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Montenero di Bisaccia - Foto Pietro Iocca

Montenero di Bisaccia, tappa in basso Molise con ScopriAMO il Molise

Montenero di Bisaccia, tappa in basso Molise con ScopriAMO il Molise

Torna ScopriAMO il Molise, oggi siamo in basso Molise per andare alla scoperta di Montenero di Bisaccia. Buona passeggiata!

Storia

Borgo dalle origini molto antiche, posto a circa dieci chilometri dalla costa molisana; riguardo le sue origini non si hanno notizie certe, secondo alcuni, però, le prime informazioni sarebbero riconducibili all’età neolitica. Ha avuto origine dal villaggio di Bisaccia, del quale ha conservato il nome ed i cui ruderi sono in parte ancora visibili ad un chilometro circa dall’abitato attuale. Il villaggio fu abbandonato a seguito delle invasioni barbariche, quando gli abitanti si rifugiarono prima nelle grotte arenarie, successivamente iniziarono a stabilirsi sulla collina detta, appunto, “Monte Nero” per la fitta boscaglia che la ricopriva.

La notizia più antica di Bisaccia e di Montenero risale all’anno 872, quando faceva parte delle dipendenze dell’Abbazia di S. Maria a Caleno, del vicino Gargano. Dal catalogo Borrelliano del 1187 si apprende che “Riccardus de Anglono (di Agnone, della famiglia Borrello) tenet Picatium (Petacciato) quod est feudum II militum, et Bisacium, et Montem nigrum quod est feudum II militum,…”. Nel 1315 il feudo di Montenero passò, per volere del re Roberto d’Angiò, al proprio fratello Pietro, conte di Gravina. Nei secoli che seguirono molte furono le famiglie feudali a cui appartenne Montenero: i d’Artus, i Cantelmo, i Sangro, i Consalvo, i Carafa, i Caracciolo e, infine, i D’Avalos.

Il centro abitato, posto su un colle, un tempo ricoperto da folte boscaglie, si estende armonicamente verso la pianura. Il centro storico, che poggia su un banco tufaceo che favorì l’originario insediamento urbanistico, è caratterizzato da abitazioni più vecchie, strette attorno alla chiesa. La zona di più recente costruzione, che guarda verso il mare, si stende lungo il dorso della collina.

Monumenti

Tra i principali elementi del patrimonio architettonico del Comune figura la torre di Montebello, edificata intorno al XIII sec. Situata nella contrada omonima, a pianta quadrata, è a due piani collegati da una angusta scala a chiocciola. L’ingresso è elevato rispetto al piano di base ed è raggiungibile da una scalinata in muratura.

Gli edifici sacri da visitare sono l’antica chiesa parrocchiale di San Matteo Apostolo, che conserva un notevole organo costruito del 1740, ed il coro, del 1787, decorato ad intaglio, per opera di Francesco Mascia; la chiesa di Santa Maria Santissima di Bisaccia, edificata nel 1811 sui ruderi della cappella di Bisaccia, conserva un quadro molto antico, raffigurante la Madonna, appartenuto all’antica costruzione; le piccole chiese di Santa Maria del Carmine, San Giovanni Battista e Sant’Antonio Abate.

Di notevole interesse geologico le grotte arenarie che caratterizzano l’intera collina tufacea di Montenero.

Tradizioni ed eno-gastronomia

Molte manifestazioni sacre e profane vengono organizzate durante l’anno; tra le prime, la più suggestiva riguarda la rappresentazione del Presepe Vivente che si ripete ogni anno dal 24 dicembre al 6 gennaio nelle grotte arenarie. Tra le ricorrenze non religiose ricordiamo il Carnevale, con la sfilata di carri allegorici. Ad agosto invece, in occasione del ritorno estivo di molti monteneresi, si organizza “l’Estate Montenerese”: tra le diverse iniziative culturali e di svago, le più importanti sono la mostra nazionale dell’artigianato, la sagra della ventricina, la festa della trebbiatura e la festa del vino.

Fanno parte della gastronomia montenerese la porchetta e la ventricina, gustoso e piccante insaccato tipico del luogo.

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