pescopennataro
Pescopennataro | Foto Paolo Pasquale

Pescopennataro

Pescopennataro, alla scoperta del paese dell’altissimo Molise

Il borgo di Pescopennataro sorge nell’Altissimo Molise ed è senz’altro uno dei comuni più belli e caratteristici della regione. Posizionato su uno sperone roccioso, domina dall’alto dei suoi 1200 metri tutta la vallata del Sangro e, in condizioni di cielo limpido, non è raro riuscire a vedere le coste del mare Adriatico.

Paese della pietra, in quanto terra natale di maestri scalpellini, e borgo degli abeti, Pescopennataro vanta un paesaggio di incredibile bellezza e un territorio a prevalente vocazione turistico-ambientale, per via dei numerosi sentieri naturalistici, delle piste di sci di fondo, delle vie per l’arrampicata sportiva etc.

Il paesaggio che offre è incomparabile e si trasforma specie in autunno creando tonalità ed effetti davvero stupefacenti. Inoltre il comune fa parte dell’associazione “Borghi Autentici D’Italia”. Continuate la vostra lettura per saperne di più e visitate i social per restare sempre aggiornati:

La storia

Pescopennataro ha una storia antica da raccontare; storia che trasuda dalle pietre di cui sono fatte le case del paese.

Si ritiene che il comune sia stato fondato in età normanna, nell’XI secolo. Scelta per la sua ottima posizione geografica, in cima a un picco di montagna da cui dominare le valli e protetta, da un lato, da una parete rocciosa, deve alla sua collocazione strategica la fortuna di essere giunta fino a noi tutto sommato ancora intatta.

Non vi sono dubbi che il nome del paese derivi dalla duplice circostanza di essere posizionato su una grande roccia (pesclum o peschio) e che tale roccia abbia la forma appuntita (pinnata). Eventi disastrosi dovuti alla follia dell’uomo ma anche alle forze della natura hanno di fatto cancellato il disegno dell’impianto del nucleo antico di Pescopennataro, sicché, nella parte più alta della roccia, che si affaccia sulla valle del Sangro, rimangono deboli segni delle fondazioni di un antico castello, sicuramente esistente in epoca normanna.

Le caratteristiche medioevali del paese sono visibili ancora oggi, in particolare la porta denominata “di Sopra“, situata in prossimità della Chiesa Parrocchiale “San Bartolomeo Apostolo”, costruita intorno al 1600.

Il paese ha subito profonde trasformazioni per la distruzione di un gran numero di case che una volta erano tutte fatte con la pietra che abili scalpellini locali estraevano dalla roccia su cui il paese si era sviluppato. Un’attività che li rese celebri in tutto il territorio circostante. Pescopennataro è ricordata per tre gravi eventi: prima il sisma del 1805 che colpì il Matese, poi la morte di diverse persone per tifo a causa dell’avvelenamento di acqua potabile e infine la parziale distruzione del centro abitato nel 1943 da un incendio appiccato dai soldati nazisti.

Nel 1807 la comunità fu inserita nel dipartimento del Sangro, cantone di Agnone, poi passò nel distretto di Isernia, governo di Vastogirardi. Nel 1811 risulta aggregata al circondario di Capracotta insieme a Sant’Angelo del Pesco, con cui forma un comune unico; se ne distaccherà per diventare comune autonomo il primo maggio 1816.

Il maggior numero di abitanti viene raggiunto nel 1911 con 1.571 presenze. Successivamente, per via della crescente emigrazione prima verso le Americhe, poi verso Paesi Europei e successivamente nelle zone industrializzate dell’Italia, la popolazione subisce una costante diminuzione, fino a raggiungere gli attuali 290 abitanti circa.

Cosa vedere

Chiesa madre di S. Bartolomeo Apostolo

Nella Chiesa Madre di S. Bartolomeo Apostolo (1654), ricostruita nel XX secolo dopo le distruzioni delle guerre mondiali, si venera la Madonna Assunta rappresentata in una bella statua lignea. L’opera artisticamente più interessante è l’altare maggiore con il ciborio in legno dorato tra i più belli della regione.

La chiesa è ad una sola navata. Il primo altare laterale a destra è dedicato a S. Luca, che vi è rappresentato in grandezza quasi naturale (insieme al bue) nella statua che Felice Maria Calvitti fece realizzare nel 1889. Nella nicchia laterale vi è la Madonna del Carmine e, nell’altare che segue, la Madonna Immacolata con il serpente. A lato vi è S. Rocco.

Sull’ultimo altare vi è il quadro moderno della Madonna del Rosario tra S. Domenico con il cane e S. Rita coronata di spine. Intorno vi sono tondi seicenteschi con i 15 misteri del Rosario, alcuni dei quali sono stati grossolanamente rifatti. A lato, una nicchia con la statua ottocentesca di S. Giuseppe con il Bambino. Sulla parete di sinistra, invece, il primo altare è del XVII secolo ed ha colonne lignee decorate a rilievo con disegni floreali con la solita finestra sul timpano. Vi è rappresentata la scena dell’Annunciazione con vari santi e S. Margherita d’Antiochia (che protegge nei parti difficili) con il mostro che l’inghiottì.

L’altare successivo è dedicato a S. Bartolomeo Apostolo, rappresentato da Leo Paglione nel 1968, nel momento in cui i carnefici cominciano a scuoiarlo. Più avanti l’altare di S. Antonio e la nicchia che ospita la statua di S. Emidio Vescovo che invita a pregare Dio perché protegga dai terremoti: “Invoca me in die tribolacionis”. Una bella acquasantiera tiene rappresentato un pesce a rilievo nella vasca circolare che si regge su una deliziosa colonnina decorata con motivi floreali seicenteschi.

All’esterno ricordiamo la “Porta Di Sopra” uno dei monumenti più belli del paese, una arcata medievale posta di fronte alla chiesa madre di San Bartolomeo Apostolo.

Chiesa della Madonna delle Grazie

La chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie è situata nella piazza moderna. E’ ad una sola navata, ma chi la costruì volle creare l’illusione che fosse a tre navate accentuando la profondità dei semipilastri che separano gli arconi dell’aula che accolgono gli altari laterali. Di particolare interesse l’altare dedicato a S. Margherita d’Antiochia non solo per la statua ottocentesca della santa, tra le più originali del Molise per la presenza del mostro che la divorò e dalla cui pancia uscì usando la croce come un bisturi, ma anche per le originali decorazioni in stucco.

Mostrano in alto un ricco panneggio che fa da sfondo a due angeli a rilievo (uno regge un ombrellino da processione) che sono a lato di un Agnello sormontato da un ostensorio, da una Croce e dai simboli della Passione di Cristo.

Ugualmente notevole è l’altra statua con un possente S. Antonio Abate che si vede rappresentato con un cinghiale in luogo del solito porcellino, il bastone con la campanella ed il libro fiammeggiante. Sulla doratura della base si legge che il simulacro fu realizzato nel 1891 per devozione dei coniugi Angelomaria Fagnano e Giuseppa Antonia De Francesco.

Piazza Del Popolo e Fontana

Passeggiando per Pescopennataro è possibile ammirare la Fontana di Piazza del Popolo, realizzata a metà del 1700 in pietra locale, da Nicola De Lallo, uno dei maggiori scalpellini e disegnatori del secolo XVIII.

Museo Civico Della Pietra “Chiara Marinelli”

Merita di essere menzionato e visitato il Museo Civico della Pietra “Chiara Marinelli” aperto al pubblico dal 2006.  L’imponente collezione Preistorica è frutto di una ricerca trentennale e di uno studio costante ed appassionato sul territorio Alto Molisano.

Il Museo è nato sia per i numerosi ritrovamenti preistorici rinvenuti sul territorio di Pescopennataro e sia per la rinomata tradizione pescolana della lavorazione della pietra, dove, a partire dal 1700 circa, si era istituita una vera e propria scuola artistica di scalpellini.

Il Museo è suddiviso in due sezioni: la sezione Mario di Tullio è dedicata all’opera dei numerosi scalpellini di Pescopennataro; la sezione Pietra nei Secoli è invece dedicata alla Preistoria e alla storia dell’arte della pietra. La collezione comprende oltre 1600 manufatti in selce e calcare, molti dei quali di straordinaria fattura a testimonianza di un’industria litica raffinatissima che potremmo definire altamente specializzata. Tali reperti accertano la presenza ininterrotta intorno a quei luoghi di una comunità stabile e progredita che scheggiava la pietra già oltre mezzo milione di anni fa.  

L’Eremo di San Luca

L’Eremo di San Luca è posizionato in una grotta calcarea ad altre 1.500 metri s.l.m., in una posizione incantevole che permette una visione di tutto il territorio di Pescopennataro. Questo eremo è uno dei più maestosi eremi ricavati da una grotta.  La grotta è una piccola parte incastonata alla base di un’alta parete di pietra, che la sovrasta e che continua, se la si fiancheggia più avanti, a manifestare solennemente tutta la sua alta e scoscesa bellezza. Lasciando la strada e costeggiando la roccia si incontra subito la chiesetta di S. Luca, certamente costruita perché era insufficiente per i fedeli lo spazio della cappella della grotta.

Collocata com’è sotto lo sperone roccioso, questa chiesetta esprime una particolare attrazione, quasi un invito a riconoscere umilmente la religiosità nella magia estetica del luogo. La gente di Pescopennataro viene qui devotamente ogni anno il 10 settembre a prendere il quadro di S. Luca per recarlo in processione nel paese per poi riportarlo, sempre a piedi, nell’Eremo il 18 ottobre. Ma il vero fascino dell’Eremo si scopre soprattutto più dietro la chiesetta, quando si percorre il tratto finale della base concava dell’alta parete di pietra sino al punto in cui non si può andare più avanti. In questo luogo, se sulla sinistra c’è la protezione e la bellezza dell’elevata roccia scoscesa, sulla cui prominente base petrosa con sicurezza si può camminare, sulla destra invece c’è il rischio d’un lungo precipizio unitamente all’incanto del festoso bosco sottostante e del panorama che va al di là di esso.

Bosco Dell’Impero – Parco di Pinocchio

Il Parco di Pinocchio è un sentiero all’interno della pineta, denominata “Bosco dell’Impero”,dove è stato allestito un sentiero con le sculture rappresentanti momenti di vita di Pinocchio. Le sculture sono opere realizzate in occasione del 2° e 3° Simposio di Scultura Live tenutisi nel piccolo paese alto molisano nel luglio del 2008 e 2009. Artisti provenienti da ogni parte d’Italia, hanno raffigurato, ognuno secondo il proprio estro e la propria creatività, alcuni momenti della vita del giovane protagonista e dei suoi compagni del romanzo di Collodi. Altre sculture del 4° Simposio, dedicato alle Favole di Leonardo da Vinci, sono andate invece ad impreziosire la pista ciclabile che dal Parco di Pinocchio conduce all’area La Pescara. In onore del 150° anno dell’unità d’Italia, nel 5° Simposio, sono state scolpite sculture che vanno ad impreziosire il centro storico del paese.

Aree di interesse

Due sono le Aree SIC (Siti di Interesse Comunitario), quella del Bosco della “Vallazzuna” e quella del Bosco degli “Abeti Soprani” dove si snoda una rete di sentieri naturalistici che accompagna i visitatori in uno scenario molto suggestivo. Di recente sono state attrezzate alcune vie per l’arrampicata sportiva e per l’alpinismo, divenute già un richiamo per gli appassionati del genere provenienti da ogni parte d’Italia.

E’ un territorio a prevalente vocazione turistico-ambientale, per via dei numerosi sentieri naturalistici, delle piste di sci da fondo, ma ha anche impianti sportivi per soddisfare ogni esigenza, dell’area attrezzata di “Rio Verde”, di quella della “Pescara” (in località La Pescara e La Gallina vi sono delle piste di sci di fondo, strutture ricettive, sentieri e percorsi per escursioni con ciaspole e motoslitte). La località “Rio Verde” è facilmente raggiungibile con le automobili, e rappresenta un luogo ideale per il riposo e per la classica scampagnata domenicale fuori porta. Famose le sorgenti di acqua oligominerale sempre fresca.

Da citare sono anche il tratturo “ATELETA-BIFERNO” e la Zona Umida dei “LAGHI DELL’ANITRA”.

Vale la pena sostare ad ammirare il paesaggio intorno al borgo montano dal Belvedere del Guerriero Sannita, un angolo decisamente suggestivo, dove un tempo c’era la statua di bronzo di un guerriero in bilico su uno sperone di roccia (una copia della statua si trova nella pizza del paese).

Manifestazioni

Il borgo autentico di Pescopennataro vede numerosi ed importanti eventi tradizionali durante l’anno.

Fuoco in onore di Sant’Antonio Abate

La sera del 16 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate con l’accensione del tradizionale falò nella Piazza del Popolo. Attorno al fuoco vengono degustate pietanze tipiche locali come cotiche e fagioli, pizza di polenta coi cigoli, soppressata, salsiccia di carne e di fegato arrostita sulla brace, vin brulè.

Estate pescolana dal 1° luglio al 31 agosto

Dal 1° luglio al 31 agosto si svolge l’estate pescolana caratterizzata da numerose attività come escursioni guidate, giochi popolari, arrampicata sportiva e manifestazioni: sagra della lesca cincialosa e della scamorza, festa dell’anziano, staffetta mista (ski-roll, mountan-bike, podismo), concorso di scultura live, mostra mercato della lavorazione della pietra.

Festa in onore di San Luca Evangelista – 10, 11 e 12 settembre

Il mese di settembre è invece dedicato alle celebrazioni in onore di San Luca Evangelista. Il 10 settembre è usanza consumare il pranzo, a base di carne di agnello arrostito sulla brace, in località “San Luca”, nel Bosco “Abeti Soprani”. Nel primo pomeriggio, il quadro di San Luca viene prelevato dalla Cappella nel Bosco e portato a piedi alle porte del paese, in località “Preziosi”. Viene lasciato lì fino all’imbrunire quando, con una fiaccolata, dopo l’accensione di fuochi pirotecnici, il quadro viene portato nella Chiesa Madre di San Bartolomeo Apostolo, dove rimarrà fino al 18 ottobre.

Presepe Vivente nel centro abitato

Nel mese di dicembre Pescopennataro vive l’atmosfera natalizia grazie al presepe vivente per le vie del borgo.

Gastronomia

La cucina tipica del borgo di Pescopennataro propone diversi piatti tradizionali molisani. Protagonista della cucina locale è la carne fresca o trasformata in gustosi salumi ma, tra i prodotti enogastronomici di maggiore qualità, va sicuramente ricordato l’olio d’oliva: grazie alla natura incontaminata che caratterizza l’intera regione e grazie alla particolare conformazione orografica del territorio.

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