C’è una tradizione millenaria che, nel corso del tempo, ha unito popoli e culture lontane. È la transumanza, la migrazione delle greggi da un luogo montano ad uno pianeggiante durante l’inverno e l’inverso nel periodo estivo.

Nata oltre due millenni fa, è tipica dell’Europa meridionale. In Italia la più conosciuta, menzionata anche da D’Annunzio, è quella che dall’Abruzzo arriva in Puglia e viceversa.

L’importanza economica di tale attività era tale da essere gestita da due istituzioni del Regno di Napoli: la Regia dogana della mena delle pecore, con sede prima a Lucera e poi a Foggia, e la Doganella d’Abruzzo.

Dopo il 1447 divenne la principale fonte economica per molti paesi e tale rimase fino alla fine dell’800. Gli Aragonesi vollero far sviluppare l’industria della lana, anche se i risultati attesi da Alfonso d’Aragona non furono raggiunti in pieno.

Con l’Unità d’Italia i contadini poterono riscattare i terreni dedicati ai pascoli e dedicarli alla coltivazione. Questo portò alla diminuzione dell’economia legata alla transumanza e il suo lento declino.

Ma cosa c’entra il Molise? Beh, il Molise è nel mezzo, e per secoli è stato attraversato da milioni di capi di bestiame ogni anno. Una tradizione talmente importante da divenire, nel 2019, patrimonio dell’umanità UNESCO.

Molti pastori, inoltre, erano molisani, con la regione, quindi, tappa di partenza e di arrivo di molte transumanze. La più famosa di queste era quella portata avanti dalla famiglia Colantuono di Acquevive, frazione di Frosolone.

Questa, proseguita fino a pochi anni fa, prevedeva quattro giorni di cammino per circa 180 km, da San Marco in Lamis in Puglia a Frosolone. Un lungo fiume di bovini seguiti, a piedi e a cavallo, dagli instancabili mandriani.

Percorso

1° giorno

Verso le ore 16:00, partenza da San Marco in Lamis (FG), dalla contrada Foresta verso San Severo (FG). Attraversamento del passaggio a livello nei pressi della stazione di San Marco in Lamis e, dopo altri chilometri, arrivo in paese.

2° giorno

Partenza intorno alle ore 15:00 da Ponte Civitate (Vecchia Dogana) seguendo la S.P. 142, sul fiume Fortore, fino al bivio per Serracapriola. Si prosegue per un breve tratto sulla S.S. 376 e poi sul tratturo fino a Santa Croce di Magliano.

3° giorno

Partenza da Santa Croce di Magliano all’incirca alle 5:30, attraversando i territori di San Giuliano di Puglia, Bonefro, Colletorto sul tratturo Celano Foggia, breve passaggio sulla S.P. 166 e attraversamento della S.S. 212 in territorio di Sant’Elia a Pianisi, bivio Monacilioni, Ripabottoni fino a raggiungere la località “Femmina Morta”.
Dopo una breve sosta, alle ore 15:00 circa, attraversando e percorrendo brevi tratti della S.P. 147 e della S.S. 87, viaggio in direzione di Campolieto, Matrice, Campobasso e Ripalimosani, sul braccio tratturale Centocelle-Cortile. Da qui prosecuzione fino alla contrada Quercigliole di Ripalimosani davanti alla chiesetta della “Madonna della Neve” per la sosta notturna.

4° giorno

Partenza alle 05:00 da contrada Quercigliole direzione Santo Stefano (frazione di Campobasso), lungo il tratturo Lucera-Castel di Sangro, attraversando il fiume Biferno per risalire verso Castropignano, Torella del Sannio e Molise. Attraversamento del borgo di Frosolone per proseguire lungo la strada provinciale in direzione della frazione Acquevive, tappa conclusiva della transumanza.

Un percorso ancora quasi interamente percorribile. C’è qualcuno temerario?

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