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Campolieto - Foto Paolo Pasquale

Campolieto, passeggiata tra storia, curiosità e fuochi d’artificio

Campolieto, passeggiata in paese tra storia, bellezze da ammirare, curiosità e fuochi d’artificio

Campolieto, facciamo una passeggiata tra storia, bellezze da ammirare, curiosità e fuochi d’artificio del paese che ci ospiterà domenica 19 maggio per l’evento “Le Querce Secolari di Campolieto“.

La storia

Campolieto è un comune di 876 abitanti della provincia di Campobasso situato su una collinetta che divide i bacini del Biferno e del Fortore. L’etimologia del nome, così come anche le origini di Campolieto non sono certe: alcuni ritengono che derivi da campus leticampo della morte” mentre altri da campus laetuscampo della gioia“. Si può sicuramente asserire che Campolieto esistesse nel secolo XI, agli inizi della dominazione normanna.

Il paese sorse nel Medioevo e si sviluppò, come molti altri centri medioevali molisani e del centro-sud Italia, intorno al palazzo feudale, ancora oggi esistente, sebbene sia stato fortemente modificato in periodi recenti per essere trasformato in ampi appartamenti. La struttura medievale del paese è sopravvissuta alle varie modifiche urbanistiche ed è caratterizzata da stretti vicoli e profonde viuzze che si propagano per tutto il centro storico. La zona di nuova espansione, che si allontana dal centro storico, presenta invece caratteristiche architettoniche contemporanee.

Da visitare

Tra gli edifici di interesse storico ed architettonico sono da visitare la seicentesca chiesa di San Michele Arcangelo, che si erge alla sommità di un’ampia scalinata. La costruzione è a capanna con tre finestre e un portale decorato da iscrizioni gotiche. Di rilievo la balaustra con in rilievo San Michele che uccide il serpente. L’interno è diviso in tre navate e possiede intonaci barocchi e colonne appartenenti al periodo romanico.

In contrada ‘Astadura’ c’è una piccola cappella rurale: Santa Maria del Romitorio, un tempo Badia dell’Ordine benedettino Cassinese. La Chiesa di Sant’Anna, ad un’unica navata, annessa all’antico convento dei PP. Carmelitani scalzi, fu restaurata nel 1702. In Vico Castello è murata una croce viaria, fatta erigere probabilmente nel XVI secolo, a scopo devozionale.

Il Palazzo ducale dei De Capua è meritevole di attenzione: in origine era il castello medievale, costruito nell’XI secolo. Il fondatore era Roberto De Russa, che combatté nella prima crociata a Gerusalemme. Nel XII secolo appartenne ai conti di Borrello Abruzzo), che fortificarono il maniero. Nel ‘500 passò nella proprietà di Francesco Montagano, e poi ai duchi di Capua, per volere di Ferrante II. Nel ‘700 appartenne a Scipione della famiglia Sangro (valle Peligna, Abruzzo), e poi ai Carafa. Il castello oggi è un palazzo visitabile, che ha le caratteristiche di un edificio barocco con decorazioni classicheggianti sul portale è sulla cornice a colonne greche.

Tradizioni

Le manifestazioni e le celebrazioni che ricorrono a Campolieto sono varie: tra le più note vi è Il Giglio’ che si svolge il 26 di luglio, giorno in cui si festeggia S. Anna, co-patrona del paese, assieme a San Michele Arcangelo. Il Giglio consiste in una sorta di asta, dove la popolazione offre del denaro per aggiudicarsi dei biscotti, ottimo vino e altri doni, disposti su di una struttura lignea riccamente addobbata.

Il 29 settembre si festeggia il Santo Patrono, San Michele Arcangelo. Il 31 dicembre è la volta de ‘La Maitunata’, un madrigale popolare che si canta nella notte di Capodanno in ogni parte del paese. Altra tradizione è la ‘Pasquetta’: nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, (festa della Epifania), si canta di porta in porta, prima dai ragazzi fino alla mezzanotte e poi dai giovani in vari gruppi fino al mattino. Nel paese si tengono annualmente due fiere: il 16 giugno e il 25 luglio che nei tempi passati erano occasione di scambio di prodotti zootecnici, agricoli e artigianali.

Durante le feste patronali, che ricorrono il 26 luglio (S. Anna) e il 29 settembre (S. Michele) si tengono piccoli mercati con vendita di dolciumi e merci varie.

Gastronomia

Tra i piatti tipici del luogo ricorrono i “Crejuoli“, pasta fresca tagliata a mano simile ai maccheroni alla chitarra conditi solitamente con sugo di carne.

Eleonora Mancini

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