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Vista di Isernia - Foto Tommaso Labella

Isernia, seconda tappa di ScopriAMO il MOLISE

Isernia, seconda tappa di ScopriAMO il MOLISE

Prosegue il cammino in Molise con la rubrica ScopriAMO il MOLISE e con la “puntata” di oggi faremo tappa ad Isernia, capoluogo dell’omonima provincia nonché centro Pentro di grandissima importanza e che possiamo ammirare nelle splendide foto di Tommaso Labella.

Storia – la nascita di Isernia

Risaputo è l’esistenza di abitanti ad Isernia già in epoca preistorica. In località Pineta, infatti, sono stati ritrovati resti archeologici che attestano la presenza dell’uomo nella zona sin dall’età paleolitica. I Sanniti Pentri scelsero il territorio per fondare un avamposto da dove preparare campagne di conquista nella Campania. Nel 290 a.C. la zona fu assoggettata a Roma, di cui fu colonia nel 263 a.C., ed ebbe una storia importante perché prese parte alla ribellione degli Italici e fu capitale della Lega italica; in seguito fu conquistata e distrutta da Silla nell’84 a.C.

Successivamente fu invasa, dai Visigoti, dagli Eruli, dai Vandali, dai Goti, dai Saraceni e dai Normanni con i quali entrò a far parte della Contea di Molise. Con gli Angioini il territorio fu preso da Ubertino Landi e poi da Raimondo Berengario; a questi si successero al comando vari signori e tante furono le sue vicissitudini perché luogo di accesso verso altre regioni.

Facciamo un piccolo appunto sulla seconda foto, diventata “virale” circa un anno e mezzo fa e ritraente un fortissimo temporale abbattutosi su Isernia. La foto, come detto scattata da Tommaso Labella, è finita addirittura sul National Geographic, facendo fare il giro del mondo alla città pentra. Al seguente link troverete la foto sul sito della nota rivista: http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2015/07/01/foto/la_mia_foto_il_meglio_di_giugno-2676272/1/.

 

Monumenti e storia della città

La storia della città si può cogliere nei vari monumenti cominciando dalle mura ciclopiche, grossi massi che servivano per proteggere il centro, o dalla Fontana Fraterna del XIII/XIV secolo con la sua meravigliosa loggia e la vasca con iscrizioni e bassorilievi, eretta con materiale proveniente dal mausoleo dei Ponzia; tale fontana è annoverata tra le fontane monumentali d’Italia. Altrettanto importante è l’antico acquedotto romano che è in funzione senza interruzione da oltre due millenni. Il cammino si può continuare visitando il monastero di Santa Maria delle Monache dei VI secolo d.C. di cui restano un pregevole colonnato e i capitelli romani, la cattedrale di San Pietro, che presenta una facciata neoclassica e nell’interno una splendida Madonna bizantina, l’antico santuario dei Santi Cosma e Damiano con pregevoli tele ed affreschi e un bel soffitto a cassettoni, la chiesa di San Francesco con il portale romanico a strombo del 1267.

Un appunto a parte merita il Museo Nazionale del Paleolitico in cui rivive la storia dell’Homo Aeserniensis che più di 700.000 anni fa viveva nel territorio isernino allora ricco di acqua, di selvaggina, di bisonti, di ippopotami, di piante e proprio per questo fu scelto come sede da quegli uomini primitivi che vivevano di caccia.

EVENTI 

Fiera delle cipolle (giugno): mostra mercato di prodotti agroalimentari e gastronomici con protagonista la cipolla, in tutte le sue varietà e applicazioni.

Incappucciati (venerdì santo): Processione del Cristo Morto che, muovendo come da tradizione dalla Chiesa di Santa Chiara, trasforma il centro storico del capoluogo pentro e le sue principali direttrici in una vera e propria capitale provinciale della Cristianità. Un’atmosfera suggestiva e avvolta nel silenzio accompagna lo snodarsi della Processione, interrotta solo dai canti funebri recitati dai fedeli che seguono l’intero percorso inframezzandolo con preghiere ed invocazioni sacre. Come ogni anno ogni dettaglio è curato minuziosamente dalle Confraternite della città (Santa Maria del Suffragio, Sant’Antonio, San Domenico, San Pietro Celestino), distinguibili per il colore delle mozzette, che partecipano alla Processione svolgendo ognuna un ruolo preciso nel corteo: ma è la Confraternita del Santissimo Sacramento ad organizzare puntualmente tutta la sacra rappresentazione, alla quale partecipano anche il Clero, con un proprio ruolo, e le Autorità civili e militari.

La processione del Venerdì Santo di Isernia ha come principale caratteristica quella della presenza degli Incappucciati, fedeli a capo coperto che trasportano le statue della Mater Dolorosa e del Cristo Morto, oltre che i busti degli Ecce Homo, le Croci Calvario e le Croci della Via Crucis. Lo scopo del cappuccio è quello di tenere segreta l’identità di chi compie l’atto penitenziale (tutti con una corona di spine a cingere il capo e molti a percorrere il tragitto a piedi nudi), conferendo maggior valore e drammaticità all’atto stesso. L’intera manifestazione termina solo a notte fonda.

Enogastronomia

Piatti tipici della tradizione culinaria sono i “crejuoli”, i “ciufele”, le “taccozze” e il “panpentro”.

Meteo

Per chi volesse tenere sempre “sotto’occhio” Isernia dal punto di vista meteorologico, è presente una stazione meteorologicha:

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