civitanova del sannio
Civitanova del Sannio - Foto Paolo Pasquale

Civitanova del Sannio: a passeggio nel cuore del Molise

Civitanova del Sannio: a passeggio nel cuore del Molise tra storia, natura incontaminata, bellezze da ammirare e tradizioni

La tappa odierna della rubrica #ScopriAmoilMolise vi porterà alla scoperta di un borgo posto nel cuore del Molise: Civitanova del Sannio. Una passeggiata tra storia, natura incontaminata, bellezze da ammirare, tradizioni ed eno-gastronomia. Venite con noi anche con le foto. Da menzionare quella del Lago di San Lorenzo a cura dell’amico Vittorio Ciamarra.

Storia

Il nome del paese trae origine dal fatto che in epoca precedente alla sua fondazione esisteva un feudo chiamato “Civitavecchia” o “Civitavetula” (ora Duronia). Per indicare la più recente fondazione del feudo rispetto a Civitavecchia, il paese fu chiamato “Civitanova” e inoltre si rese indispensabile l’aggiunta della qualifica “del Sannio” per distinguere il paese da Civitanova Marche.

La più antica testimonianza in possesso riguardo il paese risale all’anno 1002 allorché il conte Berardo d’Isernia e sua moglie Gemma vollero edificate in zona un monastero dedicato a S. Benedetto. Attorno al 1280 il feudo era in possesso di Pietro Rodoico. In seguito alle diverse discendenze attorno al 1330 il paese era frazionato in due parti e solo nel 1360 il suo territorio fu di nuovo unificato da Giovanna d’Evoli con l’assenso della regina Giovanna. Feudatari del posto furono i d’Evoli, i Di Sangro, i D’Alessandro, duchi di Pescolanciano, perciò Civitanova del Sannio seguì, dal 1629, il corso storico del territorio che apparteneva al feudatario.

Cosa vedere

I luoghi che circondano il paese sono ameni e di una bellezza naturale che sa di favoloso e fiabesco. Tra tutti, il Lago di San Lorenzo di natura carsica, come le varie rocce che fanno pensare alle Dolomiti, i boschi di faggio, verdeggianti e foltissimi, il percorso del Trigno, silente e sinuoso, l’area archeologica “La Civita” invitano ad escursioni per scoprire le bellezze della natura e per respirare aria salubre.

E’ da visitare la chiesa parrocchiale di San Silvestro Papa, nel centro storico, con un bel soffitto a cassettoni, dipinti dal Fiorante e del De Curtis, statue lignee del Giovannitti e del Di Zinno, un campanile in pietra calcarea, tipico dell’architettura sacra angioina. Da vedere anche il castello-palazzo con i suoi portali rinascimentali, soffitti a cassettoni e volte a botte. Bellissima è la croce astile in pietra del 1441 che si trova nella piazza del paese, del periodo gotico, che presenta l’intreccio di un nastro a due bande, chiamata Croce a for’ la porta.

Un’altra Croce , meno artistica, ma ugualmente ricca di significato, alta circa 10 metri, è sita in località “Le Serre”, domina nella parte alta di Civitanova e annuncia la vista delle sue prime abitazioni di campagna. Fu eretta nel 1935 e inaugurata e benedetta il 25 ottobre dello stesso anno dal vescovo di Trivento Mons. Giovanni Giorgis.
La croce fu abbattuta in seguito agli attacchi bellici dei tedeschi, in ritirata, il 21 ottobre del 1943 ma venne ricostruita, sempre su iniziativa dell’arciprete Saulino, e benedetta a conclusione dell’Anno Santo e precisamente nel settembre del 1951 dal nuovo Vescovo Mons. Epimenio Giannico. L’opera fu finanziata dalla nobildonna Massimilla Fiorda, vedova del prof. Alfredo Valerio.

Da menzionare anche le pitture rupestri site in località Morricone del Pesco.

Il paese, la natura, il Monastero del de Jumento Albo, le pitture rupestri e la tradizione dei formaggi le abbiamo vissute poco più di un anno fa durante l’evento “Civitanova tra preistoria e medioevo” organizzato dall’Associazione Molise da Scoprire.

Tradizioni ed eno-gastronomia

 

 

In agosto a Civitanova del Sannio, si organizzano sagre come quella della salsiccia e dei cavatelli che richiamano tanti buongustai; altre manifestazioni che si svolgono sono quella dell’emigrante e quella in onore di San Felice.

Anche i civitanovesi amano la buona cucina come risulta dai tipici primi piatti conditi con funghi e tartufi, dagli arrosti di agnello e di capretto, dai formaggi e dai latticini che vi si possono gustare.

Paolo Pasquale

2 commenti

  1. La descrizione è poco esauriente, mancano tante cose importantissime. Spero le pubblicherete in un nuovo prossimo servizio.

    • Ce ne rendiamo conto, chi conosce a fondo un paese potrebbe raccontare di tutto e di più. Ci limitiamo a riportare ciò che abbiamo avuto modo di vedere in prima persona, ciò che si trova sui testi a nostra disposizione e ciò che ci viene raccontato. Qualora volesse fornirci ulteriori informazioni saremo ben lieti di riceverle.

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