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Roccavivara | Foto Paolo Pasquale

Roccavivara

Roccavivara: alla scoperta di una delle perle della valle del Trigno

Il paese di Roccavivara è una delle località assolutamente da visitare in Molise poiché conserva una moltitudine di reperti storici, la maggior parte dei quali conservati nel Santuario di Santa Maria di Canneto. Ci troviamo nella valle del fiume Trigno e questa è la rubrica “ScopriAmo il Molise” in cui andremo a parlare di alcune curiosità storiche, monumenti e tradizioni di Roccavivara che potrebbero interessarvi, davvero.

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La storia

Le origini di Roccavivara si ritrovano nell’insediamento nel suo territorio risalente all’epoca sannitica, dato testimoniato dai reperti archeologici rinvenuti nel corso degli anni, come l’urna cineraria del tipo isernino e numerose altre testimonianze come una moneta d’argento greca della zecca di Pirro o delle monete romane di bronzo risalenti alle guerre puniche.

Dopo la sconfitta dei sanniti da parte di Mario, nel territorio di Roccavivara la tribù romana Voltinia prese il sopravvento, precisamente a Canneto dove l’insediamento romano si sviluppò notevolmente e dove tutt’ora si trova la Chiesa di Santa Maria di Canneto. Questo monumento dimostra come, nella vallata, era presente un’importante nucleo cristiano, caratterizzato in quei secoli dalla presenza di una chiesa, formando il Casale, ovvero la “Contrada”. Tra le contrade più importanti troviamo: S. Fabiano, Piana S. Giorgio, Canzano e Roccavivara; ciascuna di esse aveva una chiesa dedicata rispettivamente a S. Fabiano, S. Bartolomeo, S. Vito, ed a S. Michele Arcangelo.

Con lo sbarco dei normanni nel 1015, si formarono potenti feudi e contee che nella nostra regione ebbero il sopravvento, tra cui Ugo de Molhouse da cui, ricordiamo, ereditiamo il nome della nostra Regione “Molise”. Invece tra le ipotesi dell’origine del nome di Roccavivara troviamo “Rocca vivarium”, con vivarium s’intendeva un magazzino o, meglio ancora, riserva di caccia, e “Rocca” di “Vivara”, cioè la rocca della contrada Vivara tutt’ora esistente. Alcune fonti ci testimoniano che nel 1268 era feudatario di Roccavivara Gualtiero di Vollers, seguito da Bertrando Cantelmo, la cui discendenza tenne il dominio fino al 1442. Successivamente il potere passò ai Sangro, ai Carafa e ai Coppola fino all’abolizione della feudalità. Infatti nella riforma amministrativa delle province, volute dalla Repubblica Partenopea, Roccavivara fu assegnata al Dipartimento del Sangro e nel Cantone di Vasto, dal Distretto di Isernia al Distretto di Larino ed infine al circondario di Montefalcone nel Sannio.

Cosa vedere

Il territorio di Roccavivara offre una modesta scelta di monumenti di notevole importanza storica, come la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, e itinerari suggestivi e immersi nella natura pura e incontaminata della valle del Trigno.

Chiesa di Santa Maria di Canneto

Monumento con un prezioso valore storico-artistico è la Chiesa di Santa Maria in Canneto, che si erge nella omonima contrada che prende il nome da una caratteristica della relativa zona in quanto era ricca di canneti, per la sua vicinanza al fiume Trigno.

La chiesa venne costruita su un luogo di culto già esistente e ceduto successivamente, nel 706 d.C. ai monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno; infatti nel 1097 la chiesa appare nell’elenco dei beni confermati da Papa Urbano II all’Abate di Montecassino Oderisio, dopo la violenta distruzione del monastero per mano dei Saraceni. La facciata della chiesa è pressoché povera di decorazioni mentre l’interno della chiesa è a tre navate con copertura a capriate e colonne romane. Ciò che potrebbe anche incantare il turista o il pellegrino è l’atmosfera paradisiaca offerta da un giardino ben curato, fresco e silenzioso.

Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

E’ uno dei luoghi di maggior interesse ed è situato in Largo Chiesa, nel centro storico. E’ un monumento edificato nel XIII secolo e conserva al suo interno alcune decorazioni di capitelli delle cinque colonnine, una decorazione di ferro battuto con la croce irraggiata nella lunetta, altari laterali fastosi e aggiunte nel XVI secolo e una notevole fonte battesimale trecentesca su cui si possono notare delle decorazioni a motivi vegetali.

Villa romana

Proprio dietro il santuario sono presenti i resti di una villa rustica romana, un sito composto da edifici sia abitativi che produttivi; da alcune parti della pavimentazione a mosaico e dai grandi otri per la conservazione di olio o vino si può dedurre che era un complesso abbastanza produttivo, un esempio di “fattoria” romana.

Tradizioni e gastronomia

Tra gli eventi più importanti di Roccavivara nel giorno del santo patrono Sant’Emidio si svolgono Le Traglie, ovvero una sfilata di carri di grano trainati da buoi, tradizione simile a quella che si svolge a luglio nel borgo di Jelsi; oltre alla tipica tradizione della festa di San Giuseppe, giorno in cui le famiglie invitano a pranzo tre persone rappresentanti la Sacra Famiglia, tutto a base di baccalà e cereali.

Un’altra tradizione è quella del Gallo di San Rocco che consiste nel collocare un gallo, da qualche anno a questa parte sostituito con un gallo in gesso, in un tombino da cui fuoriusciva solo la testa e tentare di ammazzarlo bendati e rivolti verso gli spettatori; un’altra cerimonia importante è “Le sagne de la Madonna”, la quale prevede da parte dei devoti di inviare sette ragazze e un’anziana signora in località Santa Maria di Canneto in qualità di rappresentanti dei desideri e delle intenzioni della famiglia. Al loro ritorno in paese viene fatto trovare un piatto tipico realizzato con pasta fatta in casa condita con sugo o aceto e spezie varie, chiamato appunto Le Sagn’ de la Madonne.

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