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Petacciato | Foto Paolo Pasquale

Petacciato, scopriamo il paese e la sua storia

Petacciato, scopriamo il paese costiero e la sua storia

Petacciato, paese della costa molisana insieme a Termoli, Campomarino e Montenero di Bisaccia, regala ai suoi visitatori tanta storia, tanto da ammirare ed una vista sul mare da togliere il fiato. Scopriamo allora la storia, cosa vedere e le tradizioni del paese.

La storia

Sorto sulla costa adriatica con il nome di Civita Potatius, cambiò successivamente nome in Petacciato. Nel corso dei secoli ha subìto diversi attacchi tra cui quello di Corrado Lupo nel XV secolo e del Caldora che, con le sue milizie, decimò la popolazione.

Cosa vedere

Di notevole pregio e rilievo è la chiesa di San Rocco risalente al XII secolo, caratterizzata dalle colonne con i capitelli cubici, il campanile quadrangolare diviso in due sezioni, una ornata con archetti e l’altra rientrante con due pilastri al centro; al di sotto della chiesa la magnifica cripta in tre navate ornata da una fila di tre colonne basse con capitelli scolpiti a grossi triangoli. Nell’abitato vi è il castello, probabilmente medievale, che conserva dell’originaria struttura la pianta quadrata ed il ponte levatoio.

Scendendo verso la spiaggia vi è la Torre di Petacciato, una torre litoranea del sistema difensivo contro i Turchi, voluta da Carlo V nel XVI secolo, che comunicava a Nord con la torre del Trigno (non più esistente) e a Sud con la Torre del Sinarca. La torre oggi è un rudere, spaccata in due, necessitante di restauro. Alle spalle della spiaggia si sviluppa un sistema di dune tra i più pregevoli della costa adriatica e una vasta pineta sottoposta a tutela ambientale.

Cosa fare

Essendo una città costiera è immancabile il pesce a tavola. Tipico del paese è “U’ pappone”, una zuppa con pane e pesce.

2 commenti

  1. Benito Uderico ANTONELLI

    Nelle vicinanze della ‘Torre di Petacciato’ diruda ci giocavo da ragazzino quando in gruppo scendevamo a piedi dal paese per godere di una giornata di sole e un mare incontaminato. Le brutture degli attuali frangiflutti erano impensabili all’epoca (anni cinquanta). Queste torre costiere come accennato erano di avvistamento contro i pirati saraceni e turchi XV- XVI secolo. Partendo dal Golfo di Taranto litorale calabro – lucano e seguendo il contorno costiero pugliese superando anche Termoli, compreso il litorale di Petacciato di queste torri ve ne sono state edificate oltre 100. Le più belle sono quelle che terminano superiormente a forma di ‘cappello di prete’.Potrò essere più preciso quando rientrerò nel mio studio di Taranto. Esse normalmente erano distanziate di 4-5 km l’una dall’altra a circa 200 – 300 metri dal mare. Attualmente queste torri che appartengono ai BB Culturali sono stati dati il gestione a enti pubblici, militari e privati: a Taranto esiste Torre San Vito che venne dato il gestione alla Guardia di Finanza che vi ha edificato nel circondario anche una pista eliporto per i suoi due elicotteri. A Campomarino Prov di Taranto la Torre costiera è diventata sede delle attività portuali. A San Pietro in Bevagna è stata inglobata in una chiesa. A Termoli fa parte di una spiaggia locale e sul suo piano superiore e inferiore è stato aperto un ristorante dove si mangia dell’ottimo pesce che io e mia moglie abbiamo a suo tempo degustato. A Petacciato no la sua Torre Era diruta e diruta è rimasta e nessuno ha avuto la bella idea di poterla ristrutturare e che potesse magari diventare un centro culturale o qualcos’altro che potesse attirare turisti. Carissimi amici di Petacciato io i consigli ve li do sempre ma non sono mai sicuro che vengano presi in considerazione.

    • Grazie mille per questa sua testimonianza.
      Effettivamente è un peccato non sia stata ristrutturata anche quella di Petacciato, come spesso avviene in Italia…

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