acquaviva d'isernia
Acquaviva d'Isernia | Foto Paolo Pasquale

Acquaviva d’Isernia, meraviglia tra le montagne

Acquaviva d’Isernia, meraviglia tra le montagne. Scopriamo storia, cosa ammirare, tradizioni e curiosità del paese con vista sulle Mainarde

Acquaviva d’Isernia sorge nella provincia d’Isernia ed è confinante con i paesi di Cerro al Volturno e Rionero Sannitico; da non perdere è la sua panoramica sulla catena appenninica delle Mainarde. Vediamo insieme le caratteristiche principali di questo semplice paese con la preziosa collaborazione di Michele Vitarelli fondatore della pagina Instagram e Facebook Discover Molise; questo è un altro articolo di una lunga serie per la rubrica “ScopriAMO il Molise”, per cui continuate a seguirci nelle prossime settimane.

Come al solito, tutti gli articoli li troverete anche sui nostri canali social, pagina Facebook TurismoinMolise, pagina Instagram TurismoinMolise. Foto a cura di Paolo Pasquale.

La storia

Sulle sue origini sappiamo che sono ben radicate nel passato grazie ad alcuni reperti storici ritrovati e che testimoniamo la presenza sul territorio di un insediamento sannita lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, e un altro romano, i quali edificarono un tempio dedicato ad Apollo. Fu popolato nel VIII secolo da parte di alcuni coloni autorizzati dai monaci dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno; la zona dell’Alto Volturno appartenente all’Abbazia fu assediata dalla famiglia Borrello, tra il 1045 e il 1053, longobardi, i quali edificarono il castello a guardia del fiume Rio, intorno alla quale poi si era sviluppato il nucleo abitativo originario. 

Non furono pochi i possessori del feudo e del suo castello in seguito ai Longobardi; tra i più importanti evidenziamo il cavaliere francese Filippo d’Angosa, Iacovella di Ceccano, moglie in seconde nozze di Roberto d’Isernia e nel 1648 saranno i De Santo ad esercitare i diritti feudali. Dal 1807 il comune è rientrato nel circondario d’Isernia fino al 1946, anno in cui diviene un comune autonomo.

Cosa vedere

Oltre all’imperdibile castello dei Carmignano, di impianto longobardo e appartenente a più proprietari, il quale durante la seconda guerra mondiale subì gravi danni, si possono ammirare nel territorio di Acquaviva d’Isernia la chiesa di Sant’Anastasio, la cappellina della Madonna del Rosario, danneggiata dal terremoto di Sant’Anna nel 1805 e ricostruita in un anno, come ricorda un’epigrafe sulla finestrella: SACELLUM HOC TEMPORE DESTRUCTUM ITERUM FIERI FECIT DEVOTIO POPULI A. D. 1806, e il santuario di Santa Maria Assunta oltre alle fonti presenti nel territorio.

Cosa fare e cosa mangiare

Tra gli eventi più rilevanti di Acquaviva d’Isernia troviamo la festività di Sant’Anastasio, santo patrono del paese, che viene festeggiato con un falò notturno e una processione religiosa nel giorno 22 gennaio; nella vigilia della ricorrenza, gruppi maschili formati prevalentemente da giovani raccolgono grandi quantità di rami di ginepro, caratteristico per il suo aroma e la capacità di infiammarsi facilmente. L’accensione del falò formato in piazza, che ha luogo la sera, rappresenta il momento culminante della festa: i giovani, tra i rami infuocati, esprimono il loro entusiasmo per la riuscita del falò. Questa manifestazione prende il nome di “La Focata“. La statua del santo viene posta dietro le porte spalancate della chiesa, rivolta verso il fuoco, e riceve la devozione di alcuni fedeli. Il falò continua per tutta la notte. La brace della mattina seguente viene raccolta e conservata nelle case poiché il fuoco veniva benedetto dal sacerdote durante l’accensione.

Anticamente “La Focata” coinvolgeva ogni singola via del paese dove venivano formate delle cataste di tronchi di varie misure che, accese, servivano a richiamare la gente che ancora si trovava nelle campagne o nei pascoli, invitandoli quindi a raccogliersi intorno ai falò. Questi servivano anche ad illuminare le vie che, nel periodo invernale e con la neve, erano inaccessibili. Infatti con la giunta dell’elettricità tali  falò si sono riuniti tutti sul sagrato della Chiesa, dedicata al Santo Patrono. 

Per quanto riguarda la gastronomia, Acquaviva d’Isernia non propone un piatto tipico esclusivo ma una serie di pietanze e di prodotti che hanno un legame stretto con la cultura e la tradizione locale come “sagn’ e fasciuol“, “cotigh’ e fasciuol” fino ai dolci come le “scurpell” e le “pizzelle“. Grazie alla presenza dell’ottimo fagiolo locale, ingrediente comune nella maggior parte delle pietanze locali, “La fagiolata” di fine estate è diventato un’appuntamento molto atteso che ogni anno richiama tanta gente.

2 commenti

  1. Ci sono parecchie imprecisioni

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