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Baranello - Foto Paolo Pasquale

Baranello, passeggiata tra le vie, la storia e le tradizioni

Baranello, passeggiata tra le strade, la storia e le tradizioni del paese

Il weekend è alle porte e una nuova passeggiata in un paese molisano ci attende; oggi siamo a Baranello, a pochi chilometri dal capoluogo di regione, per scoprirne, come sempre, storia, meraviglie da vedere e curiosità e tradizioni da conoscere. Buona passeggiata anche grazie alle foto dell’amica Rossella Recchia.

Baranello, situato su un piccolo colle lungo il fiume Biferno, è a sud-ovest di Monte Vairano, ecco perché i più credono che il nome derivi dal piccolo colle, detto Vairanello, più piccolo rispetto all’altro, più grande. Si trova in una valle circondata dai monti del Sannio, in una zona ricca di vegetazione e di corsi d’acqua, dove è piacevole fare escursioni.

Storia

I Sanniti, antichi abitanti del luogo, avevano basato la loro organizzazione sociale ed economica sulla pastorizia, quindi buona è ancora oggi l’attività lattiero-casearia, di cui si possono gustare i prodotti nei vari agriturismi della zona. Durante l’epoca normanna ebbe come feudatario Guidone di Gibelletto, nel XV secolo fu feudo di Cristoforo Gaetani e poi dei Carafa, dei Barone e, infine, nel settecento, dei Ruffo.

 

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Cosa vedere

Da vedere sono la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, la chiesetta del SS. Rosario, il Museo Civico e il Mulino Corona. La chiesa è stata ricostruita dopo il terremoto di Sant’Anna del 1805; il progetto originario fu rivisto da Giuseppe Zurlo, famoso baranellese, Ministro degli Interni dell’allora governo Murat.

Andando verso il centro del paese si nota sulla parte più alta della collina la facciata della chiesa, dalle tinte chiare con le quattro colonne di stile tuscanico. All’interno una navata centrale, affiancata su entrambi i lati da altre navate. Belle sono le colonne accoppiate che portano al presbiterio sormontato da una cupola. Neoclassica è la chiesetta del SS. Rosario, dal prospetto semplice e dall’interno armonioso con la volta a botte sull’altare, dipinto centrale e le tele laterali raffiguranti putti e cantori.

Nel Museo Civico è conservata la collezione privata dell’arch. Giuseppe Barone che comprende vari reperti. Da vedere  è anche il Mulino Corona, ad acqua, costruito nel 1872.

Tradizioni ed eno-gastronomia

La tradizione culinaria vanta piatti tipici come la polenta condita col ragù o con i fegatini d’agnello o con la ventresca, la salsiccia, il pecorino e il “diavolillo”, “ru spezzate de Pasqua“, preparato con agnello, uova e cacio, “ri fallarielle“, pizzette di granone con prosciutto, scamorze e pecorino fresco; il tutto gustato con un buon bicchiere di vino della zona. Da non dimenticare le zeppole, i fiadoni e le pigne pasquali.

2 commenti

  1. Giovanni Muttillo

    Spett. le Redazione,
    segnalo un errore per mero refuso non è scritto correttamente il nome Zurlo (ullo)
    Cosa vedere
    Da vedere sono la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, la chiesetta del SS. Rosario, il Museo Civico e il Mulino Corona. La chiesa è stata ricostruita dopo il terremoto di Sant’Anna del 1805; il progetto originario fu rivisto da Giuseppe urlo, famoso baranellese, Ministro degli Interni dell’allora governo Murat.

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