Storia del Molise: dai Sanniti ad oggi

Storia del Molise

Per parlare di un luogo, di una regione, di un evento o di un oggetto qualsiasi è necessario conoscere la storia, ecco dunque che in questo articolo ripercorreremo a grandi passi la storia della nostra regione, dalle origini ai giorni nostri.

Epoca dei Sanniti e romana

Storicamente gran parte del Molise si identifica con l’antico Sannio. Infatti quasi tutto il suo territorio era abitato dalle tribù Sannitiche.

A partire dal III secolo a.C. subì l’invasione dei Romani, che crearono le loro colonie nei principali centri abitati già esistenti: Saepinum-Sepino (CB), Larinum-Larino (CB), Aesernia-Isernia e Venafrum-Venafro (IS).

Alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, il territorio molisano fu devastato dai Goti (535-553), e poi incluso nel Ducato longobardo di Benevento.

Dal 667 al 1200 ca., dai gastaldati alla Contea di Bojano

Sotto il dominio del Ducato longobardo di Benevento venne suddiviso in sei gastaldati tra i quali quello di Bojano. Il gastaldato di Bojano, intorno al 667, era stato concesso al condottiero bulgaro Alzeco, che divenne il primo gastaldo di un’area pressoché disabitata. Ad Alzeco fu accordato il titolo del gastaldato di Bojano dal Re longobardo Grimoaldo.

I bulgari erano presenti oltre che a Boiano anche a Sepino, Isernia (cittadine affermate già in epoca Romana) e nella zona dell’agro dell’attuale Campobasso. Tombe umane di un tipo steppico-nomade così come sepolture equine databili dalla seconda metà dell’VIII secolo attestano la presenza proto-bulgara nel Molise in questi luoghi. Nella sua vita, Paolo Diacono, scrisse che i discendenti di questi proto-bulgari parlavano ancora il loro idioma originario, così come il latino. I discendenti proto-bulgari formarono con gli abitanti del luogo una unica comunità interscambiando tradizioni, linguaggio, usi e costumi, circostanza che viene confermata anche dallo studio effettuato da Francesco D’Ovidio.

1045 al 1210 , dalla Contea di Bojano al Contado di Molise

Nel 1045 il condottiero normanno Rodolfo di Moulins, disceso in Italia Meridionale con gli Altavilla, conquista la Contea di Bojano. È con l’arrivo dei normanni e della famiglia de’ Moulins, tra la fine dell’XI secolo e l’inizio dell’XII secolo, infatti, che comincia ad affermarsi il toponimo Comitatus Molisii riferito, appunto, alla contea di Bojano, che, nel contempo, aveva inglobato altre contee dove governavano altre signorie feudali. Rodolfo di Moulins (noto anche come Rao o Rodolfo De Molisio o di Molise) fu il primo conte del Molise.

Territori quali Venafro, Larino, Trivento, Isernia, Campomarino, la montagna del Matese, Pietrabbondante, Termoli, Mignano fino a Capracotta, Capriata e Prata passarono quindi sotto la signoria dei de’ Moulins. Nel contempo la città di Campobasso assunse un’importanza economica sempre crescente riuscendo a diventare la “capitale” della Contea. Il nome Molise, quindi, compare nel Medioevo centrale per identificare una contea di appartenenza della famiglia normanna dei de’ Moulins.

Conte Guidomondo; Signore normanno del Castrum Molinis (Mortagne-au-Perche);

  • Rodolfo de Moulins (o di Molhouse, de Molinis o Molisio) – Condottiero normanno, I Conte di Boiano e del Comitatus Molisii (1053ca.);
  • Guidmondo figlio di Rodolfo de Moulins – II Conte di Boiano e del Comitatus Molisii;
  • Rodolfo II figlio di Guidmondo e Emma d’Eboli – III Conte di Boiano e del Comitatus Molisii (1092);
  • Ugo I; IV Conte di Boiano (1095) – Conte del Molise;

Nel 1130 Ugo I, aveva trasferito la sua dimora, da Bojano ad un borgo poco lontano dove ancora esiste un villaggio chiamato Molise, poi successivamente a Campobasso. Nel 1144 assunse quindi il titolo definitivo di Conte di Molise unificando tutti i titoli conferiti alla famiglia de Molinis.

  • Simone; II Conte di Molise;
  • Ugo II (1128-1160); III Conte di Molise;
  • Riccardo di Molise o di Mandra; IV Conte di Molise; figlio di Ugo II di Molise e di una figlia illegittima del re Ruggero di Sicilia.
  • Ruggero; V Conte di Molise (1170);

La casata dei de Molise finì nel 1326 con la morte di Guglielmo Clarisia de Molisio.

Si era, dunque, formata una entità territoriale unificando le varie contee sotto controllo della Contea di Bojano, che i normanni chiamarono Comitatus Molisii ovvero Contado di Molise, che avrebbe conservato una propria peculiare identità nel corso dei secoli. Il dominio della famiglia si estinse verso la fine del secolo XII. Tale condizione determinò anche la fine della Contea, che si smembrò in piccoli feudi. Dai Conti del Molise discesero presumibilmente altre casate come i Montagano, i Luparia, i Pietravalle, i Montaquila, i Busso, i Castropignano, i Cantalupo, i Pescolanciano, i Santangelo, i Gambatesa, che si divisero il territorio della contea, e delle quali sono testimoni ancora oggi diversi comuni che ne riprendono la denominazione.

1221 al 1806, dal Contado di Molise alla Provincia di Molise

L’integrità del Molise, come detto, fu conservata fino al 1221, anno in cui Federico II di Svevia attaccò e conquistò Boiano convocandovi i feudatari e i nobili a lui fedeli. Da quel periodo il territorio cominciò ad essere parte del Regno di Sicilia (che successivamente fu denominato Regno di Napoli e infine Regno delle Due Sicilie dal 1816 dopo il Congresso di Vienna). Quindi dal 1221 il territorio molisano divenne la sede di un giustizierato (Justitiaratus Molisii), cioè di un distretto di giustizia imperiale, dove l’autorità del re si sovrapponeva a quella dei feudatari. In realtà, l’amministrazione della regione era congiunta a quella della Terra di Lavoro, che insieme formavano un unico distretto denominato Justitiaratus Molisii et Terra Laboris.

I due territori condivisero il medesimo giustiziere fino al XVI secolo, quando dal 1538, il Regno di Napoli fu conquistato dalle truppe aragonesi (che vi istituirono un vicereame), il Molise fu staccato dalla Terra di Lavoro e aggregato alla Capitanata (regione storica corrispondente all’incirca alla attuale provincia di Foggia). L’aggregazione alla Capitanata cessò nel 1806, quando con la legge 132 “Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno” varata a Napoli dal Re Giuseppe Bonaparte, si riformarono i confini e si delinearono le Province e l’intera ripartizione territoriale del Regno di Napoli basata sul modello francese. Questa Legge soppresse il sistema dei giustizierati.

Ci furono poi negli anni successivi fino al 1811, una serie di regi decreti che completarono il percorso d’istituzione delle province. In base alla suddetta riforma del 1806, quindi, fu stabilita la separazione del Contado di Molise dalla Capitanata. Il processo di definizione dei confini terminò nel 1811 e la provincia del Molise raggiunse quasi tutta la dimensione dell’attuale Regione Molise

Dal 1º gennaio 1817, l’organizzazione amministrativa venne definitivamente regolamentata con la Legge riguardante la circoscrizione amministrativa delle Province dei Reali Domini di qua del Faro del 1º maggio 1816.

Fu questo un periodo di isolamento e di grave crisi economica e sociale, data la presenza sul territorio di numerose bande di briganti. Il Molise perse così l’identità originaria.

1806 al 1811, Provincia di Molise

Con l’invasione francese, ufficialmente il 27 settembre 1806, con la legge 132 del 1806 Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l’8 agosto di quell’anno, con Napoleone, il Molise divenne per la prima volta una provincia autonoma denominata Provincia di Molise con Campobasso capoluogo e che era suddivisa in tre distretti:

  • Distretto di Campobasso, dal 1806;
  • Distretto di Isernia, dal 1806;
  • Distretto di Larino, istituito nel 1806 come parte della Capitanata e (con mutamenti territoriali) aggregato alla regione nel 1811.

1811 al 1962

La provincia di Molise ebbe un forte sviluppo grazie alle opere infrastrutturali e alle politiche messe in atto dal Re di Napoli Gioacchino Murat (succeduto a Giuseppe Bonaparte) a partire dal 1811, e l’annessione di Larino, Venafro e di parte della Valle del Volturno.

Dall’epoca del Regno di Napoli il territorio molisano era in realtà compreso in quattro giustizierati diversi: il Contado del Molise, l’Abruzzo Citeriore, la Terra di Lavoro e la Capitanata; ancora oggi è possibile riscontrare differenze dialettali, gastronomiche e folkloristiche fra queste quattro aree. Con l’annessione al Regno d’Italia, nella regione scoppiarono molte ribellioni che furono completamente sedate solo alla fine del XIX secolo.

Nel corso della Seconda guerra mondiale, il territorio attorno a Campobasso fu interessato da duri combattimenti, che si conclusero nel settembre 1943, con lo sbarco degli alleati a Termoli.

Dal 1963 a oggi

Nel 1963, grazie a una disposizione transitoria che consentì di derogare ai limiti imposti dall’art. 132 della Costituzione italiana, la provincia di Campobasso venne distaccata dalla preesistente regione Abruzzi e Molise (che al contempo venne rinominata in Abruzzo), elevata a regione e nominata Molise. Campobasso divenne capoluogo di regione. Il 3 marzo 1970 una parte del suo territorio venne scorporata e istituita come Provincia di Isernia, con Isernia capoluogo. Il Molise è oggi quindi, con le due province di Campobasso e Isernia, la ventesima e più giovane regione d’Italia.

Altilia

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