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San Biase | Foto Pino Caserio

San Biase, passeggiata tra storia e vicoli

San Biase, passeggiata tra storia e vicoli. Alla scoperta del paese, curiosità e tradizioni

Nel lembo di terra tra la valle del Biferno e quella del Trigno sorge un paesino, uno dei più piccoli del Molise, ma che ci regala tante cose da sapere, fare, vedere e assaporare; stiamo parlando di San Biase. Venite a scoprirlo con noi! Foto: Paolo Pasquale, Pino Caserio, Pagina Facebook San Biase. Ringraziamo di cuore l’amico Benedetto Porfirio per l’aiuto, le informazioni ed i suggerimenti.

La storia

Il centro, abitato sin dalla fine del Trecento, fu chiamato “Santi Biasi” nel XV sec., nome quasi certamente proveniente da un romitorio dedicato a San Biagio Vescovo Armeno attorno al quale si sviluppò l’originario villaggio.

Nei libri di storia viene menzionato anche un Alibamonte di San Biase che, nel 1326, partecipò, con il duca di Calabria, a una spedizione militare in Toscana. Numerosi furono i signori: i conti di Aquino in epoca sveva, i Santangelo nel periodo angioino, gli Evoli, gli Stendardo, i Filangieri, i di Sangro e i Carafa fino ai De Blasiis, ultimi feudatari.

A proposito di cavaliere, è da menzionare un ritrovamento fatto proprio in territorio di San Biase: Il Cavaliere di San Biase, il più grande gruppo scultoreo conosciuto in ambito italico, ritrovato casualmente in agro di San Biase; una scultura in pietra attualmente esposta al Museo Sannitico di Campobasso e da cui è stato tratto lo short film intitolato, per l’appunto, “Il Cavaliere di San Biase“.

Da ricordare, in ultimo, che San Biase fu l’unico paese a ribellarsi ed uccidere un barone. A tal proposito ci consigliano la lettura dei libri di Michele Tanno, “Il barone e i contadini” e quello di Alessia Braia: “Un velo di maschera”.

Cosa vedere

Tra le attrattive sono da segnalare la chiesa di Santa Maria dell’Acquabona, del XV sec.; di stile barocco ha elementi medievali nella facciata e nel campanile che presenta anche muratura a blocchi con arcate gotiche. L’interno, barocco, a navata unica, conserva, sulla destra, una teca con le reliquie di Santa Pia martire e vergine. Il nome della chiesa, inoltre, deriva dall’acqua buona che sgorga nelle sue vicinanze.

Un palazzo da vedere è il palazzo Antonino; sorto anch’esso nel XV secolo fu trasformato nel 1660. Interessante è anche la croce viaria presente in paese realizzata in pietra.

La natura nei dintorni regala luoghi magnifici come il bosco Maccavillo ideale per passeggiate e pic-nic.

Cosa fare

San Biagio, il patrono del paese, la cui festa ricorre il 3 febbraio, è il protettore delle malattie della gola: i fedeli si recano in chiesa per sottoporsi all’unzione della gola con l’olio santo. Solerti paesane preparano, poi, pagnottelle che vengono benedette e distribuite, sempre in chiesa, da ragazze. La sera che precede la festa si gioca alla morra e si beve il vino paesano.

Numerose sono le feste che si svolgono nel corso dell’anno:

  • Il 10 agosto, per la notte di San Lorenzo, si organizzava la festa in onore del Santo recandosi nel Bosco Maccavillo per osservare il cielo a 360°;
  • Giornata dell’emigrante: serata gastronomica con piatti tipici dei vari luoghi in cui le comunità sanbiasesi, sono emigrate; presentazione libri, incontri e mostre fotografiche;
  • Giornata dell’anziano: giornata dedicata alla memoria di chi è partito e chi è tornato. Si svolgono incontri, convegni, celebrazioni delle famiglie che la popolazione è riuscita a riunire e infine canti e suoni popolari Sanbiasesi;
  • Giornata dei bambini: giornata in cui vengono dedicate le attenzioni alle future generazioni cercando di tramandare loro la cultura con attività ludiche e ricreative. Canti e suoni delle cover band dei cartoni animati;
  • Giornata della cultura: Sfilate di abiti, presentazione di libri degli autori del posto, musiche degli artisti emergenti del posto, convegni, incontri sulla storia, esposizione dei saggi storico-culturali sulle tradizioni, mostre fotografiche, mostre di pittura, visione dei Film-Cortometraggi e la visione dei migliori video realizzati durante gli eventi dell’anno passato. Presentazione giornalino di San Biase;
  • Giornata del Contadino: incontri per spiegare i prodotti autoctoni e tipici del paese (la patata lunga, che si trova anche da Fico), degustazioni di prodotti, “Musica da piazza”;
  • Sagra delle “pallotte cacio e uova”;
  • Sagra SÀGNE ALLA Z’F’LMÈN’: sàgne fatte a mano dalle signore del paese che insegnano ad “ammassàre” alle giovani leve, con sugo di carne mista (maiale-vitello) e formaggi del posto.
  • Maitunate la notte del 31 dicembre.

Menzione particolare meritano il…

Palio dei Rioni

I rioni del paese, quattro, Borgo Croce, Valle, Centro e Alto, si sfidano in vari giochi legati alle tradizioni molisane:

  • Morra;
  • Corsa con la Tina;
  • Mangiata del: chi è più ingordo?;
  • Futsal (a sostegno di ciò che era la squadra del paese);
  • Voche (classico gioco effettuato con le pietre e la precisione nel lancio, tipico anche delle zone limitrofe);
  • Tiro alla fune;
  • Tressètte;
  • Scopa;
  • Màzz’e píú’z.

Tutti i giochi sono regolamentati da una commissione con regolamento scritto e consegnato ad ogni CapoRione. Ai vari giochi, distribuiti durante le giornate del calendario delle festività, viene attribuito un punteggio per ogni gioco, che termina con la consegna del Palio.

Palio degli Asini

Il 15 agosto, con il Palio degli Asini, si stabiliva quale fosse l’asino migliore, orgoglio di ogni contadino che si rispetti. Ogni rione ha a disposizione 30 minuti per proporre una rappresentazione teatrale (tema stabilito precedentemente); tale rappresentazione concorre al palio dei Rioni con un punteggio maggiore e viene giudicato da una commissione stabilita antecedentemente e composta da persone esterne al paese.

La rappresentazione con la creazione dei vestiti deve essere originale ed accompagna l’uscita in piazza di ogni rione. Essa serve ad estirpare il palio al rione concorrente, all’ultimo respiro. Le varie rappresentazioni vengono proposte sul palco montato nella piazza del paese. Una volta che le votazioni stabiliscono il vincitore, il palio viene nuovamente attribuito e ci si sposta, in sfilata, con gli asini, al campo di gara.

Anche il palio degli asini ha un regolamento: è una gara ad eliminazione. Ogni due giri viene eliminato l’ultimo classificato e quindi si finisce con un testa a testa. Altre volte si è deciso di applicare un punteggio per ogni giro.

Il rione vincente fra BORGO CROCE (Bianco, simbolo: croce viaria), VALLE(giallo, simbolo: Fontana), CENTRO (blu, simbolo: Arco di ingressi), ALTO (rosso, simbolo: rampa) vincono una statua con un asino, da poter portare in sfilata, all’uscita in costume, per la rappresentazione teatrale, l’anno successivo, come simbolo di Vittoria.

Il palio viene organizzato anche in versione BABY, con i bambini che si sfidano nei giochi dei grandi.

La sera ogni rione, invece, mette i migliori attori a disposizione per poter effettuare una rappresentazione scritta durante l’anno e proporre teatro ad hoc, in piazza! Mentre vinti e vincitori, tornano ad abbracciarsi e bere insieme.

Cosa mangiare

Prima di parlare del piatto tipico non possiamo non menzionare un prodotto P.A.T. (Prodotti agroalimentari tradizionali italiani), la patata lunga di San Biase, divenuto da circa due secoli tradizionale della zona. Dagli anni cinquanta è utilizzata la varietà “Quarantina del Molise”. Una leggenda è legata al tubero, si racconta infatti che fu portata dai francesi di Napoleone

Un battaglione di francesi inviato da Campobasso Trivento, per sedare una ribellione fomentata da briganti, fece campo per la notte alle porte di San Biase. Alcuni ragazzi, incuriositi dagli uomini in divisa, si avvicinarono all’accampamento e li videro mangiare per la prima volta delle patate. I francesi accorgendosi dello stupore dei ragazzi, donarono ad essi alcuni tuberi consigliando di seminarle nei campi. Da quel momento la patata divenne un alimento fondamentale a San Biase.

Piatto tradizionale sono le “sagne alla z F’lmena“, fatte con pasta di grano duro e condite con sugo di carne di maiale e le patate cotte sotto la coppa del camino con le testine di agnello; la bontà del piatto deriva dalla cottura fatta a fuoco vivo ma lento.

Paolo Pasquale

2 commenti

  1. Achille Porfirio

    Indispensabile rileggere la storia!

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