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Pietracupa - Foto Paolo Pasquale

Pietracupa, alla scoperta della Betlemme del Molise

Pietracupa, viaggio tra le meraviglie della piccola Betlemme del Molise. Storia, arte, cultura, tradizioni ed eno-gastronomia.

Pietracupa, la cosiddetta piccola Betlemme del Molise, così come la considerano in molti per la sua particolare e straordinari conformazione, è posta nel cuore del Molise in quello che è conosciuto come Parco delle Morge.

Vi parliamo di Pietracupa, infatti, per ricollegarci all’evento Rocciamorgia, che coinvolge tre dei paesi del Parco: Trivento, Pietracupa e Salcito. Foto di Paolo Pasquale e Mario Di Laudo.

Storia

Pietracupa, dagli ultimi studi, pare sorse intorno al VI secolo d. C. come insediamento di monaci nelle grotte presenti nelle rocce di quello che è l’attuale parco. Fu antico feudo appartenuto a varie famiglie, dai Carafa ai Gaetani, dai Bracia ai Francone.

Cosa vedere

Attrazione principale del paese è la Chiesa di Sant’Antonio Abate, in posizione dominante sull’intero territorio circostante e caratterizzato dalla presenza di numerose caverne di piccola dimensione. Questa merita di essere visitata perché molto suggestiva; fa pensare ai luoghi di preghiera dei primi cristiani, molto tipica per la forma, la pavimentazione rudimentale e dove si conservano le pregevoli statue di Ortisei.Da visitare anche la Chiesa di San Gregorio Papa, costruita ai margini del paese e le piccole grotte del circondario ed il Museo della Rupe, mostra permanente di strumenti di tortura, tipica espressione dell’umana follia. Nella galleria  è possibile visualizzare alcune foto esplicative degli strumenti presenti nel Museo.

Tradizioni ed eno-gastronomia

Quattro sono le principali tradizioni del paese: il Carnevale, la Festa dell’Uva, la Messa domenicale antecedente il Natale e I cartocci e le ‘ndocce.

 

Carnevale: processo e esecuzione al carnevale, fantoccio portato per le strade da diavoli. Dopo il corteo, il fantoccio viene fissato dai diavoli ad un lungo filo metallico per essere gettato tra le fiamme sotto gli occhi dei genitori;

Festa dell’Uva: manifestazione che rappresenta momenti della raccolta e lavorazione delle uve. Sfilata di carri allegorici, realizzati con attenzione dagli abitanti del posto, vino e tante prelibatezze.

Messa domenicale antecedente il Natale: tradizione nata per caso dai rapporti familiari di Don Orlando con Enzo Ferro, inizialmente per uno scambio di auguri. Questi nel 1991 organizzò nella Cripta una messa cantata con la partecipazione del maestro d’organo Antonio Colasurdo, la moglie Mena, gli zampognari Iezza Claudio e Aldo che, oltre le note novene, eseguirono motivi composti proprio per la Grotta ed il Cristo della Grotta.

I cartocci e le ‘ndocce: nel tardo pomeriggio del 24 dicembre sulle finestre delle abitazioni del paese vengono accesi dei piccoli lumi a vento denominati Cartocci.  Per l’occasione vengono condotte in processione delle gigantesche torce chiamate “ ‘ndocce “ che assumono la forma di piramide di legno coronata da rami di alloro e di cipresso per renderla profumata.

Paolo Pasquale

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