campochiaro
Campochiaro | Foto Paolo Pasquale

Campochiaro, camminata tra storia, bellezze e tradizioni

Campochiaro, scopriamo un altro paese che sorge ai piedi del Matese. passeggiata tra la storia, le bellezze e le tradizioni.

Campochiaro, ridente paesino ai piedi della catena appenninica del Matese, racchiude al suo interno, e ancor di più in tutto il suo territorio, meraviglie che vale veramente la pena conoscere.

La storia

Partiamo dal nome: Campochiaro; più chiaro di così… Sta proprio ad indicare il territorio pianeggiante su cui sorge il paese e la sua posizione ideale rispetto al sole che lo colpisce in pieno. Anche lo stemma comunale ne riprende il significato, essendo questo rappresentato da tre monti illuminati dal sole. Varie furono le dominazioni, tra le più importanti sicuramente quella sannita seguita dai longobardi; nel medioevo, invece, arrivarono i cavalieri bulgari inviati dal Re Grimoaldo per far ripopolare il territorio. Campochiaro è noto anche come “Il paese dell’Origano“, così come riportato sul cartello all’ingresso del paese.

Cosa vedere

Caratteristica principale del paese è la torre circolare (angioina) di epoca medievale che lo domina, elemento che riporta al periodo in cui vi era anche una cinta muraria che contava ben nove torri costruita attorno al paese che, in origine, aveva pianta pentagonale. All’interno del paese sono da ammirare la chiesa di Santa Maria Assunta in cui è conservata una statua lignea del Di Zinno e la Fontana urbica, quest’ultima ricostruita dopo il terribile terremoto del 1805. 

Fuori dall’abitato, in località Civitella, è da visitare il sito archeologico in cui è stato rinvenuto in santuario italico dedicato ad Ercole risalente al IV secolo a.C. Non si può, poi, non menzionare la natura. Campochiaro, infatti, insieme a Guardiaregia, ospita l’Oasi WWF istituita nel 1997. In questo territorio sono da menzionare, oltre alle specie di flora e fauna, anche due grotte, ma per meglio dire due abissi, tra le più profonde d’Italia: Pozzo della neve (-1050 m) e Cul di Bove (-913 m).

Cosa fare e cosa mangiare

Tra le feste principali del paese vi sono certamente quella patronale, San Marco, il 25 aprile, la Festa della Madonnella e la Sagra dell’Origano. Tra i piatti tipici da assaggiare, invece, le castagne al miele, le “sagne e fasciuoli” e le lumache con la bietola.

Per gli amanti dello sport e della montagna, poi, impossibile non menzionare i tanti percorsi che si diramano dal paese nell’Oasi WWF perfetti per trekking, mtb e, in inverno, ciaspolate.

Paolo Pasquale

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