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Pesche - Foto Paolo Pasquale

Pesche, il presepe del Molise: storia, cosa vedere e tradizioni

Pesche: per la nuova tappa di #scopriamoilmolise conosciamo la storia, le bellezze da ammirare e le tradizioni del paese presepe molisano

La nuova tappa della rubrica #scopriAmoilMolise ci porta a Pesche, comune molisano della provincia di Isernia; 1682 abitanti per il borgo, a forma di libro, che somiglia ad un presepe.

Storia

Pesche, con il nome di Sant’Angelo di Isernia, risale alla fine del V secolo, periodo in cui gli abitanti di Bagno d’Isernia, che vivevano ai piedi di monte San Marco, in seguito alle invasioni barbariche, si spostarono a mezza costa, in località Rava, ai piedi di Le Peschie o Pescla o Pesclatura: zona delle pietre. Lo scenario che offre questo borgo è veramente straordinario. Pesche fu feudo della badia di Montecassino che lo diede a Guglielmo Pesche come suffeudo; in seguito si successero al potere tante altre famiglie nobiliari fino ai Grimaldi.

Tra le attività più tradizionali vi sono quelle artigianali che, pur non essendo diffuse come nel passato, non sono del tutto scomparse, distinguendosi per la lavorazione del legno, ad intaglio, a mosaico, o per la realizzazione di mobili e di altri oggetti.

Cosa vedere

Il paese ha la disposizione di un libro perché le case sono costruite con un dislivello una sull’altra su di un costone roccioso, tanto da sembrare un presepe naturale. Gli amanti dell’archeologia possono ammirare i resti del castello di epoca longobarda, diverso nella struttura dagli altri della regione. È da visitare anche la Chiesa di San Michele Arcangelo del 1593, con un altare maggiore di pregevole fattura e con due semplici navate. Caratteristica anche la Chiesa di Santa Maria dei Bagni in cui si può ammirare un dipinto del 1500 che raffigura una Madonna del Bagno.

Da qualche anno, in loc. Fonte Lappone, è si trova una sede del’Università del Molise dove è situato il Dipartimento di Bioscienze e Territorio, sede dei corsi di laurea in Informatica, Ingegneria Edile, Scienze Biologiche e Scienze Turistiche, nonché alcuni corsi di laurea magistrale.

Tradizioni ed eno-gastronomia

Il territorio limitrofo è ricco di bei paesaggi (nell’agro circostante il borgo fu istituita nel 1982 la Riserva Naturale Orientata che oggi si estende per quasi la metà del territorio comunale) ove è possibile passeggiare, scoprire la natura, fare pic-nic, gustare il buon vino del luogo e i cibi semplici della buona cucina pescolana.

Eleonora Mancini

 

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