da parte della Scuola di Forestazione della Università di Holdenburg (Germania). Quest’area ben si presta a lunghe passeggiate nella natura e alla scoperta del suo territorio.

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La storia

L’attuale denominazione del luogo risale al 1300, ma la storia di Sant’Angelo del Pesco risale all’anno mille, quando un gruppo di abitanti, spostandosi da una contrada di Pescopennataro, si stabilì nella località chiamata Sant’Angelo in Grifone. Forse il paese è stato dominato dai Longobardi. Le famiglie feudali che hanno posseduto Sant’Angelo furono diverse, tra le quali ricordiamo Caracciolo-Pignatelli (1605-1747) e Del Monaco (1747-1806).

Nell’Archivio di Stato si conserva una copia del Catasto Onciario del 1742; scorrendo l’elenco dei fuochi (32) si ha un’idea precisa delle caratteristiche economiche del paese. La quasi totalità dei paesani erano pastori al servizio d’altri, altri erano braccianti, mastro falegname con il figlio pecoraio e, infine, un abitante solo faceva il prete. Eppure una comunità così povera era in grado non solo di pagare le tasse, ma anche di organizzarsi per un mutuo soccorso, tant’è che in quel secolo, forse ampliando una precedente cappella, si costituì una confraternita intitolata alla Madonna del Carmelo.

Fino al 1861 dipese, amministrativamente, dal comune di Pescopennataro. Così si spiega il nome di questo paese (“del Pesco”). Essendo situato lungo la Linea Gustav durante la Seconda Guerra Mondiale, il centro abitato è stato quasi completamente raso al suolo dai bombardamenti dei tedeschi. Così a Sant’Angelo furono cancellate anche le ultime tracce del piccolo abitato ma la sua ricostruzione ha seguito l’antico assetto urbano. Lo stemma raffigura San Michele Arcangelo che calpesta il drago tenendo una bilancia nella mano destra ed una lancia nella sinistra. 

Cosa vedere

Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

Nel centro abitato si trova la chiesa parrocchiale, edificata nel 1886 e dedicata al Patrono San Michele Arcangelo, dove si possono ammirare le cappelle laterali dell’unica navata, i rosoni in gesso che incorniciano affreschi dai temi sacri e, nella lunetta dell’abside, un bel dipinto che raffigura l’ultima cena. Uno sguardo merita anche la torre campanaria che, sapientemente illuminata, consente di coglierne il maestoso profilo che si staglia nella notte. L’organo antico della chiesa è stato sostituito circa nella metà del secolo scorso a causa del deterioramento.

Chiesa della Madonna del Carmelo

All’estremità di via Madonna, prima del viale del Cimitero, troviamo la chiesa della Vergine del Carmelo che risale al XVIII secolo. Una chiesa ricca di ricordi perché era lì dove venivano seppelliti i santangiolesi e dove trovarono riparo durante e dopo la guerra. L’interno è a 3 navate con cappelle laterali. Presenta alcune tele, tra cui il grande quadro, di scuola napoletana, che raffigura l’Assunzione di Maria Vergine al cielo, una grande Croce e la raffigurazione di Cristo morto. Davanti alla chiesa imponente e monumentale è la scala a forbice che si immette nel piazzale.

Eremo di San Luca

Situato nel bosco di Sant’Angelo, L’Eremo di San Luca rappresenta uno dei più maestosi eremi ricavati dalla grotta. È affiancato da una chiesetta dedicata al Santo. Sul balcone naturale di San Luca vi si può ammirare un panorama su un’abetina e sulla Vallata del Sangro. Si narra che il popolo santangiolese concesse agli abitanti di Pescopennataro di costruire la chiesa e il suo annesso Eremo poiché gli stessi non avevano un Santo Patrono.

Colle del Calvario

Salendo da via Pisanelli, troviamo il Colle del Calvario. Sul piccolo pianoro una modesta opera in pietra sostiene tre Croci realizzate, con caratteristico profilo, in ferro battuto. Il luogo favorisce una profonda riflessione sul martire del Golgota.

Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale

Sulla piazza principale, il Monumento ai Caduti nella guerra 1915-1918 che i compagni d’arme emigrati e la Patria, riconoscente, eressero nell’anno 1926 e che oggi accoglie i nomi dei caduti di tutte le guerre e delle vittime civili. Artistico piedistallo in pietra bianca della Maiella. Statua dell’Angelo della Vittoria che bacia il soldato morente. Il monumento, restaurato dall’Amministrazione comunale nell’estate 2002, ha riacquistato per l’intera comunità cittadina quel significato profondo attribuito al sacrificio ed al martirio di tanti suoi Figli.

Territorio

Dal punto di vista turistico-paesaggistico, Sant’Angelo gode di una posizione privilegiata. È a soli trenta minuti di auto dagli impianti sciistici di Roccaraso, Rivisondoli, e Pescocostanzo, mete sicuramente più note e gettonate, ed a soli venti minuti d’auto da Capracotta (“Crapacotta” per i locali) e dalle sue stupende piste di sci di fondo immerse nel bosco, teatro tra l’altro, nel 1997, dei campionati italiani assoluti.

Le presenze si moltiplicano in estate, grazie al turismo residenziale e al rientro degli emigrati, mentre in inverno la comunità appare caratterizzata dai ritmi lenti della vita appartata dei paesi di montagna. Le montagne e il suggestivo paesaggio circostante rendono gradevole la permanenza dei turisti in cerca di pace e riposo.

Sant’Angelo, nonostante i gravi problemi (e tra essi una forte emigrazione per motivi di lavoro), è un paese dove si sta bene anche perché il silenzio non è il padrone assoluto. La sua piazza sempre viva, i negozi essenziali, il piccolo forno, il bar, il ristorante, sono tutti accoglienti ed il Municipio vigila affinché il paese sia costantemente il riferimento per chi da esso, per necessità, si è allontanato.

Tradizioni e feste

Festa dell’Assunta

Sant’Angelo del Pesco è luogo di feste e momenti spensierati. La festa per antonomasia è, da sempre, quella del 15 d’agosto, giorno in cui si celebra l’Assunzione in cielo della Beata Vergine Maria. Ad agosto il paese si ripopola improvvisamente, grazie al ritorno dei tanti emigranti o semplici lavoratori sparsi in Italia e nel mondo. Oltre ai riti religiosi, si organizzano attività sportive, tornei di calcetto, giochi per ragazzi, mentre le serate vedono in genere le esibizioni di gruppi musicali o canori. Durante il giorno, almeno nei giorni del 14, 15 e 16, c’è poi l’esibizione di bande musicali che, oltre ad accompagnare le processioni religiose, intrattengono la popolazione con concerti in piazza.

Festa del Santo Patrono S. Michele Arcangelo

Il 29 settembre viene invece celebrata la festività del Santo patrono, S. Michele Arcangelo, al quale è dedicata la chiesa principale.

Altre feste religiose

Ricordiamo la processione in onore di San Rocco il 16 agosto, e la sentita e suggestiva processione del Venerdì santo, durante la quale la statua del Cristo morto, adagiata in una teca di vetro, viene portata a braccia dalla chiesa di S. Michele fino alla chiesa madre, alla luce delle fiaccole. Anche la celebrazione del Santo Natale acquista a Sant’Angelo un fascino tutto particolare, con il grosso fuoco acceso alla base della scalinata della chiesa di S. Michele, che, alimentato continuamente, brucia per giorni, anticipando l’arrivo dell’anno nuovo.

Sagra dei Frascarelli

Il 13 agosto si tiene nella piazza del paese la tradizionale Sagra della polenta con fagioli e grasso di maiale, chiamata “fascarellata”. La tradizione narra che al rientro dal duro lavoro sui campi, le massaie premiavano i contadini con questa specialità, dal sapore semplice ma gustoso.

“L’apparata”

Un’altra simpatica tradizione, che sembra fortunatamente resistere ancora all’incedere del tempo, è la cosiddetta “apparata”. In occasione dei sempre più rari matrimoni celebrati in paese, è consuetudine a Sant’Angelo, accogliere l’uscita degli sposi dalla chiesa, allestendo in piazza una piccola rappresentazione, che, organizzata in genere dagli amici, finisce per coinvolgere un po’ tutti, lo sposo “in primis”. Il filo conduttore che deve ispirare la “scenetta” è infatti sempre la professione dello sposo, che, vestito di tutto punto, in giacca e cravatta, volente o nolente, deve esibirsi in una breve performance.

Tumbr Fest

Una manifestazione folkloristica che nasce nel 2016 legata alla celebrazione degli usi, dei costumi e delle tradizioni perdute. “Tumbr fest” prende il nome dall’antica unità di misura, il tomolo, utilizzata durante il regno delle due Sicilie e messa fuori corso nel 1861, a cui tutti gli anziani si riferiscono quando si parla della superficie agraria. Il festival nasce con l’intento di riportare a galla antiche usanze per preservarle dall’oblio a cui sono destinate. Usi, costumi e tradizioni ormai quasi del tutto perduti. Tema della prima edizione è stato ‘lo sposalizio’ e ha visto un alternarsi di esibizioni musicali, balli, esposizioni artistiche e cucina tradizionale. Non sono mancate la dote, l’apparata (scenetta interpretata dagli amici incentrata sul lavoro dello sposo), la serenata e, naturalmente, il pranzo dello sposalizio, tutto rigorosamente in abiti d’epoca, dal 1920 ad oggi.

Gastronomia

Frascatelli

Prodotto tipico di Sant’Angelo e che è protagonista della Sagra che si tiene puntualmente il 13 agosto. La pietanza di costruisce attraverso un lungo e accurato lavoro svolto in cucina. In primis la cottura delle patate in acqua calda salata a cui si aggiunge, gradualmente, la farina di mais cercando di mantenere morbido il composto. Dopo aver fatto cuocere a fuoco lento si amalgamano i fagioli cotti, le cotiche di maiale e l’immancabile peperoncino.

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