FAI: le giornate di primavera in Molise

FAI: le giornate di primavera in Molise

Anche quest’anno ricorre l’appuntamento nazionale delle giornate Fai di primavera, giunto ormai alla sua 25° edizione. In Molise, sabato 25 e domenica 26 Marzo, saranno aperti ai visitatori decine di siti alcuni dei quali completamente sconosciuti ai più ma preziosissimi di storia e arte, nascosti tra i dolci paesaggi della nostra regione. Siti selezionati dalle delegazioni del Fondo dell’ambiente di Campobasso e Isernia anche per merito di segnalazioni e proposte pervenute da Sindaci o semplici cittadini. Come ogni anno, oltre ai volontari, ci saranno gli apprendisti “Cicerone”, giovani studenti delle scuole medie e superiori che vengono formati durante i loro percorsi di studio, a guidare i visitatori alla scoperta o riscoperta dei tanti tesori nascosti.

TUTTI I SITI FAI SELEZIONATI  IN MOLISE

E allora ecco che anche noi di turismoinmolise vi presentiamo a modo nostro la lista dei siti selezionati dal FAI E aperti ai visitatori nel prossimo weekend:

 

 

Ora vi parleremo un po’ di alcuni di questi siti che per noi di turismoinmolise sono assolutamente da non perdere.

MUSEO DELLE MIGRAZIONI E CAMPO DI INTERNAMENTO DI VINCHIATURO

A Vinchiaturo nel 2014 nasce il museo delle migrazioni con l’obiettivo di salvaguardare la storia e la memoria dell’esperienza migratoria dei vinchiaturesi e in generale di tutti i molisani. Allestito nelle sale della casa comunale, il museo raccoglie foto, oggetti, carte e tutte quelle fonti documentali che testimoniano e raccontano un passato fatto da coloro che, più di un secolo fa, hanno dovuto lasciare la propria piccola comunità per raggiungere terre lontane in cerca di una vita migliore. Il museo nasce sopratutto per iniziativa delle associazioni e rappresentanze di molisani emigrati in Nord America e Canada. Ulteriori informazioni a riguardo le troverete consultando il sito dell’associazione Popoli Migranti.

Il Molise ha giocato un ruolo importante durante il duro ventennio fascista per aver ospitato ben cinque campi di internamento civile tra il 1940 e il 1945, uno dei quali si trovava a Vinchiaturo. Il campo di Vinchiaturo si collocava nel palazzo “Di Nonno”, nel centro storico del paese, che dal 1940 al 1943, affittato per novemila lire al mese, ospitò circa sessanta donne di nazionalità diverse: slave, polacche, francesi, russe, ebree, antifasciste italiane ed anche una zingara per proteggerle dal pericolo incombente del regime.

CASTELLO PANDONE DI  VENAFRO

Posta in una piana fertilissima, lungo la via che della costa campana conduceva nell’entroterra del Sannio, Venafro ha sempre rappresentato un anello importante nel sistema di difesa dell’alta valle del Volturno. Per questo motivo che, nel X secolo, sulla rocca che si innalza a Nord-Est dell’area urbanizzata dai Romani, sorse un castello-recinto, a torre quadrata. Nel XVI secolo il castello venne acquistato da una potente famiglia feudale molisana, quella dei conti Pandone. I nuovi inquilini da subito, vollero dare alla fortezza l’aspetto tipico dei palazzi rinascimentali.

E così ritroviamo quattro arcate a tutto sesto sulla facciata esterna( che formavano un loggiato con vista sulla pianura e sulla città), un cortile interno al primo piano da cui si diramano i locali di servizio e i percorsi per i piani superiori, riservati agli appartamenti privati e alle sale di ricevimento. Suggestivi agli occhi del visitatore sono il grande salone con un soffitto a cassettoni, una sala utilizzata nel settecento come teatro e due camere decorate con gli affreschi di cui Venafro è famosa. Queste pitture rappresentano a grandezza naturale i cavalli prediletti del conte Enrico.

CASTELLO PIGNATELLI  DI MONTERODUNI

La storia del Castello di Monteroduni è gemella di quella del Pandone, sorto in una area strategica nell’alta valle del Volturno, ebbe un importante ruolo come punto chiave di entrata nel “Contado del Molise” e come posto di vedetta sulla via latina. Le origini del castello-fortezza risalgono al periodo longobardo, quando la popolazione era costretta ad arroccarsi per fronteggiare le violente incursioni saracene. Ed è in questo periodo che l’edificio venne ampliato e rafforzato con i quattro torrioni angolari rotondi.

Il castello fu teatro delle vicissitudini degli invasori che si susseguirono in italia meridionale a quel tempo. Grazie ai difensori del castello, guidati dal conte Ruggero della Mandora, fu momentaneamente rallentata ne 1193 la marcia verso sud di Enrico VI, che contendeva al normanno Tancredi il regno di Sicilia. Sotto le mura del castello, si racconta, fu ucciso il capo delle truppe imperiali, Bertoldo di Honebruch, ampiamente vendicato dal suo successore. Sotto il dominio normanno il castello venne ulteriormente ampliato e modificato quando divenne sede di esattoria delle imposte di pedaggio; murata all’ingresso è una lapide del 1570 che elenca appunto i dazi da pagare per uscire dallo stato. Dal 1668 il Castello appartiene ai principi Pignatelli della Leonessa che definitivamente lo hanno trasformato in una elegante abitazione signorile rinascimentale.

PERCORSO FAI DELLE TRE CHIESE ROMANICHE 

Assolutamente da non perdere l’escursione a piedi alle tre chiese romaniche di Faifoli, Santa Maria della Strada e San Giorgio Martire a pochi passi dal capoluogo. Prenotandosi entro venerdì avrete la possibilità di fare una suggestiva camminata, nello stile di Santiago di Compostela, in un percorso di circa 20 chilometri che unirà la storia millenaria delle tre chiese romaniche e una natura incantevole e lussureggiante tra le alture a cavallo di Montagano, Petrella Tifernina e Matrice.

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