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Oratino con Monte Miletto alle spalle - Foto Paolo Pasquale

Oratino, viaggio nel cuore del Sannio in uno dei borghi più belli d’Italia

Con la nuova puntata di ScopriAmo il Molise vi portiamo ad Oratino, nel cuore del Sannio in uno dei Borghi più belli d’Italia. Foto a cura di Paolo Pasquale, Pietro Iocca e Antonio Vinciguerra.

Oratino è un ridente borgo arroccato su una rupe calcarea che domina la valle del fiume Biferno e che, dal cui belvedere, si può ammirare in tutta la sua ampiezza. il paese è noto, oltre che per la sua bellezza anche per aver dato i natali a numerosi pittori, scultori, vetrai, scalpellini, artigiani del legno che hanno lavorato non solo nel Molise ma anche in Puglia, Abruzzo e Campania della cui attività il centro storico conserva testimonianze importanti.

Andiamo con ordine, però, ed iniziamo dalla…

…Storia

Oratino, già esistente ai tempi dei Longobardi, fu feudo di varie famiglie, di Roberto d’Angiò e in seguito dei D’Evoli, dei Gambatesa, degli Sforza e dei Di Capua; di grande importanza per il territorio fu il dominio della famiglia Giordano che con il loro mecenatismo protessero gli artisti con costante impegno. Il periodo d’oro che il paese visse fu tra il Seicento e l’Ottocento quando la fama dei suoi pittori, scultori e scalpellini superò l’ambito regionale.

Visibile sia dalla Bifernina che dal belvedere è “La Rocca“, resti di una torre longobarda. Dagli scavi effettuati nella zona è stato possibile individuare le diverse fasi di insediamento, la più antica delle quali risale all’età del bronzo. Una seconda fase riguarda il periodo sannitico, testimoniata dai resti della cinta muraria fortificata. La fase successiva è quella relativa alla formazione di un abitato medioevale che fu ulteriormente fortificato, come dimostra la torre, prima di essere distrutto da un terremoto e poi abbandonato. Scopriamo dunque…

…Cosa c’è da vedere

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Nel paese è certamente da vedere la chiesa di Santa Maria Assunta, medioevale, più volte restaurata, che presenta un’opera, l’Assunzione della Vergine, terminata da Ciriaco Brunetti, artista molisano oratinese noto per la vena rocaille e la freschezza dell’impostazione, proveniente da una famiglia di artisti; meraviglioso è anche l’ostensorio di fine fattura e il dipinto su tela ad olio “l’Ultima Cena” che è presente sull’arco della navata centrale. Dell’attività degli scalpellini ad Oratino si possono notare ancora molti esempi, come i portali ottocenteschi delle case Petti e Giuliani e quello settecentesco del Palazzo Ducale, palazzo Giordano. Quest’ultimo è il risultato delle molte ristrutturazioni di un edificio fortificato quattrocentesco, munito di massicce mura a scarpa.

Fuori dall’abitato c’è la chiesa di Santa Maria di Loreto dove si trovano affreschi dei fratelli Brunetti, nativi del luogo, e due statue lignee, notevoli per la finezza dell’intaglio, probabilmente realizzare da Carmine Latessa, scultore oratinense. Sempre nella stessa chiesa si possono ammirare dipinti dei fratelli Brunetti e un’altra statua lignea del Giovannitti, raffigurante Sant’Antonio Abate. In località la Rocca, come detto, ci sono i resti di una torre costruita dai Longobardi; intorno a tale costruzione varie sono le leggende: alcuni ritengono sia stata la casa del brigante Lorenzo Di Iorio della banda Caruso, altri dicono che custodisca un tesoro formato da una capra e sette capretti d’oro.

Tradizioni ed eno-gastronomia

La tradizione è ancora tenuta in vita dagli oratinesi che al visitatore che arriva in paese mostrano con orgoglio i balconi e i portali di alcune case, opera dei pregevoli scalpellini, tra cui quello Pasquale Chiocchio, il cui nome è legato alle guglie e ai capitelli del Santuario di Castelpetroso. Il rito più importante è quello che si svolge la vigilia di Natale sul sagrato della chiesa madre: la Faglia, un fascio di canne alto dai 12 ai 15 metri che viene bruciato nella serata in segno di festa.

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