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Casalciprano - Foto Paolo Pasquale

Casalciprano: storia, cosa vedere, tradizioni ed eno-gastronomia

Casalciprano: alla scoperta della storia, cosa vedere, tradizioni ed eno-gastronomia

Come ogni venerdì è ora di andare alla scoperta di un paese molisano: è oggi la volta di Casalciprano, piccolo borgo dalle caratteristiche medioevali, situato nel Molise centrale, adagiato su una collina, tra la valle del Biferno e la valle del Rio. Venite con noi alla scoperta del paese, della sua storia, cosa vedere, delle tradizioni e dell’eno-gastronomia.

Storia

Non ci sono notizie sicure sul paese fino al XIV secolo. Il nome, forse, deriva dalla parola “Casale” unita al nome di un tale feudatario o fondatore, Cipriano. Si sa che fu feudo di vari signori come i D’Evoli, i Mazzacane, i Broncia, i De Leto e i di Palma. La storia di Casalciprano, zona di contadini che avevano solo piccoli campi da coltivare e che continuativamente “lavoravano finché c’era la luce” quel terreno, sola ragione di vita, è stata, dal gruppo di studio “Casale Ciprano” fatta rivivere con due mostre splendide. In esse sono state messe in evidenza la quotidianità di gente povera con tutte le sue credenze, i suoi rituali magici, la sua saggezza atavica.

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Cosa vedere

Diverse sono le chiese di interesse storico, che varrebbe la pena visitare, ma purtroppo la maggior parte di esse sono inagibili a causa di ripetute lesioni a seguito dei terremoti succedutisi nel corso dei decenni. L’unica oggi restaurata è la Chiesa della SS. Annunziata.

Interessante da vedere è il Museo della Memoria contadina all’aria aperta, con statue, disegni e incisioni sparsi per le vie e le piazze del paese.

Tradizioni ed eno-gastronomia

I Cipranesi, fedeli alle loro usanze, ancora oggi il 13 maggio, per la festa del Patrono, San Cristinziano, realizzarono delle croci con canne, le fanno benedire e le pongono nei campi per avere un buon raccolto; esse proteggono dalle intemperie e dai disastri. E’ bella da vedere anche la festa dell’Annunziata, che si svolge presso la cappella che apparteneva alla famiglia Santangelo, fatta restaurare dopo il terremoto del 1906 dagli emigrati in America. A novembre si può assistere alla sfilata di trattori rivestiti di prodotti della terra, che poi vengono donati in chiesa durante la celebrazione eucaristica.

15 agosto: Giriata p lu paese: il pomeriggio che 15 agosto ci si dà da fare per preparare un percorso gastronomico nel centro storico. Intento è quello di far riscoprire luoghi e scorci dell’antico borgo.

31 dicembre: Le maitunate: Come è tradizione in molti comuni, gruppi spontanei di cantori, armati di organetto e altri strumenti tradizionali, portano allegria di porta in porta per le vie del paese canzonando gli abitanti.

Il gioco della ruzzola: Un tempo, per questo gioco, veniva usata una forma di formaggio, oggi sostituita da un disco di legno. I giovani del paese si organizzano in squadre e la domenica prima di carnevale si sfidano in un torneo improvvisato al gioco della ruzzola. Si fa, appunto, ruzzolare il disco di legno per le viuzze del centro storico, evitando che cada a terra. Chi impiega meno tempo, vince.

Anche i casalcipranesi sono buongustai e durante le fiere e le feste tipiche usano mangiare piatti saporiti e tipici come “pizz’e m’nestre”: verdura e farina di granone, cotte sotto una coppa, coperta di braci sulla liscia del camino.

Paolo Pasquale

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