fornelli
Fornelli - Foto Arianna von Tigalian

Fornelli, passeggiata in uno dei “Borghi più belli d’Italia”

Passeggiata a Fornelli, nella valle del Volturno, per conoscere il paese classificatosi al 6° posto tra i Borghi più belli d’Italia nel programma del Kilimangiaro nel 2016. Grazie all’amica Mariagiovanna Antinolfi per le magnifiche foto.

fornelli

La storia

Fornelli giace in parte su una collina lambita dal torrente Vandra, che confluisce nel Volturno, e in parte sul Monte Cervaro. Dagli ultimi studi pare sia stato edificato nel IX secolo come dipendenza della vicina Badia di San Vincenzo al Volturno. Molto probabilmente in origine sorgeva proprio presso il fiume Vandra in un luogo leggermente diverso da quello attuale. Non è dato sapere perché e quando abbia cambiato posizione. Il nome dovrebbe derivare da un forno per la produzione di laterizi cotti presente nell’antichità nel paese ed a servizio della suddetta Badia oppure come forma contratta di “Forum Cornelii”. La prima ipotesi, comunque, è la più probabile in quanto il territorio di Fornelli, infatti, è caratterizzato da un terreno ricco di argilla.

Nel XVI secolo venne occupato da Francesco Pandone, poi dalla famiglia Galluccio e quindi dai Caracciolo che poi lo vendettero ai Carmignano. La popolazione è originaria della diocesi di Valva e Sulmona; si pensa queste popolazioni abbiano portato a Fornelli il culto di San Domenico di Sora, il cui Eremo di Villalago (AQ) è mèta, ogni anno, di un pellegrinaggio.

Durante il secondo conflitto mondiale, inoltre, vi fu un eccidio; nel’ottobre del 1943, infatti, furono impiccati nella piazza pubblica dalle milizie tedesche l’allora podestà e cinque concittadini per non aver rivelato i nomi di un agguato mortale che era stato fatto alle truppe tedesche.

eventi dicembre molise
Fornelli | Foto Paolo Pasquale

Cosa vedere

Le antiche origini sono ancora visibili nella cinta muraria, possente e ben tenuta; il castello con i torrioni è stato più volte ristrutturato. Da visitare sono la Chiesa Madre, intitolata a San Michele Arcangelo, edificata su una precedente costruzione a tre navate. Pregevole la statua del santo e tre tavole del XVIII secolo. Altre cose da vedere sono:

  • Chiesa di San Pietro Martire, fortemente danneggiata dagli eventi sismici degli anni ottanta. Da vedere il portale rinascimentale e gli intarsi marmorei del pannello che decora l’altare barocco;
  • Cappelle di Madonna delle GrazieMadonna AssuntaMadonna Addolorata. È inoltre particolarmente pregiata la piccola cappella privata, della famiglia Laurelli, situata nel centro storico del paese;
  • Palazzo baronale, che ripete in gran parte l’impianto dell’antico castello longobardo;
  • Le sette torri, del periodo normanno e angioino;
  • La porta principale di accesso al centro storico, che, al tempo, era dotata di un ponte levatoio che si alzava sul fossato;
  • La Porta Castello e la Porta Nova, ingressi così esigui da impedire, per fortuna, l’accesso agli autoveicoli;
  • La Fontana dedicata all’Estate, una copia della scultura che il francese Mathurin Moreau presentò all’Esposizione Universale di Parigi del 1855.

Lungo il cammino di ronda, poi, si trova un cartello che ci invita ad ammirare il tramonto dal paese. Su di esso, infatti, una frase di Carlo Dentice del 1667: “Infelice quell’uomo che non ha mai visto tramontare il sole a Fornelli”.

Nei dintorni la natura è incontaminata ed invita a piacevoli passeggiate, ai pic-nic ed alle grigliate per assaporare arrosti di agnello accompagnati da ottimi vini locali. Nell’agro fanno bella mostra di se gli uliveti dai quali si produce uno dei migliori oli della regione.

Tradizioni ed eno-gastronomia

Numerose sono le feste che si svolgono a Fornelli; tra tutte sono da menzionare le “Giornate al Borgo” che si svolgono il 13 e 14 agosto con rievocazioni storiche che riportano al medioevo. Il secondo giorno, poi, si conclude con il fantastico incendio del castello.

Tra gli eventi, ci fa piacere ricordarlo, anche quelli de La Piccola Bottega, con la quale ci onoriamo di collaborare con numerosi eventi, soprattutto le passeggiate a passo d’asino sotto le stelle.

Fornelli, come detto, è circondato di ulivi e produce un olio fruttato e leggero. Nel territorio si trovano anche tartufi, come in altre zone del Molise. Sono coltivati legumi in via di estinzione, lungo il fiume Vandra. Piatti tipici sono: Sagne e fasciuel (pasta senza uova, tagliata a quadratini, condita con soffritto di olio, aglio e fagioli); sciur c coccia (fiori di zucchine in pastella fritti); r’ suffritt (interiora o frattaglie di agnello fritte peperoni); casc’ e ova (fegatino di capretto con uova e formaggio). Dolci: a carnevale, le cioffe (fiocchi di pasta frolla fritti); a Pasqua, la pastiera (crostata di riso cotto nel latte) e r’ sciaiun (calzoni ripieni di vari tipi di formaggi e verdure); a Natale, la cecerchiata (palline di pasta frolla con il miele) e “r sciusc” (pasta di pane e patate, fritta e spolverata di zucchero).

Paolo Pasquale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *