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Foto Paolo Pasquale

Fossalto, nuova tappa di ScopriAmo il Molise

Fossalto, nuova tappa di ScopriAmo il Molise

Per la rubrica ScopriAmo il Molise siamo oggi nel centro del Molise, più precisamente a Fossalto; scopriamo insieme storia, cultura, tradizioni ed eno-gastronomia. Foto a cura di Paolo Pasquale e Antonio Vinciguerra.

Storia

Anticamente chiamato Fossaceca fu poi detto Fossalto nel 1862. Sorto su un’altura che lo rende quasi misterioso al visitatore, oggi si estende anche nella valle ed è un paesino che conserva la sua caratteristica di feudo, inerpicato su un monte. E’ circondato dal verde e dalle antiche: Cellarelle, Campofreddo, S. Agnese, Pesco Orlando, Tre Monti, Costa Calda, Ara Vecchia, Castelluccio, Lisciaro, Macchiolino, S. Stefano, S. Tommaso, Colle Bianco.

L’antico borgo si sviluppa intorno al palazzo Baronale ed alle artistiche chiese “Parrocchiale di S. Maria Assunta” e “Sant’Antonio di Padova“. Conserva intatta la struttura architettonica originale. La parte più nuova si snoda lungo il corso principale e la strada provinciale Garibaldi. L’antica Chiesa di S. Agnese, sita in un posto incantevole è tutt’ora meta di pellegrinaggi. Da percorrere ed ammirare Corso Umberto, Piazza Roma, con abitazioni semplici ma importanti, dotate di portali in pietra di pregevole fattura ad opera di maestri artigiani del posto.

Fu sede di vari signori come Guglielmo Stendardo, feudatario di Carlo I d’Angiò, i Sangromondo, i Di Capua, i Carafa, i Pellegrino ed infine i Mascione. Si vanta di aver dato i natali al poeta dialettale Eugenio Cirese al quale è dedicata una via del paese in cui si trova la sua casa natale. Le poesie del Cirese sono riunite in un’intera raccolta, edizione “Marinelli” di Isernia; sono stati ristampati anche i suoi motivi musicali, in due volumi.

Monumenti

Per coloro che amano l’arte sono da visitare le chiese di Santa Maria Assunta e di Sant’Antonio da Padova. La prima, situata nel centro abitato, ha un altare di pregevole fattura costruito con marmi policromi intarsiati, molto ben conservato. Nella navata destra vi è un altare ligneo dedicato alla Madonna col Bambino, rivestito d’oro zecchino e posto in una nicchia centrale circondata da quindici ovali su cui sono rappresentati i Misteri del S.S. Rosario.

Alcuni quadri sono attribuiti a Paolo Gamba; nel soffitto del presbiterio sono raffigurati Caino e Abele, nella parte sinistra il sacrificio di Isacco, a destra il trasporto dell’arca e nella parte frontale il sacrificio di Melchisedec. Nella seconda sono da vedere tele bellissime del XVII secolo ed è da ammirare l’altare maggiore, molto grande, che riempie l’intera abside ed è di legno intagliato, rivestito in oro foglia. Sul colle si staglia il palazzo baronale Mascione.

Tradizioni

Specialmente nei mesi più caldi, a cominciare da marzo, ci sono varie feste: la sagra delle “Scurpelle”, la “Pagliara Maje Maje” e fiere varie.

Il primo maggio si onora la primavera con la festa tipica della “Pagliara Maje Maje” che è un tripudio della stagione che riveste la campagna con i suoi colori. Subito dopo la rievocazione campastre è d’uso offrire a tutti i convenuti la “lessima”, una minestra di cinque cereali: ceci, fagioli, cicerchia, grano e mais accomapgnata da fave fresche, pecorino e da buon pane fatto in casa.

Eno-gastronomia

Un piatto proprio del paese è la “pizza e grandinje”, pizza di granone con verdura e non sono da dimenticare gli squisiti gelati e le paste dolci, preparati artigianalmente che sono un richiamo, specialmente nelle serata estive, anche per colo che abitano ne capoluogo o nei paesi vicini.

Come detto nel paragrafo “Tradizioni”, sono tipiche le Scurpelle la cui pasta, lavorata con maestria dalle donne del paese, è molto sottile e tenera e la bravura è nel friggere senza appesantire la sfoglia con l’olio.

Per maggiori informazioni, per invitarci a fare un giro nel vostro paese o per inviarci vostre foto scriveteci ai nostri contatti o alla pagina Facebook.

 

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