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Carovilli

Carovilli, mille cose da scoprire del paese alto-molisano

Carovilli, alto Molise…natura, aria fresca e pura in ogni stagione, gente cordiale e ottimo cibo; ma c’è anche molto di più!

Paese noto per il buon tartufo e i formaggi, che si staglia nel verde dell’alto Molise, si trova a circa 900 metri di altitudine ed è circondato dalle montagne dell’Appennino centrale. Il suo territorio è attraversato da un tratturello che fa da scambiatore tra i due tratturi principali Lucera-Castel di Sangro e Celano-Foggia, i più importanti della dorsale appenninica. 

Vediamo dunque cosa ha da offrire tra storia, architetture, tradizioni e gastronomia. L’invito, però, oltre a leggere l’articolo è quello di andare in paese, visitarlo, parlare con le persone e poi, magari, fare un salto a La Cantina 1959 di Veronica Testa per due chiacchiere e per acquistare qualche prodotto, artigianale, tutto molisano!

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La storia

I sanniti, al fine di controllare i due tratturi già menzionati, si insediarono proprio nel territorio ove oggi sorge Carovilli. Della loro permanenza ci sono ancora delle testimonianze: necropoli, fortificazioni e un tempietto italico. Il primo nucleo abitativo sorse intorno alla chiesa di S. Pietro di Tasso, edificata dai Benedettini.

Nel 1450 il paese traslocò alle pendici del monte, ove fu edificata dapprima una cappella e successivamente una chiesa in onore di S. Maria Assunta. Nel corso degli anni, diverse sono state le interpretazioni date del nome di questo Comune. La più fondata di queste è sicuramente quella fornita da alcuni storici locali secondo i quali la voce “Carovilli” ripeta semplicemente il nome del console Spurio Carvillo, cioè “Carvilius”, di cui parla Livio nel libro X.

Nell’epoca longobarda Carovilli era feudo dei Borrello, e lo si rileva da un diploma del 1068 col quale Borrello Conte di Pietrabbondante fece una donazione di beni al Monastero di S. Pietro Apostolo (detto poi “S. Pietro del Tasso”). S’ignorano le vicende storiche del paese durante i domini normanni, svevi ed angioini fino alla fine del XIV secolo. Diversi furono i possessori del feudo dal 1390 fino alla fine del 1600.

Carovilli è stato sempre pertinente al Contado del Molise. Nel 1799 il paese fu compreso nel Dipartimento del Sangro e nel Cantone di Agnone. La legge del 1807 che integrò la giurisdizione amministrativa della nuova provincia del Molise, assegnò Carovilli al Distretto d’Isernia ed al Governo di Vastogirardi. Infine con la riforma del 1811 il paese di Carovilli fu elevato a capoluogo di Circondario comprensivo di Pescolanciano, San Pietro Avellana e Chiauci.

Cosa vedere

Chiesa di Santa Maria Assunta

Sulla bellissima piazza si affaccia la quattrocentesca Chiesa di Santa Maria Assunta, nel cui interno sono conservate le spoglie del Santo nativo e protettore di Carovilli, Stefano del Lupo. La facciata con timpano presenta tre portali, di cui quello centrale è sormontato da una lunetta e affiancato da una torre campanaria. L’interno è a tre navate divise da pilastri, la cupola ellittica al centro del transetto rappresenta gli apostoli con i quattro evangelisti. La sistemazione odierna corrisponde al XIX secolo ma un’epigrafe segnala il 1729 come anno di apertura della chiesa al culto.

All’interno la chiesa conserva un’acquasantiera del XVI secolo, creata da botteghe molisane. All’interno del catino è visibile il particolare a rilievo di un serpente dal pinnato sulla coda, nell’atto di uscire dalla vasca. Sui gradini in pietra della mensa si eleva il dossale in stucco ove sorgeva la tela della Madonna del Purgatorio. Di fondamentale interesse all’interno della chiesa di Santa Maria Assunta è la fonte battesimale del 1622, a base quadrangolare, con specchi concavi delimitati da motivi. Esso, inoltre, presenta una copertura lignea del 1737 dedicata alla Vergine.

Castiglione – Chiesa di San Nicola

La Chiesa di San Nicola, risalente al 1400 e ampliata intorno al 1700, è sita sul colle Castiglione, sede di suggestivi eventi teatrali e musicali durante la stagione estiva. Una lapide testimonia che la chiesa fu dedicata a S. Nicola di Bari e consacrata nel 1727 dal vescovo di Trivento. L’ultima messa fu celebrata nella domenica del 23 novembre del 1947 quando la struttura fu abbandonata e dissacrata perché ritenuta pericolante.

Nella piazza della frazione, invece, sorge la nuova chiesa intitolata sempre a San Nicola.

Ruderi Convento Benedettino S. Pietro del Tasso

Questo convento fu edificato nel X secolo e vi dimorarono per ben trecento anni i benedettini. Accanto all’edificio scorre una sorgente denominata “Fonte del convento“.

Chiesa sul tratturo di San Domenico

La chiesa di San Domenico, situata al bivio per Miranda e Roccasicura, è fortemente legata al fenomeno della transumanza, in quanto giace su di un tratturello di collegamento tra i tratturi principali. Di questo edificio religioso non si hanno notizie sicure sulla sua fondazione ma si sa per certo che venne usato nel corso del XVIII secolo come lazzaretto per i malati di peste. In seguito vi vennero trasportati alcuni reperti lapidei provenienti dalla diruta chiesa di S. Pietro del Tasso. Attualmente si presenta aperta al pubblico solo in particolari occasioni, quali la festa della Tresca, l’antica trebbiatura del grano con animali ed una fiera dedicata al santo omonimo nella prima settimana di settembre.

Casa di Santo Stefano del Lupo

La casa natale del Santo Patrono, monaco benedettino, nato a Carovilli fra il 1099 e il 1118. L’immobile è stato acquistato da privati grazie alle offerte dei carovillesi e restaurato dalla manovalanza locale. All’interno è possibile visitare una cappellina con la riproduzione del quadro di Santo Stefano, ad opera di Ruther di Danziaca di scuola fiamminga, databile al XVII sec. Il Santo visse successivamente da eremita a San Liberatore a Maiella e fondò il Monastero in Vallebona (Manoppello) dove le sue spoglie rimasero fino a quando furono trasportate a Santo Spirito a Maiella. Il 29 settembre 1807 i carovillesi le riportarono nel paese natio, presenti ancora oggi nella Chiesa Madre.

Fontana di Bacco

In piazza Municipio troviamo la Fontana di Bacco, è una realizzazione in ghisa della fonderia francese “Val d’Osne”, famosa dalla fine del XIX per le sue riproduzioni su larga scala di opere d’arte di scultori francesi famosi. In particolare, in questo caso, si tratta di una riproduzione dell’opera in marmo “L’Automne” di Mathurin Moreau del 1866, presente nei cataloghi della fonderia già dal 1867.

Tradizioni e gastronomia

La Tresca

Proprio parlando di feste ed eventi, Carovilli è ancor oggi molto legata alle tradizioni storiche, e la Tresca è proprio una di esse. Ogni anno, a fine agosto, davanti alla chiesa di San Domenico, viene rappresentata la tradizionale “Tresca”, termine che in dialetto indica il lavoro della trebbiatura del grano con l’impiego dei cavalli.

Da un misto di tradizione agricola, amore per gli animali, religiosità, spiccato spirito di sacrificio e amicizia, questa festa, di origini pagane, rievoca il momento in cui gli uomini dovevano impegnare tutte le loro forze per separare il grano dalla paglia, valendosi del contributo di tutta la famiglia che veniva chiamata all’opera. Questa tradizione, però, sotto l’influsso del cristianesimo, è stata trasfigurata nella festa della Madonna dell’Incoronata caratterizzata dall’offerta delle messi alla Divinità.

Santo Stefano del Lupo patrono di Carovilli

Il 19 luglio si festeggia Santo Stefano del Lupo. In occasione della festa in onore del Santo Patrono gli abitanti partecipano solennemente alla processione per le strade del paese durante la quale viene prostrata non sola la statua del Santo ma anche la sua reliquia. 

Il Presepe vivente in località Fonte Curelli

Nel periodo natalizio, precisamente il 26 dicembre, si tiene uno dei più particolari e bei presepi viventi di tutto il Molise: in zona “Fonte Curelli” i rappresentanti del presepe si ritrovano in delle “baracche” costruite nel rispetto della tradizione: ci sono fabbri, tessitrici, donne che cucinano, pastori e ovviamente il Bambin Gesù. La rappresentazione viene conclusa con una fiaccolata e i fuochi d’artificio.

Marcialonga 

La Marcialonga è una corsa che dal 1981 non manca di attirare appassionati del running. Il primo evento vide partecipi i soli residenti ma, grazie al successo che ha riscosso negli anni, sono state molte le società atletiche del Molise a chiedere di partecipare a questa stupenda manifestazione sportiva. Si sostanzia in un percorso di 11 km circa per valli e boschi del territorio carovillese e la data viene stabilita di anno in anno intono agli inizi di Agosto.

Asta di Sant’Antonio

L’asta, che viene organizzata ogni anno il 13 giugno, in occasione delle Festa di Sant’Antonio, è un appuntamento da non perdere. Come funziona: i cittadini donano al Comitato organizzatore (la Congrega di Sant’Antonio) proprie produzioni “domestiche” come uova, pasta fresca, pane cotto in casa, crostate, caciocavalli. Ma anche animali di piccola taglia come galline, conigli e agnelli. Cibo e animali vengono benedetti durante la cerimonia religiosa che si tiene la mattina del 13 giugno. Nel primo pomeriggio, intorno alle 15, il comitato mette tutto all’asta nella piazza centrale e il ricavato viene utilizzato per sostenere le spese della festa. Un tempo venivano battuti solo animali (tra i quali maiali, capre, papere), ma oggi non più. Il meccanismo è quello delle normali aste, offerta di base, rilancio. Unica regola: pagamento e ritiro immediati.

Gastronomia

Dal punto di vista gastronomico, oltre ad ottimi latticini e formaggi, è possibile gustare primi piatti a base di funghi e tartufi, raccolti nei boschi circostanti. Il tartufo bianco di Carovilli era già noto nel Settecento, così come attesta un menù festivo custodito presso l’Archivio d’Alessandro, nel castello di Pescolanciano. Piatto tipico è la “lsconda maritieta“, fette di pane bagnate nell’uovo e fritte nello strutto.

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