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Montagano - Foto Paolo Pasquale

Montagano, scopriamo il paese e le sue peculiarità

Montagano, scopriamo insieme il paese e le sue peculiarità. Nuova tappa di #ScopriAmoilMolise

Continua il nostro viaggio tra i comuni molisani alla scoperta della loro storia, delle bellezze da ammirare e delle tradizioni, anche eno-gastronomiche; siamo oggi a Montagano, comune di 1060 abitanti della Provincia di Campobasso che sorge a 801 metri sopra il livello del mare. Partiamo, allora, e facciamo un giro in questo magnifico borgo.

Cenni storici

Il nome “Montagano” deriva probabilmente da “montis” più “aganòs” che in greco antico significa letteralmente “monte bello“. L’origine del paese si fa risalire all’anno 1039, quando i principi di Benevento, Pandolfo e Landolfo, proclamano attraverso un documento noto come “Pergamena Montaganese“, l’indipendenza del comune e il suo riconoscimento come borgo libero. A ribadire la nomina del paese a Municipio è un’iscrizione presente nel pavimento della chiesetta di Santa Maria a Faifoli. Tra il 1600 e il 1700, il paese ebbe una fioritura economica nel campo agricolo grazie all’ingegno del parroco Damiano Petrone che diede ai “peccatori”, come penitenza, il compito di piantare nelle proprie terre alberi vari. In tal modo, la campagna rifiorì.

Da visitare

Particolare interesse riveste il bosco “La Difesa” la cui storia risale ad un’epoca caratterizzata da briganti e viandanti. La conformazione del bosco e la marcata linea del tratturo che lo percorre sono testimonianza del passaggio, in epoche passate, di carovane, probabilmente appartenenti a gruppi di contadini nomadi, che venivano attaccate e saccheggiate da bande di briganti che nel bosco trovavano rifugio e riparo.

Il paese è, invece, caratterizzato da case in pietra calcarea bianca. Sono presenti diverse palazzine anticamente abitate da famiglie nobiliari che presentano elementi neoclassici, come le nicchie. In buono stato si trova Palazzo Tagliaferri – piccolo gioiello neoclassico nella facciata, con copertura a botte, e fonte absidale arricchita da semicolonne corinzie e decorazioni a stucco – abitato da sempre dai proprietari che ne hanno mantenuto l’atmosfera nobiliare. Il visitatore resta colpito anche dalla Cappella di Santa Filomena, annessa allo stabile.

Semplici e senza pretese la Chiesa parrocchiale dell’Assunta e la Chiesa di Sant’Antonio di Padova, con facciata ottocentesca in stile neorinascimentale. Caratteristica anche la Badia di Santa Maria in Faifoli, che Pietro da Morrone – futuro Papa Celestino V – fece restaurare nel 1276 circa. Il luogo è incantevole; artisticamente, notevole il portale gotico. Il castello di Montagano, del XII secolo, fu costruito come centro di controllo del contado e fu fortificato da Federico d’Aragona nel 1456. Dopo il terremoto del 1805, fu restaurato ed oggi ha la forma di un palazzetto signorile. Si trova sopra un colle in frazione Collerotondo, adagiato su uno sperone roccioso.

Tradizioni

Nel mese di agosto, il borgo vecchio rivive l’atmosfera della corte feudale poiché vengono allestite botteghe artigiane dove i personaggi tipici dell’epoca lavorano mentre il signore feudale passa in rassegna il suo feudo con i vassalli in corteo lungo i vicoli che risuonano al rumore del passaggio degli zoccoli dei cavalli. Da segnalare, altresì, il Coro polifonico, il Complesso bandistico e la Compagnia Filodrammatica locale che operano in concerti e rappresentazioni.

Gastronomia

La buona cucina di Montagano spazia dalla pasta fresca: “i tacconi” – la più nota – maccheroni a forma di fusilli della grandezza di un dito che vengono conditi con pomodoro, basilico e abbondante pecorino; i cavatelli; pasta e fagioli; soppressate; vino moscato locale.

Eleonora Mancini

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