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Paolo Pasquale

Santa Maria delle Grotte, un santuario tutto da scoprire

Santa Maria delle Grotte, un santuario tutto da scoprire

Chi ci ha seguito domenica durante la “diretta”, sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram, dell’escursione effettuata con Guglielmo Ruggiero di Cimentiamoci Four Seasons Natura e Cultura by Gaia 900, avrà notato che tra le tante foto pubblicate mancano quelle del Santuario di Santa Maria delle Grotte dove avevamo scritto più volte che saremmo stati; il motivo è presto spiegato: si tratta di un posto unico al mondo che meritava molto più spazio che una semplice foto su un profilo Social.

Sento il dovere di parlarvi approfonditamente di questo Santuario perché io per primo sono rimasto sconcertato dalla bellezza; ancor di più data la sorpresa di trovare una chiesa del genere tra le campagne di un paese, Rocchetta a Volturno, abitato ormai da poco più di 1000 persone. L’escursione preparata, come sempre al meglio, da Guglielmo, prevedeva anche l’affiancamento di un Archeologo, Dott. Michele Roccia, che con passione e competenza ci ha spiegato dapprima il complesso di San Vincenzo a Volturno e poi la storia e le magnificenze del Santuario di Santa Maria delle Grotte.

Seguiteci, dunque, in questo percorso storico-culturale per scoprire un gioiello incastonato tra la valle del Volturno e la catena montuosa delle Mainarde. Alcuni spunti, come le ricorrenze religiose che qui si svolgono, sono state tratte dall’opuscolo informativo presente all’interno del Santuario.

Santuario Santa Maria delle Grotte

Il Santuario sorge a circa 2 chilometri dal centro abitato, in una valle raggiungibile attraverso la vecchia strada che conduce da Rocchetta a Scapoli, incastonato nella roccia in posizione piuttosto isolata. Lungo il tracciato, anticamente frequentato da viandanti e da pellegrini diretti all’Abbazia di Montecassino e a quella di San Vincenzo a Volturno, sorge questo Santuario fatto edificare dagli abati di San Vincenzo, presso il quale sostavano per riprendersi dal tragitto, accolti dall’immagine di San Cristoforo, dipinta sulla facciata, protettore dei viandanti. Qui c’è da fare una precisazione: nell’immagine di copertina non vedete alcuna immagine sacra, poiché con gli anni la chiesa è stata ingrandita ed il muro con l’immagine del Santo è adesso muro centrale della chiesa. L’intitolazione dell’edificio alla Vergine risale al XIII secolo, quando vi fu collocata un’effige della Madonna con il Bambino, mentre il toponimo “delle Grotte” deriva dall’origine di Chiesa rupestre.

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Paolo Pasquale

Struttura

Di architettura Benedettina tra il XIII e il XIV secolo il Santuario, a cui viene affiancato un monastero, rappresenta un complesso di importanza religiosa assai rilevante. Costruito in stile romanico, è caratterizzato da una pianta asimmetrica che deve il suo andamento irregolare, non solo alle modifiche, ma soprattutto alla presenza naturale di una parete rocciosa, da cui è ricavato uno dei lati. Interessante  infatti è l’impianto architettonico che, a due navate, si addossa alla parete rocciosa diventando questo l’asse principale su cui è stata edificata la chiesa.

La facciata principale del tempio (fianco sinistro), è caratterizzata da un portale romanico realizzato in alabastro Volturnense, definito da colonnine poligonali, sormontate da un arco a tutto sesto e da un architrave finemente scolpito con lunetta decorata ad affresco. Due monofore fortemente strombate, collocate a destra del portale, rappresentano l’unica fonte di luce naturale della Chiesa.

 

L’interno presenta un’imponente arco acuto che mette in comunicazione le due navate a pianta rettangolare, quella minore ricavata nella roccia e quella maggiore, dotata di un meraviglioso presbitero, con arco gotico e volta a crociera.

Il pavimento in cristallo mette in risalto una fornace medievale, realizzata in epoca anteriore al Santuario. Questa è composta da una parte inferiore ove avveniva la combustione e da una parte superiore luogo di sistemazione dei manufatti di argilla, sottoposti all’azione del fuoco.

Di notevole risalto sono gli affreschi, riportati alla luce da un restauro ottocentesco (su alcuni si vedono ancora le tracce degli scalpelli utilizzati per rimuovere l’intonaco sovrastante), che possono essere divisi in tre gruppi:

  • nella navata minore, di stile bizantino, affreschi rupestri e murali con scene della vita di Cristo, datati tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo;
  • nella navata centrale, risalenti all’inizio del XIV secolo, affreschi che rappresentano figure di santi;
  • nel presbiterio e nella cappella laterale vi è un ciclo di pitture quattrocentesco ispirato alla Vergine Maria;

Alcuni affreschi, particolarità, sono stati realizzati direttamente sulla roccia. Nella chiesa parrocchiale è tuttora conservato il gruppo scultoreo del XIII secolo della Madonna con il Bambino.

Cara agli abitanti della zona è la leggenda da cui è nata la denominazione “delle Grotte” che narra di un mandriano alla ricerca disperata di una mucca smarrita.

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La ritrovò inaspettatamente ai piedi di questo simulacro che giaceva, ignorato da tutti, in una delle grotte naturali dove fu in seguito eretta la Chiesa.

All’esterno della chiesa, vi è anche un passaggio molto caratteristico tra due rocce con una pietra giusto al centro che sembra sia lì lì per cadere; molto suggestivo anche questo!

Ricorrenze religiose

Ancora oggi, precisamente nella ricorrenza del lunedì in Albis e del 22 agosto di ogni anno, il Santuario è meta privilegiata di numerosi pellegrini e devoti provenienti, anche a piedi, da Rocchetta a Volturno e dai paesi vicini, nonché di numerosi fedeli montaquilani che, con un suggestivo rito, coronano di fiori la Madonna. Particolare menzione, poi, è per il pellegrinaggio del numeroso gruppo di Rocchetta a Volturno che, la sera del 18 agosto, partendo a piedi da Rocchetta Alta, raggiuge la Madonna di Canneto, Santuario di Settefrati (FR); il pomeriggio del 21 ritorna in paese per dare inizio ai festeggiamenti in onore della Madonna delle Grotte, protettrice di Rocchetta a Volturno. Durante l’anno, ad accompagnare la statua della Vergine Maria, in processione per le vie del paese è sempre presente la Società di Mutuo Soccorso “Madonna delle Grotte” di Rocchetta a Volturno.

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