San Giovanni in Galdo
San Giovanni in Galdo - Foto Paolo Pasquale

San Giovanni in Galdo: tra storia, tradizioni e musica jazz

San Giovanni in Galdo: viaggio nella storia e nelle tradizioni a ritmo di musica jazz

Pronti per un nuovo viaggio in un altro dei magnifici borghi molisani? Sì? Allora venite con noi, oggi vi portiamo alla scoperta di San Giovanni in Galdo, una passeggiata nella storia, nelle bellezze e nelle tradizioni a ritmo di musica jazz. Foto a cura di Paolo Pasquale.

Storia

La tradizione del posto vuole che nel luogo dove oggi sorge il paese vi fosse un monastero che apparteneva all’Ordine dei Templari, nella cui chiesa si venerava San Giovanni Battista. Dal “Glossarium ad scriptores”, si trae che “Gualdus” equivale a “Nemus” o “Selva” e corrisponde al germanico “Wald”. Si potrebbe quindi dedurre che, dall’ubicazione dell’antico edificio sacro situato nel bosco nei pressi dell’attuale Comune, dedicato al figlio di Zaccaria ed Elisabetta e appartenente ai Cavalieri del Tempio di Salomone, trae origine la denominazione del paese. Le conoscenze relative alla nascita del borgo, però, risalgono a molto tempo prima dell’arrivo dei Templari nella località; esse sono, infatti, datate poco dopo l’anno 104 a.C.

Le notizie attinenti le successioni feudali partono dalla fine della dominazione longobarda, in concomitanza con la concessione della proprietà di San Giovanni in Galdo all’abbazia di Santa Sofia di Benevento; il paese conservò quindi il titolo di feudo ecclesiastico fino al 1785. Da quella data e fino al 1806 divenne “Terra del Regno dei Borboni“, indi, territorio del Regno d’Italia.

Cosa vedere

Il Comune è concentrato in un unico centro abitato e sembra distendersi sulla collina sottostante. La struttura urbanistica del vecchio centro storico è medioevale. Il borgo San Germano, centro storico del paese, costruito su un contrafforte del dirupo Fonte Valloni, presenta vecchie abitazioni, addossate le une alle altre, sviluppatesi intorno all’antica chiesa medievale. Le costruzioni della zona di nuova espansione, che si distacca dal centro storico, presentano invece caratteristiche architettoniche contemporanee.

Tra i principali elementi del patrimonio archeologico e architettonico del Comune, figura il piccolo Santuario Sannitico, situato a Colle Rimontano, a nord-est del paese. La sua forma, semplificata nella struttura e ridotta nelle dimensioni, riproduce il più grande e prestigioso tempio di Pietrabbondante.

Tra le altre bellezze è da vedere l’antichissima chiesa di San Germano che conserva all’interno un pregevole pulpito e due acquasantiere provenienti dalla distrutta chiesa di San Giovanni Battista. Il pulpito, decorato con figure di santi e simboli allegorici, è retto da due pilastri con capitelli decorati sul cui frontale appare un arco tribolato. La acquasantiere poste ai lati dell’ingresso poggiano su due grossi leoni di tipo romanico. Nel luogo sacro è, inoltre, possibile ammirare una tela di scuola napoletana raffigurante San Giovanni e una statua lignea i cui lineamenti appartengono a San Nicola di Bari.

Tradizioni ed eno-gastronomia

 

 

Molte manifestazioni, religiose e secolari, vengono organizzate durante l’anno: il 4 aprile si svolge la Via Crucis, cui partecipa la popolazione con costumi d’epoca. Il 29 agosto si celebra il martirio del Santo Patrono, San Giovanni Battista; in tale occasione viene organizzata la sagra della “frecassea”, composto di interiora d’agnello, uova e formaggio. Da pochi anni, inoltre, il famoso festival “Jazz in Campo” si è esteso anche al Comune di San Giovanni in Galdo divenendo “Jazz in Campo, Jazz in Galdo” che ha luogo nel mese di luglio portando in regione alcuni tra i più famosi jazzisti del panorama italiano e non solo. Il celebre gruppo folkloristico locale, gli “Zig-Zaghini“, ha il merito di aver fatto conoscere i canti e i balli tipici del luogo non solo in ambito regionale ma anche nazionale ed estero.

Tra i piatti tipici, oltre alla già citata frecassea, ci sono anche cavatelli e tracchiolelle, pan unto, caponata, pasta con le polpette, la trippa e la pizza di granone.

Fonte: Molise, terra di mare, monti, chiese e borghi antichi, 2003

Paolo Pasquale

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