Matrice
Matrice - Foto Pasquale Zeoli

Matrice, visita in paese alla scoperta di storia, bellezze e tradizioni

Matrice, visita in paese alla scoperta di storia, bellezze e tradizioni

Dopo una settimana di pausa causa speciale sugli eventi del Carnevale, torna l’appuntamento con la rubrica #ScopriAmoilMolise con la quale, oggi, vi portiamo alla scoperta del paese di Matrice. Un ringraziamento al Sig. Pasquale Zeoli per le foto e per le notizie riguardanti il paese, le sue bellezze e le sue tradizioni.

Cenni storici

Matrice è un comune di 1116 abitanti della Provincia di Campobasso. L’origine dei primi abitanti di Matrice affonda le radici nell’antica popolazione dei Sanniti. Attaccati dai Romani, resistettero per anni ma, nel 305 a.C. furono sconfitti; i santuari italici furono riconvertiti sotto il controllo della religione romana, e così anche il tempio di Colle Melaino, dove oggi sorge Santa Maria della Strada. Il borgo romano, non sviluppato come città vicine (Fagifulae, Bojano), era semplicemente un abitato rurale dove si praticavano la pastorizia e l’agricoltura. Tale area oggi è detta Vicenne, come dimostrano resti di case italiche lungo la strada che porta alla chiesa di Santa Maria.

Poco distante dalle Vicenne sorgeva un altro villaggio, sviluppatosi con la conquista longobarda, ossia Casale. In quanto al nome Matrice, secondo lo storico Gianbattista Masciotta, in origine doveva essere “Mater” o “Matrix“, cioè nel senso di “Città Matrice” cioè “Città capoluogo“. Nel primo Medioevo il feudo era stato dei Luparia, poi dei Da Ponte (XV sec), che governarono per conto degli Aragonesi.  Successivamente (dopo il controllo dei conti di Termoli nel 1495), passò a diverse famiglie, per poi tornare nel 1705 a Termoli, sotto la giurisdizione della vicina Montagano, in alternanza con Gambatesa, roccaforte dei De Capua. La famiglia Pacca fu l’ultima feudataria.

Da visitare

Con la riscoperta culturale del patrimonio artistico molisano, Matrice è diventata famosa per studi sulla chiesa fuori il borgo di Santa Maria della Strada, ritenuta tra le più antiche e meglio conservate della regione, gioiello dell’arte romanica dalle linee architettoniche semplici e rigorose. Consacrata nel 1148, fu edificata secondo lo spirito monastico dell’Ora et Labora in campagna, su un’altura nei pressi delle rovine di una villa romana, per conciliare l’incontro con l’Altissimo. La facciata esterna si presenta fatta di pietre quadrate, in cui si può ammirare, sull’entrata anteriore, il portale con tre ordini di decorazioni; il timpano con incisa una figura femminile a cavallo, probabilmente la Chiesa, sposa di Cristo, adorna di gioielli, che appare serena nel suo viaggio perché conscia della meta da raggiungere. Sulle due basi laterali del timpano sono impresse delle figure citate nell’ultimo libro della Bibbia: l’Apocalisse e la Rivelazione. Ai due lati del portale vi sono due arcate cieche con lunette decorate da bassorilievi.

Sopra il timpano è posto il rosone, la cui circonferenza contiene dodici piccoli cerchi: la simbologia rimanda a Cristo – perfezione e luce – e ai 12 apostoli. Ai lati del rosone due tronchi e teste di buoi. Sul lato esterno sinistro dell’edificio, sono presenti 20 falsi archi, dei quali i primi 18 sono eguali fra loro, i due restanti, pur se conformi tra loro, più piccoli. Sul lato esterno destro, fianco sul quale è presente il campanile romanico, vi è un’altra apertura sul cui portale vi è una lunetta sulla quale è scolpita la figura di Sansone che abbatte le colonne e dei cervi che si dissetano.

L’interno è stato restaurato eliminando le aggiunte barocche, e con il ripristino del pavimento danneggiato dagli anni. Diviso in tre navate con colonne cilindriche, arcate a tutto sesto, e soffitto a capriate, presso l’altare accoglie una statua lignea molto antica della Madonna col Bambino che con una mano regge il globo terrestre. Altre opere sono un Crocifisso ligneo appartenente alla corrente dei Christus patiens; l’acquasantiera quattrocentesca sulla prima colonna di destra è in pietra, con una croce incisa e quattro rosette (emblema della Passione), con grappoli d’uva e foglie (simbolo dell’Eucaristia). Sempre a destra si trova un sarcofago monumentale del XIV secolo in stile gotico, tomba del beato Berardo d’Aquino. Sul timpano è scolpito l’Agnus Dei, insieme a un’aquila che sostiene un leggio con un libro, e un angelo che trafigge un drago (San Michele).

Da visitare anche la Chiesa parrocchiale di San Silvestro Papa, la Chiesa di Sant’Antonio, e Palazzo Ciaccia (probabilmente eretto sui resti del castello medievale).

Gastronomia e tradizioni

MADONNA DELLA STRADA: Una delle tradizioni più antiche, che si perde nella notte dei tempi, è quella di portare la Madonna della Strada in processione a Matrice per tre settimane. Si inizia l’ultima domenica d’aprile e la processione finale avviene la terza domenica del mese di maggio, con ritorno nel Santuario di Santa Maria della Strada. In questa occasione viene festeggiato anche  il Santo Patrono, Sant’Urbano, nella piazza del paese.

FERRAGOSTO MATRICIANO: Il “Ferragosto Matriciano” festeggia la Madonna dell’Assunta a S. Maria della Strada il 14 agosto a sera e il 15 agosto mattina dove si svolge, da più di 50 anni, la Sagra del prosciutto locale abbinato al Pane di Matrice. Il 15 agosto viene celebrata la Santa Messa all’aperto presso il Santuario ed è la Festa più sentita dagli emigranti di Matrice che ogni anno tornano numerosi per l’occasione.

SAGRA DEI CAVATELLI: Il primo sabato di settembre viene celebrata la Festa di San Pio. In tale occasione viene organizzata la Sagra dei Cavatelli con costatine di maiale. La Sagra negli ultimi anni è diventata un appuntamento di proporzioni così grandi al punto che, per recuperare spazio in piazza, non viene montato il palco.

CARNEVALE DEI MATRICIANI: Da 15 anni si svolge anche il “Carnevale dei Matriciani” con carri allegorici costruiti con materiale di recupero e con il coinvolgimento di ragazzi e bambini. I carri vengono fatti sfilare anche nella vicina Campobasso e anche a Montagano e Petrella Tifernina con enorme successo. I temi sono sul Fantasy e cartoni animati più famosi; solo uno dei carri tocca un argomento d’attualità o del sociale. Le date ricadono nell’ultimo sabato di Carnevale ed il Martedì grasso.

Eleonora Mancini

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