Cerro al Volturno
Cerro al Volturno - Foto Donato Genovese

Cerro al Volturno: storia, cosa vedere e tradizioni

Cerro al Volturno: storia, cosa vedere e tradizioni. Nuova puntata di #scopriamoilmolise

Nuovo viaggio per la rubrica #scopriamoilmolise: oggi siamo a Cerro al Volturno per scoprirne la storia, cosa vedere, le tradizioni e l’eno-gastronomia grazie, anche, alle foto di Donato Genovese.

Cerro al Volturno
Cerro al Volturno – Foto Donato Genovese

La storia

Cerro al Volturno, piccolo borgo della Provincia di Isernia, situato in cima ad una montagna al centro di un bosco lussureggiante che controlla la valle, nasce intorno all’anno Mille come un recinto per conservare prodotti alimentari e deve il suo nome agli alberi di cerro abbondanti nella zona, secolari e maestosi, noti come ‘quercus cerri’. Prima del 1000 appartenne all’Abate di San Vincenzo al Volturno che vi fece stanziare una colonia di contadini per coltivare le terre. Come finì il potere dei Benedettini, famiglie nobili si impossessarono del Feudo come i Borrello, i Cantelmo, i Colonna, i Carafa ed i Pandone nel XV secolo e fino all’abolizione della feudalità.

Cosa vedere

Segno tangente della sua storia feudale è il castello quattrocentesco che ancora oggi possiamo ammirare. Esso in origine fu una fortificazione eretta dall’abbazia per difendere i possedimenti nella valle e ancor prima un magazzino fortificato, protetto da quattro torri. Camillo Pandone diede nuovo splendore al castello che fu arricchito da una cinta di mura e tre torrioni rotondi. Dal 1828 appartiene alla famiglia Lombardi. L’edificio è raffigurato su di un francobollo delle serie “Castelli d’Italia”, emesso il 22 settembre del 1980. Vicino al castello vi è la Chiesa di Santa Maria Assunta, semplice e lineare, che è bene visitare assieme alla Chiesa di San Pietro e Paolo del 1318.

Tradizioni ed eno-gastronomia

In estate in paese c’è più movimento che nel resto dell’anno, tornano gli emigrati e le sagre tipiche sono quelle del ‘soffritto’, saporito, profumato e fragrante, gustato con un vinello del luogo e accompagnato con formaggi che i cerresi stagionano in modo eccezionale.

Eleonora Mancini

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