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Salcito | Foto Paolo Pasquale

Salcito: storia, tradizioni, curiosità

Salcito: storia, tradizioni, curiosità. Alla scoperta del paese e di tutto ciò che di bello (e buono) ha da offrire al visitatore

Siamo nel cuore del Molise, anche se quasi al confine con l’Abruzzo; siamo in un territorio collinare costeggiato di morge che spiccano tra le campagne. Siamo a Salcito, per scoprire le bellezze del paese, la sua storia, le tradizioni e le curiosità anche grazie alle foto anche di Alessia Mendozzi, Alessandra Natangelo e Pietro Iocca.

La storia

Il nome del paese è cambiato varie volte nel corso dei secoli e due sono le teorie. L’origine più sicura pare sia “Salectu” del periodo longobardo, in quanto nel territorio vi era una “Sala” dei Longobardi, ovvero un edificio composto di una sola grande stanza presso la quale venivano conferite le rendite fondiarie. È probabile che tale edificio, che era il più importante del loro primitivo insediamento, abbia poi dato luogo alla chiesa di San Basilio Magno, la quale è infatti costituita da un solo vasto ambiente principale. Altra ipotesi è quella che rimanda alla natura idrologica del territorio molto ricco di acqua e dove nascevano salici o salci ma la più probabile resta la prima.

Col tempo, poi, il nome è mutato, divenendo prima “Saliticum” o “Castrum Saliceti” del periodo normanno e svevo fino a divenire Salcito nel XV secolo.

Numerosi i feudatari che si succedettero: il primo fu Nicola d’Evoli nel 1337 che poi vendette il feudo a Bartolomeo di Pietravalle; a seguire vennero i Di Capua, i Galluccio, i Monticello, Francesco e Antonio de Regina e i Francone. Dei de Regina vi è da dire che questi parteciparono agli eventi della monarchia aragonese nel 1496 in quanto il feudo era stato donato dal Re Federico d’Aragona alla loro famiglia.

Cosa vedere

Monumenti architettonici di rilievo sono la Chiesa di San Basilio Magno e il palazzo marchesale che anticamente era un maniero medievale. Nella piccola chiesa vi sono reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Salcito: un capitello, decorato con motivi vegetali di epoca romanica e una base tronca con quattro tortiglioni. 

In paese, poi, nei pressi  della piazza principale, vi è il Parco della Rimembranza ove vi sono la statua del Milite Ignoto a terra, il monumento dei caduti, due mitraglie e un cannone. Poco fuori, lungo la Statale, invece vi è la Chiesa di San Lorenzo, particolare per la sua forma.

Fuori dall’abitato, invece, vi è il Parco delle Morge cenozoiche del Molise (ricadente anche nei territori di PietracupaTriventoLimosanoSant’Angelo LimosanoSan BiaseMontefalcone nel SannioRoccavivaraBagnoli del TrignoOratino Castropignano) in cui si trovano speroni rocciosi, morge appunto, di notevole dimensione. La più conosciuta è certamente la Morgia di Pietravalle, meglio nota come Morgia dei Briganti. Vi sono poi Pietra Martino e Pietra Lumanna. Vi consigliamo di andare a visitarle ma anche di vedere, foto a parte, il video realizzato dagli amici dell’Associazione InVista.

Cosa fare

In onore di San Basilio, patrono del Comune, si svolge la tradizionale benedizione dei taxi, provenienti da Roma (molti sono i salcitani trasferitisi nella Capitale per diventare tassisti, così come molti partiti anche da Bagnoli del Trigno). Varie, poi, sono le fiere che si svolgono nel corso dei mesi, soprattutto quelli della bella stagione.

Come gastronomia, buonissima e rinomata è la soppressata che si prepara in paese.

Paolo Pasquale

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