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Larino - Foto Marina Bucci

Larino, alla scoperta della capitale Frentana

Larino, alla scoperta della capitale Frentana

Nuova puntata con la rubrica “ScopriAMO il MOLISE“; oggi siamo a Larino per scoprire la storia, le bellezze e le tradizioni (anche culinarie) dell’importante centro ed antica capitale Frentana. Per le foto ringraziamo di cuore Marina Bucci, sempre disponibile e che potete seguire alla pagina “Larino in foto – Marina Bucci“.

Storia

L’origine di Larino è sicuramente anteriore alla fondazione di Roma, come si desume dalle iscrizioni sulle lapidi rinvenute nel corso degli anni. Era l’antica Frentum, capitale dei Frentani; distrutta dai romani, fu ricostruita con il nome di Larinum e con numerosi splendidi monumenti. Nel 1268 fu data a Roberto de Cusenza che, però, non fu buon feudatario, perciò fu privato del feudo. Nel 1303 venne distrutta da un terremoto ed, in seguito, dai Saraceni. Fu dominio dei Normanni, degli Svevi e di tanti nobili fino ai Carafa.

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Città fra le più importanti del Molise, depositaria di un notevole passato, sorge in una posizione geografica territorialmente favorevole, che ha permesso di avere, fin dai tempi più lontani, consistenti insediamenti abitativi.

Monumenti

La cattedrale di San Pardo conserva le spoglie del Santo, ha una facciata gotica, in pietra grezza, un portale di legno con lunetta ed un’arcatura ogivale, uno splendido rosone a tredici raggi racchiuso in una cornice, sostenuta da leoni. L’interno presenta tre navate, un altare di marmo del ‘700, opere del Solimena, del Giordano, del Jouvenet e del Ribera. Il campanile è stato costruito nel 1451.

Sono anche da visitare le chiese di Santo Stefano, di Santa Maria della Pietà, di San Francesco e il palazzo ducale di origine medioevale dove si trovano la biblioteca e il Museo Civico. Le rovine dell’antica Larinum si trovano a circa un chilometro dal paese, consistono in un anfiteatro e case e ville romane.

Eventi e manifestazioni

La vita nel paese in primavera e in estate si anima e vengono allestite varie manifestazioni che richiamano i turisti. Sono da vedere la tipica processione in onore di San Pardo, la Tavolata di San Giuseppe, i carri allegorici a Carnevale, la sfilata dei Pali, ragazzi con le aste e drappi che in processione seguono la statua di San Primiano posta su un carro trainato da buoi.

Carnevale Larinese

Il Carnevale di Larino è sicuramente uno dei più apprezzati in Molise. I protagonisti di questa festa sono i Carri Allegorici che sfilano per il centro della città il sabato e la domenica precedenti l’inizio della Quaresima. Sui Carri vengono rappresentati ironicamente uomini della politica, dello spettacolo e dello sport, cartoni animati, problemi quotidiani… La prima sfilata di Carri Allegorici risale al 1975 quando un gruppo di giovani amici diedero vita ad una tradizione che vanta ormai anni di storia. Oggi siamo giunti ormai alla quarantesima edizione!

I Carri Allegorici vengono costruiti da giovani ragazzi che lavorano, per oltre due mesi, la cartapesta modellandola su strutture in ferro di modeste dimensioni. Ogni Carro Allegorico è accompagnato da un corteo di ragazzi mascherati in sintonia con il Carro che ballano e cantano su musiche e coreografie adatte al tema del proprio Carro.

Tavolata di San Giuseppe (18 – 19 Marzo)

Gli altari sono addobbati con ricche tovaglie di lino, vasi di fiori e piantine di grano, vengono allestiti nove giorni prima del 19 Marzo per recitare la novena. Su alcuni altari sono presenti delle campane di vetro che racchiudono piccole statue di Santi. L’allestimento della tavola avviene con scrupolo rigoroso, si narra che un ciuffo di prezzemolo veniva fatto uscire dalla bocca dei pesci in segno di “verbo”, e quindi il momento adatto per la benedizione. Le famiglie che allestiscono gli altari e le tavolate, una settimana prima preparano la mollica che verrà utilizzata per condire la pasta. Vengono, inoltre, fritte le “scrippelle” per essere poi distribuite ai visitatori delle Cappelle in nome di Gesù e Maria.

Dopo la benedizione degli altari, iniziava la cottura delle tredici pietanze: fave, ceci, fagioli e cicerchie che venivano cotte per prima e poi miscelate per la “pezzente”, poi si passava ai piatti a base di baccalà, funghi, asparagi, pesce, riso, lumache, rape, arance zuccherate. Mancano ovviamente, in segno di penitenza, i piatti a  base di carne. Durante la preparazione non va assaggiato nulla, anche in segno di rispetto verso il Vecchio, la Vecchia ed il Bambino ai quali spettava il primo assaggio. Uno degli aspetti più caratteristici della tradizione legata alla tavola di San Giuseppe, era il classico giro delle Cappelle. Questa era l’occasione per ritrovare parenti ed amici per pregare e per scherzare insieme.

Festa Patronale in onore di San Pardo

Ogni anno in Basso Molise, durante i mesi primaverili, hanno luogo antiche e spettacolari manifestazioni, tra religione, storia e tradizione, chiamate Carresi. Queste rievocazioni accomunano alcuni paesi del Basso Molise, caratterizzati da differenti etnie, origini e tradizioni, ma che in passato appartenevano tutti alla Diocesi di Larino: San Martino in Pensilis, Ururi, Larino e Portocannone.

Le Carresi nascono dalla devozione di ciascuna comunità locale verso il proprio Santo Patrono.  Le più antiche Carresi risultano essere quelle di San Martino in Pensilis e di Larino, mentre quelle degli altri paesi si ipotizza siano nate come imitazione di quelle più antiche ed introdotte in tempi successivi al 1879.

In tutti i comuni sopra citati, fatta eccezione per Larino, la Carrese consiste in una corsa di buoi, trainanti un carro circondato da cavalli che si sfidano per portare le reliquie del Santo Patrono in processione sul proprio carro. Per quanto riguarda Larino, la Carrese si svolge secondo un rituale ben preciso nell’arco di tre giorni, dal 25 al 27 Maggio. La festa è un omaggio alla traslazione del corpo del Santo Patrono S. Pardo, trasportato dalla Daunia su un carro agricolo in legno decorato con fiori e trainato da una coppia di mucche o buoi.

La sua traslazione si festeggia 7 gg prima delle calende di giugno (26 maggio) e il giorno della sua nascita al cielo (la morte) 16 gg prima delle calende di novembre (17 ottobre).

Il primo giorno, il 25, la coloratissima processione, composta di circa 120 carri, parte dal Centro Storico per raggiungere il Piano San Leonardo, dove giungerà presso il Cimitero comunale per prelevare la statua di San Primiano, in segno di invito alla festa. Nella notte ha luogo una suggestiva fiaccolata notturna che accompagna i carri nuovamente nel Centro Storico. Il 26 i carri sfilano tra i vicoli e le stradine del Centro Storico. Al  termine della sfilata dei carri, si assiste alla processione dei 13 Santi portati a spalla dagli uomini del paese.

L’ultimo giorno, il 27, i carri tornano sul Piano San Leonardo per riposizionare la statua di San Primiano al Cimitero. Prima di tornare nel Centro Storico, si svolge una divertente e colorita scampagnata, e quindi la processione riparte per concludersi con in Cattedrale.

Le fiere, le sagre, gli spettacoli musicali sono tanti e la cucina è buona, con i piatti tipici come i “maccheroni di San Giuseppe”, i “caragnoli” e i gelati artigianali sono rinomati.

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