Miranda
Miranda - Foto Tommaso Labella

Miranda, alla scoperta della storia e delle bellezze del paese

Miranda, alla scoperta della storia e delle bellezze del paese

Nuovo venerdì, nuova tappa per la rubrica #ScopriAmoilMolise; siamo oggi a Miranda, magnifico borgo a pochi chilometri da Isernia, per scoprirne, come sempre, la storia, le bellezze da ammirare (già solo guardare il paese è un’esperienza) e le tradizioni. Buona passeggiata!

La storia

Miranda – Mbrianna nel dialetto dei nativi del posto – è un comune di 1022 abitanti sorto su un’altura a forma di piramide, circondato da paesaggi molto suggestivi che invitano i visitatori e gli amanti della natura ad avventurarsi per escursioni e passeggiate. Il nome Miranda deriverebbe dalla bellezza del luogo che invita a guardare il panorama che si gode dall’alto della montagna, derivando tale convinzione dal gerundio latino mirandus, ovvero “meraviglioso, sorprendente”.

Un primo insediamento umano nell’area dell’attuale comune è da far risalire probabilmente all’XI secolo, come testimonia la facies normanna del castello che si erge sul promontorio prece, di cui tuttavia sopravvivono pochi elementi architettonici. Attorno ad esso si struttura il nucleo originario del paese, inframezzato da vari muraglioni che individuano i successivi strati abitativi costruiti a partire dalla fortezza primaria. Le scarne documentazioni relative al feudo di Miranda testimoniano un fitto passaggio di proprietà tra varie famiglie nobili, tra cui i partenopei Di Somma, il cui stemma familiare costituito da due torri erte su fondo marino è ancora oggi il simbolo ufficiale del comune.

Cosa Vedere

La chiesa principale del comune è la cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1493 e ultimata soltanto a metà del XIX secolo, due statue del Colombo, due altari (uno in pietra antica di Sicilia), e una tela, di cui non si conosce l’autore, di pregevole effetto. Nel 1798 la facciata subì un importante lavoro di restauro, seguito da un secondo intervento nel 1919, come ricorda l’iscrizione riportata immediatamente sotto il timpano: Piae fidelium oblationes hanc frontem restaurarunt MCMXIX (Le pie offerte dei fedeli restaurarono questa facciata). Altro importante edificio religioso è la cappella di Santa Lucia, ubicata sui monti che circondano l’abitato e da cui si gode della visuale dell’intera vallata di Isernia. Prospiciente alla chiesa vi è una grotta in cui una leggenda locale vuole essersi rifugiata la santa nel tentativo di sfuggire ai suoi persecutori; in suo onore, è consuetudine recarsi l’ultima domenica di agosto in prossimità della cappella e trascorrervi l’intera giornata, assistendo alla messa e accampandosi per un lauto pranzo familiare.

Tradizioni e gastronomia

Il piccolo centro si anima, oltre che per le tradizionali fiere, per la sagra dedicata al re della tavola con un week end a tema sul tartufo. La Tartufata è infatti una manifestazione che attira l’attenzione non solo dei molisani ma anche di molteplici confinanti con un menù a tema che va dall’antipasto, al primo, al secondo interamente a base del pregiato e prelibato fungo di cui il territorio è ricco. Per quanto riguarda, poi, i prodotti tipici locali, da assaggiare formaggi e latticini, carni di capretto e agnello, e classica pasta fatta in casa condita con sugo di funghi e tartufi.

Eleonora Mancini

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