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Bagnoli del Trigno, XXIII Edizione Frammenti d’Antico

Bagnoli del Trigno, XXIII Edizione Frammenti d’Antico

Agosto è mese di eventi e, nella settimana del Ferragosto, non potevamo non dedicare uno speciale a quello che si tiene ogni anno, il 18, a Bagnoli del Trigno…Frammenti d’Antico.

Andiamo a conoscere questa straordinaria manifestazione, tra storia, cultura, tradizione e grandi spettacoli.

BAGNOLI DEL TRIGNO, IL PAESE

La posizione 

Bagnoli del Trigno è situato a 680 metri sul livello del mare, a ridosso di un massiccio roccioso, “La Preta“, che si staglia tra il fiume Trigno ed il torrente Vella. Domina l’intera vallata del Trigno e gode della vista dei monti che lo circondano.

Il viaggiatore che muove lungo la superstrada Trignina, sia in direzione Vasto che verso Isernia, lo nota ergersi fascinoso tra la ricca vegetazione, cogliendo, con l’occhio attento, il campanile di San Silvestro posto su un picco di roccia, l’omonima chiesa, incastonata tra di essa ed il castello che si erge maestoso sulla sua cima.

Il paesaggio che si presenta è talmente pittoresco che molti lo definiscono “Il paese delle fate“, mentre il Mommsen, anticamente, lo appellò come “La perla del Molise“.

L’origine tra le leggende

Sulla sua origine non si hanno notizie certe, ma solo leggende. Una prima narra che fu fondato da un nobile cavaliere romano il quale era solito bagnarsi <<la dove le acque del Trinum erano più ricche di minerali>>. Una seconda vuole che le prime abitazioni sorgessero intorno ad un complesso termale (da cui il nome Balneoli).

Una terza fa risalire le origini al periodo delle invasioni barbariche, quando due tribù, per motivi di sicurezza, si rifugiarono intorno a “La Preta”, dando vita ad un primo confuso agglomerato; uno di essi poi diverrà il rione Santa Caterina, il più antico. Questa terza leggenda sembra la più verosimile, tanto è vero che il paese sin da tempi lontani è stato diviso in due terre: “La terra de vascia” ricadente nella parte bassa, sotto la roccia, e “La terra de ‘ncoppa”, storpiato poi in “de ‘coppa”, ricadente nella parte alta.

Esisteva una strada principale di comunicazione, detta “del termine”, in cui era posto il limite tra le due comunità, per altro ancora oggi visibile sul muro di una casa, ad indicare la forte conflittualità esistente tra esse.

Altra nota a vantaggio di questa ipotesi è che anticamente ciascuna terra aveva un suo dialetto percettibilmente diverso dall’altro.

IL CANOVACCIO

E’ il mese di agosto e, come tradizione, si celebra l’elezione dei due Sindaci, una per ciascuna delle due terre. Il duca e i notabili escono dal castello in corteo, sfilano per le strade del paese per dirigersi in piazza; qui i “capifuoco“, capifamiglia di allora, procedono con il sistema della fava e del fagiolo, all’electio sindaci.

Il corte quindi si ricompone e ci dirige, sul calar della sera, verso la parte bassa del paese, per celebrare la festa in onore di Santa Caterina, indetta dal duca come ringraziamento per lo scampato pericolo dei briganti.

Si accende dunque la festa nel borgo, ricca di piatti tipici, balli, musiche e canti, fuochi e fantasie, in piena e coinvolgente allegria.

La leggenda vuole che sin dai tempi antichi, in una notte del mese di agosto, dal castello che sovrasta la roccia posta al centro del paese, si librassero delle fate, per cui, chi l’avesse avvistata ed espresso un desiderio, lo avrebbe di sicuro realizzato.

E’ giunta l’ora, dal castello ecco che esce la fata. Tutti, con la testa all’insù, esprimono un desiderio e i nostri innamorati, l’un l’altro abbracciati, lanciano la speranza del coronamento del loro segno d’amore. E’ mezzanotte, lo sposo porta la serenata alla sua “zita”: il matrimonio è ormai cosa fatta.

Lei si affaccia al balcone e scende poi in strada per abbracciare il suo amante, ma ecco che arriva il Duca a riaffermare lo “ius primae noctis“, il diritto della prima notte sulla bella fanciulla.

L’ennesima angheria, per un popolo povero e sottomesso, questa volta finisce male: è rivolta, il Duca ucciso e il castello dato alle fiamme.

L’incendio al castello, rievocato da spettacolari fuochi pirotecnici, chiude la manifestazione, lasciando i nostri sposini felici e contenti, e lo spettatore ancora immerso in un’atmosfera magica e irreale, di altri tempi.

PROGRAMMA

Venerdì 18 agosto

  • ore 18:00 – Castello Sanfelice: Passa r Diuca e la corte: sfilata del corteo storico lungo la strade del paese. Nelle vesti della duchessa: Miss Molise 2016 Benedetta Belmonte, nei panni del duca: straordinaria partecipazione di Roberto Farnesi;
  • ore 19:00 – Piazza Umberto I: Electio sindaci: l’elezione dei due sindaci con il sistema della fava e del fagiolo;
  • ore 20:00 – Rione di S. Caterina: La fescta a Santa Caterina: la festa nel Borgo: balli, canti, fuochi e fantasie, mercatino delle cose belle e particolari, si mangia e si beve in allegria;
  • ore 24:00 – Piazza Olmo: Il volo della fata: discesa della fata, tra luci, musiche e fuochi pirotecnici dal castello sino alla piazza sottostante;
  • ore 00:45 – Piazza Olmo: La dodda: corredo della sposa;
  • ore 01:00 – Piazza Olmo: Ius primae noctis: il diritto della prima notte;
  • A fuoch r casctill: l’incendio al castello.

Spettacoli e partecipazione 

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Spettacoli

La festa ne lo Borgo

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La festa ne lo Borgo

Come arrivare

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