mostra fotografica
Luca Nizzoli Toetti davanti alcune delle sue foto - Paolo Pasquale

Mostra fotografica “L’Europa di Luca Nizzoli Toetti” a Campobasso. Intervista all’autore

Mostra fotografica “L’Europa” di Luca Nizzoli Toetti a Campobasso. Intervista all’autore

Come scritto nell’articolo di ieri e mostrato sulla nostra pagina Facebook, è in corso a Campobasso la mostra fotografica “L’Europa di Luca Nizzoli Toetti” organizzata dal Centro per la Fotografia Vivian Maier. Sabato 24 c’è stato l’incontro con il fotografo presso lo Spazio Immagine in vico Persichillo a Campobasso; nella giornata di domenica 25 noi siamo tornati alla mostra e lo abbiamo intervistato, ecco cosa ci ha detto. Intervista e foto a cura di Paolo Pasquale.

Luca Nizzoli Toetti

Com’è nata la tua passione per la fotografia?

Faccio il fotografo da quando ho pochi anni di vita; poi, fortunatamente, la passione è diventata un lavoro. Sono stato fortunato, dunque, a trasformare quella che è un’indole di un ragazzino in un lavoro, però nasce da lontano; ho fotografie di me a 5 anni con una macchina fotografica al collo, ho sempre fatto quello (sono io quel bambino sulla home page del sito, avevo 7 anni).

L’idea dei viaggi in giro per l’Europa, invece, come è nata?

L’idea di confrontarsi con l’Europa è nata dal fatto che, noi della mia generazione, siamo cresciuti con il mito dell’Europa, il mito di un’identità unitaria e più ampia di quelli che sono i confini nazionali. Volevo dunque vedere veramente cosa eravamo, cosa siamo, cosa siamo diventati, in cosa ci siamo trasformati e cercare di capire davvero chi siamo. Sono partito dunque dall’est Europa, ovvero dove quell’Europa burocratica ancora non è arrivata e dove, probabilmente, non arriverà mai più. In seguito ho esplorato l’Europa “nostra”, il nostro continente.

Il primo viaggio, dunque, è diventato un libro, “Almost Europe” mentre con gli altri tre viaggi, 2013, 2014 e 2015, riuniti nel libro “Still Europe”, ho attraversato da un capo all’altro l’Europa dove ho cercato di capire cosa siamo. Si vede, anche dalle mie fotografie, che l’Europa è un luogo molto eterogeneo e molto simile. La cosa più importante che abbiamo è il background culturale che ci accomuna, tanto con i ciprioti che con gli islandesi. Aver vissuto tutti la storia dell’antica Grecia o di Roma, studiare gli stessi scrittori, da Dante a Joyce, ci accomuna molto più di quanto si possa credere al resto d’Europa.

Qual è una nazione che ti ha colpito particolarmente e dove hai trovato maggior differenza con l’Italia. 

E’ chiaro che l’Italia, essendo nel sud dell’Europa, ha più punti in comune con le altre nazioni del sud, dalla Spagna alla Grecia. Quanto più a nord vai più ti confronti con grosse differenze e, da italiano, le maggiori differenze le ritrovi nel cibo. Anche se poi la capacità di dialogo ed il fatto di avere una grossa base comune è utile. I luoghi visitati mi hanno colpito tutti e quello che mi interessava di più era raccontare le città in maniera molto delicata e per fare ciò le ho visitate senza pregiudizi o preconcetti.

E’ la prima volta in Molise?

Si. A Milano con Massimo (Di Nonno, ndr) abbiamo sempre scherzato sul Molise che non esiste. A Napoli fotografai la scritta “Molise is not real”. Avevo delle grandi aspettative. Ho girato un po’ in questi giorni ed ho trovato una campagna bellissima; la città di Campobasso l’ho trovata molto intima, non sembra di camminare per dei vicoli, ma sembra di farlo nel corridoio di casa. Ho trovato un’atmosfera molto familiare, intima, si sentono le voci dalle finestre; sembra veramente di camminare per i corridoi di casa. Sensazioni simili le trovi solitamente nei borghi più piccoli, Campobasso invece è capoluogo di regione e proprio parlandone in questi giorni, Campobasso è piccolina, un gioiellino e più che un capoluogo di regione è un capoluogo di famiglia, dove si conoscono tutti. Tutto molto familiare e molto bello. Abbiamo mangiato benissimo, pizza e minestra dovrebbe essere famosa nel mondo!

E’ possibile paragonare Campobasso ad una città europea?

Mi risulta impossibile fare un paragone, un po’ perché non la conosco bene, un po’ perché tutte le città italiane hanno una quantità tale di monumenti e bellezze che vincerebbero a mani basse contro quelle estere. La domanda però è profetica perché ciò che faremo per il terzo libro è quello di andare a visitare le città Texane che hanno nomi di città europee, ovvero andremo a cercare l’Europa che abbiamo esportato. Abbiamo già trovato quasi 25 città di quelle visitate in Europa che hanno un corrispettivo nel solo stato del Texas, dove c’è Londra, Odessa, Roma, Milano, Berlino, Stoccolma, Italia, Lago di Como, Alpi Svizzere e molte altre.

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Luca Nizzoli Toetti davanti alcune delle sue foto – Paolo Pasquale

Non resta dunque che andare a visitare questa mostra che vi permetterà di fare un viaggio in tutta Europa ammirando tante belle fotografie. Un grazie immenso a Luca per la disponibilità ed al Centro per la Fotografia Vivian Maier per aver, ancora una volta, offerto al popolo molisano un importante spunto di riflessione attraverso la fotografia.

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