montorio nei frentani
Montorio nei Frentani | Foto Paolo Pasquale

Montorio nei Frentani, alla scoperta del paese!

Montorio nei Frentani, alla scoperta del paese basso molisano

Eccoci di nuovo qui per un altro appuntamento di “ScopriAmo il MOLISE”; oggi ci sposteremo nel basso Molise, a due passi da Montelongo, tra i fiumi Fortore e Biferno, precisamente a Montorio dei Frentani; un piccolo paese che racchiude al suo interno storia, cultura e tradizioni. Un gioiellino molisano tutto da scoprire in nostra compagnia (ci trovate su Instagram e su Facebook) e di Discover Molise (Instagram Facebook).

Storia

Non si hanno notizie precise sull’epoca di fondazione di Montorio; tuttavia, sia dai documenti disponibili che dai ritrovamenti archeologici, si deve presumere che sia antichissima. Infatti molti sono stati i resti d’epoca preistorica ritrovati in tutto l’agro, come sepolcri, rottami di fabbrica, pezzi di mosaico, monete ed altro materiale. Fonti storiche accertano che durante la seconda guerra Punica il territorio di Montorio fu teatro di scontri tra Annibale e Fabio Massimo. Con il crollo dell’Impero romano le popolazioni, per sottrarsi alle invasioni barbariche, si raggrupparono nello stesso territorio, dove poi nacque il paese attuale. Qui furono costruite le prime abitazioni, intorno al castello e alla chiesa già esistenti.

Il XVII secolo fu un periodo di depressione a causa anche della pestilenza del 1656 e del terremoto del 1688 che ridussero il paese in misere condizioni; solo agli inizi del ‘700, grazie alla feudataria Sinforosa Ceva- Grimaldi, il paese riuscì risollevarsi dalla crisi.

L’etimologia del toponimo è controversa. In alcuni documenti si può trovare sia il nome “Mons Aureus” che “Mons Taurus”. “Mons Aureus” potrebbe derivare dal colore dorato delle sue terre, mentre “taurus” è legato al significato di altitudine. Da uno di questi due nomi venne fuori “Montorius”, mentre l’appellativo “nei Frentani” fu di seguito aggiunto con un Regio Decreto del 1864 per distinguerlo da altri comuni situati al di fuori del territorio regionale.

Cosa vedere

Chiesa Santa Maria Assunta

La Chiesa di Santa Maria Assunta sorge nel luogo in cui era presente un’altra chiesa di origine normanna, ad una sola nave, crollata per il terremoto del 1656. La chiesa fu ricostruita nel 1731, nel punto più alto dell’abitato, per volere del vescovo Tria, che orgogliosamente affermò che fosse una delle più belle della Diocesi. Della primitiva chiesa rimane solo l’acquasantiera. La facciata presenta semplicità di linea, ha un portale con cornice classicheggiante e sul lato sinistro si trova la massiccia torre campanaria. La chiesa oggi ha tre navate ricostruite, con pianta basilicale. All’interno sono custodite molte opere d’arte oltre ad un coro ligneo e ad un pregevole organo tripartito del 1779.

Chiesa di Santa Maria del Carmine

È una piccola cappella fondata forse agli inizi del secolo XIX. La cappella, quando il paese era cintato da mura, era collocata immediatamente fuori dall’abitato, in prossimità della porta di S. Sebastiano, sulla strada che portava a Larino. Era stata edificata in onore di S. Sebastiano Martire e successivamente fu dedicata alla Madonna del Carmelo.  La piccola chiesa ottocentesca è a navata unica, si segue uno stile neoclassico. La facciata è semplice con finestra centrale e un campanile a vela. Tutt’ora è sede della omonima Confraternita.

Palazzo nobile Magliano

Percorrendo i caratteristici vicoletti del centro storico di Montorio dei Frentani si arriva a Palazzo Magliano, modello di abitazione nobiliare di origine medievale. Non è possibile risalire con certezza alla sua data di edificazione, in quanto l’unico documento è un’iscrizione in latino posta sull’architrave della porta d’ingresso, che reca la data del 1737, riferibile a una delle ricostruzioni che hanno interessato l’edificio. Anche sulla finestra del loggiato è visibile un’iscrizione in latino, che si riferisce invece ai costruttori del palazzo. Il palazzo prende il nome da Domenico Magliano, persona appartenente ad una delle famiglie più illustri dell’epoca. 

Il portale originario è stato sostituito da una semplice porta di dimensioni più modeste. L’interno ha subito numerose modifiche nel corso del tempo, che ne hanno alterato l’aspetto originario. La parte che meglio conserva le antiche sembianze è una sorta di atrio, che accoglie un arco a tutto sesto e una caratteristica scalinata che conduce ai piani superiori. 

Fontane e antiche porte

Sotto l’aspetto urbanistico-monumentale, l’abitato è costituito dalla Terra Vecchia o Rocca, situata sulla sommità del colle, e dal Borgo Murato, muniti di torri e porte di accesso, ancora visibili ma che mostrano indelebili ferite di un recente rovinoso sisma.

La Rocca era circondata da mura a spalto fornite di petriere e, a difesa delle mura, si ergevano quattro torri. Sul suo perimetro vi erano due porte, una verso ovest detta “Falsa”, che dava sulla campagna, l’altra verso oriente che metteva in comunicazione la Rocca col Borgo, conosciuta anche come “Porta del cortile del palazzo baronale”. All’interno della Rocca vi erano la chiesa, con annesso il cimitero sulla parte destra, ed il palazzo o castello del feudatario. Sempre all’interno della Rocca, vicino al palazzo, vi erano delle fosse scavate nel tufo per la conservazione del grano, delle biade e di altre cibarie.

Il Borgo, o terra murata, è situato tutto ad oriente rispetto alla Rocca. E’ circondato da mura semplici, difese da sette torri. Ha tre porte di cui quella più importante è Porta S. Pietro o Magliano.

Nei quattro punti cardinali del paese sono dislocate delle fontane: Fonte Vacchia, Fonte Trocche, Fonte San Michele, San Mauro, San Marco, costruite in passato per approvvigionare di acqua la popolazione.

Tradizioni

A Montorio diverse sono le feste e le ricorrenze che movimentano la popolazione, molte legate ad usanze passate. Una delle più importanti è la festa di S. Antonio Abate, il 17 gennaio in cui si usa allestire diversi falò, detti “fuochi di S. Antonio”, in varie zone del paese. Inoltre questa giornata va a segnare anche l’inizio del carnevale. Nei tempi passati si usava portare in paese dalla fiera di Larino un fantoccio, rappresentante carnevale, a dorso d’asino. Nel piazzale IV Novembre si accendeva un grosso falò con la legna raccolta dai ragazzi e intorno al fuoco si eseguivano musiche e canti popolari con organetti. A sera inoltrata ognuno portava a casa un poco di brace, una “palella” oppure un “tizzone”, perché era di buon augurio.

Molto sentita è la tradizione della “tavola” di S. Giuseppe, il 19 marzo. In occasione della festa in onore di San Giuseppe, nel giorno della vigilia le famiglie di Montorio, all’interno delle proprie case, adornano un altare sul quale campeggiano le immagini di S. Giuseppe e della Sacra Famiglia.  Intorno a questo si radunano tutti i membri della famiglia per pregare e gustare il granone bollito. Il giorno successivo le famiglie si recano a fare visita ad amici e parenti per adorare i loro altari, degustando anche le varie pietanza tipiche come i maccheroni con la mollica di pane, le “screppelle” e le zeppole.  Le famiglie oltre ad allestire gli altari addobbano anche la “tavola” per almeno 13 commensali; tra questi deve esserci la Sacra Famiglia, due anziani coniugi e otto uomini. Durante il pranzo vengono preparate e servite tredici portate, tutte di magro, di modesta entità. Il pranzo ha inizio con la lettura di una preghiera a S.Giuseppe, ad ogni portata si invoca in coro il nome di “Gesù e Maria” e la stessa invocazione si ripete ogni volta che si beve il vino.

Per quanto riguardano le feste patronali il 12 e 13 giugno si festeggiano i due Patroni e Protettori di Montorio, S. Costanzo e S. Antonio. Nel passato, il popolo partecipava attivamente a gare, quali la lotta, la corsa di cavalli, corse a piedi e nei sacchi.

Tra le feste a carattere religioso troviamo quella alla Madonna del Carmine il 16 luglio. Nel corso della giornata si svolgono 3 processioni e la statua della Madonna, portata dalle donne, è preceduta dalle fedeli che portano covoni di grano ornati chiamati “Manuocchi”, covoni di grano realizzati con spighe e addobbati con nastri colorati e con l’immagine della Madonna.

Tra le usanze troviamo la Sagra delle Tolle che si svolge la seconda domenica di agosto da ormai oltre quaranta anni per ricordare questo antico alimento, il granturco, che secoli addietro costituiva l’alimentazione principale di quasi tutta la popolazione povera. In piazza si esegue la sfogliatura delle “tolle” (le spighe di granturco) che successivamente vengono messe a bollire per diverse ore. E’ l’occasione di balli popolari e spettacoli musicali in piazza.

Inoltre si da spazio anche alla cultura con l’evento “Noi…Artisti di Questa Terra” con il quale nel mese di agosto Montorio nei Frentani ospita una rassegna di artisti e personaggi illustri molisani e nazionali,  organizzata dall’omonima associazione culturale. 

Gastronomia

Circondato da frutteti, oliveti e vigneti, a Montorio nei Frentani rifioriscono le antiche tradizioni gastronomiche di questa terra dalle origini antiche e dalla gente semplice, piatti poveri, gusti forti, prodotti genuini. A cominciare dall’olio extravergine fornito da olivi secolari, di ottima qualità. Infatti il comune di Montorio nei Frentani è nominata “Città dell’olio”. Tra i gustosi piatti tipici della zona, semplici nella preparazione e negli ingredienti , troviamo i “Frascatielle” (noccioli di pasta bollita conditi con olio, peperoncino e sale), i “ Taccozze du m’lin ”, i “ciufel’ du seppulecr”, le “ Scarpelle ”(pasta di pane fritta) e i “ Bucatini con la mollica” , entrambi degustabili durante la festa di San Giuseppe (19 marzo).

Paolo Pasquale & Rossella Vitarelli

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