santa croce di magliano
Santa Croce di Magliano | Foto Paolo Pasquale

Santa Croce di Magliano: paese, storia, luoghi e tradizioni

Santa Croce di Magliano: paese, storia, luoghi e tradizioni

Situato nel basso Molise, con uno sguardo rivolto alla dolci colline e uno tendente alla vicina Puglia, Santa Croce di Magliano è un paese con tante particolarità che meritano e necessitano di essere scoperte e conosciute da tutti. Iniziamo, buona passeggiata!

La storia

Riguardo la nascita del paese pare che gli abitanti di alcuni casali si riunirono intorno ad una chiesa e diedero vita al primo nucleo abitato; successivamente vi si stanziò una colonia di albanesi.  La prima citazione storica del paese viene riferita in documenti del XIII secolo.  Nel 1266 divenne, per donazione, feudo del monastero di Sant’Eustachio in Pantasia fino alla prima metà del XVI secolo. Appartenne poi ai Caldora, agli Acciapaccio, ai Ceva Grimaldi, a Rocco Stella di Modugno.

Cosa vedere

Di interesse storico-artistico sono la Chiesa Greca, la Chiesa Madre “Sant’Antonio”, la Chiesa di San Giacomo Apostolo e i resti del torrione di Magliano.

Merita di essere visitata la badia benedettina di Melanico (a 17 km dall’abitato) di epoca romanica, con una facciata abbellita da mensoline con figure di animali e protomi umani e da una torre campanaria adorna di archetti pensili.

Di recente realizzazione sono anche i murales che si possono ammirare nel centro del paese. Nei pressi della Chiesa Greca, inoltre, si trova una targa in ricordo di Raffaele Capriglione, “medico insigne poeta che in pittoreschi versi ritrasse uomini e costumi del suo paese ed all’amore dell’arte unì un’esemplare modestia”.

Cosa fare

Gli abitanti mantengono vive le tradizioni religiose e popolari come la benedizione degli animali l’ultimo sabato di aprile e la preparazione di un gran falò in onore di San Giuseppe. Il 13 giugno, in onore di Sant’Antonio, si svolge una sfilata di carri trainati da buoi. Durante i festeggiamenti gli abitanti fanno la “questua” offrendo denaro, oggetti e cibarie che, alla fine della festa, vengono messi all’asta.

Altra tradizione è quella delle “Quarantane“, bambole di pezza, “pupattola” che, durante la quaresima, viene appesa ai balconi e alla quale viene attaccata una patata infilzata da sette penne con lo scopo di scandire il tempo che manca al giorno di Pasqua: ogni domenica di quaresima viene tolta una penna.

Piatto tipico il buon rustico, il “pagnottone“, preparato con scorze di limone e cotto con brodo di gallina e di tacchino.

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