Belgio

Belgio – Molise, un viaggio lungo una…pizza

Belgio – Molise, un viaggio lungo una…pizza.

Come detto nell’articolo di ieri, a noi di TurismoinMolise piace occuparci non solo di ciò che accade nella nostra regione ma anche e soprattutto di chi questa regione la ama e fa di tutto per valorizzarla.

Oggi vi raccontiamo la storia di Maria Fantini, ragazza molisana trasferitasi per un periodo di tempo in Belgio per lavoro. Più che raccontarvela noi, però, la racconterà direttamente lei.

Belgio
Maria in Belgio

Maria, infatti, nutre da anni la passione per la scrittura. Spinta da questa irrefrenabile passione, supportata anche da riconoscimenti è premi importanti, ha da poco aperto un blog personale.

Fabula Rasa, come scrive lei, è un umile blog di scrittura autofinanziato, nel quale condivide la sua viscerale passione per poesia, prosa, attacchi di panico e momenti di lucidità. Potete trovare questo e tutti gli altri racconti sul blog ed alla relativa pagina Facebook.

Come dicevamo, lo scritto che vi proponiamo tratta di quanto accaduto a Maria in Belgio. Siamo certi che vi emozionerete anche voi, come noi, nel leggerlo. Buona lettura!

Belgio. Ore 20:00. Al supermercato. Cerco qualcosa di pronto, da mangiare velocemente, ma non di surgelato, perché ho un congelatore che non congela e un frigorifero che non “frigorifera”. Faccio un giro a “muzzo” e mi fermo al banco frigo, rapita da cotolette, pasta, pesce, pane, vegetali, piante, organi umani pre-cotti e quasi-pronti da mangiare.

Casualmente noto uno scaffale con delle pizze e con qualcosa di scritto in fiammingo (che, malgrado le lezioni, ancora non riesco a capire), e che io ho interpretato come “sta per scadere, c’è lo sconto”. Semplice sinapsi: PIZZE-SCONTO-NON SURGELATE-MIE. Poiché il supermercato sta per chiudere, prendo la prima pizza a caso che non avesse scritto “salame, pesto, ostriche” (!?!), pago e via. Una volta a casa, mentre la pizza passa sotto i miei occhi, nell’atto di riporla in frigo, mi si scalda il cuore, avverto quella sensazione di nostalgia, di quando si perde qualcosa o qualcuno e lo si ritrova nei pensieri, nelle parole, nei profumi, in una scritta….MOLISE.

Proprio così, ho letto la parola MOLISE. Per chi non sapesse lo spelling, si legge così come si scrive: M-O-L-I-S-E. E lì mi sono fermata e ho pianto…ho pianto perché ho capito che i Belgi (e forse non solo) SANNO che il MOLISE ESISTE, tanto da dedicargli una pizza (che dopo ho visto essere “quattro formaggi”), che forse col Molise “c’azzecca”, ma neanche troppo!

Ho pianto perché in quelle sei lettere ho letto il riscatto di una “tirocinante sfigata che viene dal nulla”, che per molti è solo una leggenda da raccontare ai posteri, ho pianto perché in una città neanche troppo grande, in una nazione minuscola, lontana da tutto e da tutti io ho letto quella parola che per pochi (ma BUONI) vuol dire CASA.

Paolo Pasquale

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