Narratografo

Narratografo, nuovo portale di Stefano Di Maria

Narratografo, nuovo portale di Stefano Di Maria

E’ capitato già qualche volta di nominarvi Stefano Di Maria, vuoi per le sue mostre  (qui l’ultima), vuoi per attività legate all’Associazione InVista o altro ancora, oggi, però, ve ne parliamo più nello specifico, presentandovi il suo nuovo portale Narratografo che potete seguire collegandovi al sito o seguendo la Pagina Facebook.

Cosa vuol dire, però, narratografo?

Vuole essere una fusione tra la narrazione e la fotografia, due grandi passioni di Stefano. Nello specifico, però, ci spiega lui stesso questo termine nella presentazione della Pagina Facebook:

“Qualche tempo fa ho trovato in giro per la rete questa nuova parola, “narratografo”, e mi ci sono identificato!!! Un fotografo non lo sono e non sono neppure uno scrittore: sono uno smemorato che ha bisogno di scrivere e fotografare…e sono un chiacchierone, per cui mi piace condividere i bei momenti che la fotografia mi concede”.

Racconti, dunque, pagine e pagine dei diari, dei fogli sparsi e dei bigliettini su cui appunta le cose, sensazioni, avventure e storie, passate o appena vissute.

Vi invitiamo a seguirlo, vi farà vivere avventure incredibili, scoprirete storie e tradizioni ormai lontane nel tempo e persone fantastiche.

Vi lasciamo ad un estratto del primo racconto pubblicato sul sito riguardante i Tholos, antichi rifugi per pastori trovati e fotografati sulle montagne di Frosolone in un pomeriggio durante il quale, il sottoscritto, ha avuto l’onore ed il piacere di vedere Stefano “in azione”.

Continua così Stefano, continua a farci sognare!

Paolo

THOLOS, RIFUGI PER PASTORI

Quando la testa è vuota si può provare a mettersi contro vento cercando di riempirla con tutte le idee che la massa d’aria in movimento ha tolto a qualcun altro e porta a spasso come il segnale di un ripetitore. Con un po’ di fortuna potrebbe arrivare lo spunto giusto o, se va male, succede come capita a me: se il vento è freddo mi si ghiaccia la testa e non ragiono più; viceversa, se il vento è caldo so pensare solo che mi manca l’aria. E allora io preferisco starmene dove c’è un riparo, va bene anche dentro la macchina.
Tuttavia, ho trovato un posto che è una svolta per qualsiasi persona che ama scrivere. Dov’è? Com’è? Via con l’immaginazione: si prenda un posto in montagna, dove tutt’intorno ci sono animali che pascolano col rischio prevedibile che un lupo salti fuori e faccia il suo lavoro di cacciatore. In questo posto si immagini di trovare un capanno in pietra dove dentro ci si può stare solo seduti, dove se si vuole scrivere o disegnare ci si può poggiare solo sulle proprie ginocchia; un piccolo spazio dove si accede per mezzo di una porticina stretta, dove il vento non entra e dove quando fa freddo ci si può riparare e quando fa caldo ci si rinfresca.
Un posto così l’ho trovato ma, per quanto ne sappia, non ha mai ospitato altri che non siano pastori dei secoli scorsi o animali in cerca di ripari temporanei. Sto parlando dei piccoli tholos, che si possono trovare sparsi su per le montagne del Molise occidentale. Strutture piccole costruite con pietre lisce, piatte, poggiate l’una sull’altra senza bisogno di malte e leganti. Sopravvivono, quelle che ce la fanno, solo per mutuo contrasto e sembrano uova ficcate nel terreno. (…per continuare clicca qui).

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