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San Massimo, dalla collina alla montagna

San Massimo, dalla collina alla montagna tra storia, sport invernali e tradizioni. Alla scoperta del paese ai piedi (e sul) Matese

San Massimo, piccolo paese ai piedi del Matese, ci regala storie, dei vicoli stupendi con una magnifica vista sulle montagne ed i boschi e, salendo al pianoro di Campitello Matese, anche tanto sport invernale.

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Il primo insediamento sorse nel medioevo attorno alla Chiesa del Santissimo Salvatore ed alcune fonti citano il nome di “Castello“, in quanto era presente una rocca fortificata con mura di cinta e varie porte di accesso. Le prime notizie che attestano l’esistenza nella zona di un luogo già chiamato San Massimo risalgono al 1113 e si riferiscono ad un nobile normanno, De Sancto Maximo, che quasi certamente fu uno dei primi feudatari.

Come in tutta la zona ai piedi del Matese, poi, non sono mancati atti di brigantaggio nell’800, così come non è mancata la devastazione per il terremoto del 1805 dopo il quale il paese fu quasi completamente ricostruito; tra gli elementi non riedificati ci fu proprio la rocca.

Cosa vedere

Tra i bei vicoli del paese, alcuni ancora con la pietra originaria a terra, vi sono due chiese da visitare: Santa Maria delle Fratte e San Michele Arcangelo. Vi è poi la Fontana di San Massimo.

Quasi mille metri più su vi è, invece, la stazione sciistica di Campitello Matese, costruita negli anni ’70 e divenuta subito centro del turismo invernale non solo molisano, con i suoi impianti di risalita e le piste che scendono sui versanti del Monte Miletto, il più alto della catena del Matese con i suoi 2050 m s.l.m.

Tradizioni

Molti sono gli eventi nell’anno di San Massimo, gran parte legati a festività religiose. Nel periodo natalizio vi sono i mercatini nel borgo mentre in quello estivo il percorso gastronomico, sempre tra i vicoli del paese.

Paolo Pasquale

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